WARWICK COLLINS.
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IL MATRIMONIO DELLE ANIME.
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Parte 1.
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Titolo originale: The Marriage of Souls.
Traduzione di: Alessandro Peroni e Federica Rupeno.
2003. Ponte alle Grazie Editore, MILANO.
ISBN 88-7928-638-2.
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Trascrizione elettronica resa disponibile dalla
Fondazione Ezio Galiano onlus
 http:\\www.galiano.it
ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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Valutazioni.
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Warwick Collins: autore del Razionalista. Alcuni autori migliorano di continuo, romanzo dopo romanzo. Sono i pi emozionanti da scoprire perch leggendo i loro libri capiamo che il meglio deve ancora venire: Warwick Collins  uno di loro.
The Observer.
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Una storia d'amore sorprendente, raffinata, sensuale, ma anche minacciosa, come il freddo metallo di uno stetoscopio a contatto con una pelle delicata.
The Times.
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Il matrimonio delle anime  un libro incantevole, che cattura l'essenza del mondo di fine Settecento meglio di tanti romanzi di quell'epoca.
Un libro da leggere assolutamente: il ritmo  splendido, la trama  ftta e ingegnosa.
The Observer.
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L'atmosfera di fumo e di oscurit evocata dalle fornaci, rischiarata di tanto in tanto da violenti incendi, ben si intona con il tema principale del romanzo: le motivazioni oscure, i desideri repressi e le sporadiche eruzioni di passione dei protagonisti.
Times Literary Supplement.
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Presentazione.
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Lymington, sulle rive desolate e burrascose del Solent, alla fine del Secolo dei Lumi. Centinaia di esuli francesi sono arrivati dopo la Rivoluzione, le saline producono a ritmi frenetici, la citt vive un momento inebriante e convulso.
Silas Grange, giovane e brillante medico,  caduto vittima di un grave collasso fisico e mentale. A provocarlo  stata la partenza improvvisa di Celia Quill, la donna che aveva messo a dura prova il suo rigore illuministico, coinvolgendolo in un patto erotico dall'esito inaspettato.
Malgrado le cure e l'amicizia del dottor Hargood, il collega pi anziano, Grange  tormentato dal ricordo di Celia, e per ritrovare le forze ed il controllo delle proprie emozioni dovr ricercare ed affrontare la verit. Una verit difficile, che emerge a poco a poco da un passato sempre taciuto, da un senso di colpa intollerabile.
Dopo Il razionalista, di cui sviluppa ambientazione e personaggi, Warwick Collins ha scritto un romanzo del tutto nuovo, intenso e sensuale, in cui
la scrittura si trasfigura per adattarsi agli sviluppi di una trama emozionante e sospesa, gettando una luce sempre nuova sui protagonisti.
Come nell'architettura e nell'arte del Settecento le linee classiche e pure della narrazione nascondono un'intelaiatura filosofica raffinata e complessa.
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L'autore.
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Warwick Collins  nato nel 1948 a Johannesburg da genitori di sangue scozzese ed irlandese. Vive in Inghilterra dal 1960. Dopo la laurea in biologia ha iniziato a scrivere poesie; poi  passato alle sceneggiature per il cinema e alla narrativa. I suoi romanzi pi recenti sono: Il razionalista (Ponte alle Grazie, 2002) e Signori (Ponte alle Grazie, 2001).
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Ringraziamenti.
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I miei pi sentiti ringraziamenti a Fiona Stansbury, per l'aiuto e l'incoraggiamento fornitomi durante la prima stesura di questo libro, alla mia editor Maggie McKerman e a Jude James per la consulenza storica. Gli errori o le incongruenze storiche rimasti sono da attribuire esclusivamente a me.
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Citazioni.
La libert, ben lungi dal rimettere l'uomo in possesso di se stesso, non cessa di allontanarlo sempre pi dalla sua essenza e dal suo mondo.
Michel Foucault, Storia della follia nell'et classica.
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Sei un baco da seta? Ti sgomitoli il sudario da dentro te stesso?
Herman Melville, Moby Dick. Traduzione di Cesare Pavese.
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1.
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Dalla finestra del suo studio, il dottor Silas Grange spinse lo
sguardo oltre la foce del fiume Lymington, in direzione dell'isola
di Wight. La coltre di nubi che si addensava laggi faceva presagire
uno di quei temporali di fine estate che sembravano portati
dal vento di sud-ovest. Ombre di nuvole vagavano sopra le
bianche scogliere, ove sporadici sprazzi di sole indoravano le
rocce a picco. Verso Yarmouth, dove pi forte era la marea
calante del Solent, l'incontro del vento con la marea rendeva
l'acqua bianca e spumosa. Una piccola chiatta che terzarolava
contro il vento crescente era entrata nell'acqua spumeggiante ed
aveva preso a beccheggiare ed a rollare vistosamente come se fosse
stata scossa da un'agitazione improvvisa.
Grange cambi posizione per alleviare un crampo alla gamba
sinistra e gett un'occhiata sulle case sparse dai tetti rossi che
formavano la parte meridionale della citt. Al molo, una massa di
alberi aggrovigliati segnalava la flottiglia dei pescherecci, bloccata
in porto dalla tempesta in arrivo. Vide una squadra di uomini
che scaricava sacchi di canapa grezza pieni di carbone da una
chiatta, e un'altra squadra intenta a caricare il carbone su un
convoglio di carri trainati da buoi, che l'avrebbe trasportato alle
fabbriche di sale disposte lungo la costa della regione, da Milford
a Beaulieu. Guardando gi da quella posizione privilegiata, ripensava
all'origine della citt.
Situata in un'insenatura del Solent, tra Southampton e Christ-church,
Lymington era stata una delle prime fra quelle citt
autonome che parevano spuntare da un giorno all'altro ai margini
delle grandi propriet che dominavano quella zona dello
Hampshire. Una piccola oasi al di fuori del sistema feudale, i
cui cittadini amministravano una legge perentoria ed erano gelosi
del proprio potere. La produzione del sale, avviata in quei luoghi
gi in epoca romana, e gli scambi e i commerci del porto sul
fiume Lymington erano fonti di sostentamento precarie. Nel
corso della sua storia, piuttosto movimentata, la citt aveva difeso
la propria autonomia dalle numerose azioni legali mossele
vuoi dai proprietari terrieri circostanti vuoi dallo Stato, e non
esitava ad intentare causa a sua volta per tutelare i propri interessi.
Forse era per questo che nella sua condotta erano state sempre
presenti tracce di indole radicale ed un certo anticonformismo,
che la mettevano in conflitto con l'amministrazione del Regno e
con l'autorit centrale di Londra. Durante la guerra civile la citt
era stata una roccaforte parlamentare ed era stata punita per la
sua posizione antimonarchica. Dopodich, quasi per istinto, aveva
sostenuto il pretendente Monmouth e la sua ribellione, ma in
quell'occasione era riuscita a sfuggire pi facilmente alle grinfie
della giustizia statale. E cos aveva seguitato a comportarsi fino ai
tempi di Grange, perseguendo i propri interessi, spesso in contrasto
con le citt vicine e rivali come Southampton.
 noto che i porti consentono il libero flusso delle idee,
trasportate insieme con le merci come pulci sul dorso di un ratto. A
Lymington l'esportazione del sale nel Nuovo Mondo assicurava il
flusso dei viaggiatori e delle idee radicali da e verso lidi lontani. I
rifugiati in fuga dall'Europa, e pi recentemente dalla Rivoluzione
in Francia, garantivano un ulteriore fermento di opinioni. Molti di
questi rifugiati erano stati accolti a Lymington e l si erano stabiliti
e alcuni avevano cominciato una nuova vita creandosi nuove occupazioni
o professioni. I profughi della Rivoluzione francese, in
particolare, erano numerosi come un reggimento. Circa un secolo
dopo, partecipe di questo afflusso gallico, il poeta esotico Paul
Verlaine, notoriamente indigente nonch amante di Rimbaud,
avrebbe insegnato per un certo periodo in una rispettabile scuola
femminile, la Murdoch's, sulla High Street.
Nel 1798, bench il dottor Silas Grange avesse lasciato la capitale
da ormai quattordici anni per andare a esercitare la professione
in campagna, nondimeno, osservando i sobborghi industriali di
Lymington, gli sembrava di rivedere Londra. L'industria dell'estrazione
del sale dall'acqua marina mediante evaporazione e bollitura
era ancora fiorente. Gi nel 1660, per esempio, era stato
segnalato alla Corona che nel corso di quell'anno le fornaci di
Lymington avevano bruciato pi carbone dell'intera Londra. Sul
finire del XVIII secolo tale industria non aveva ancora patito il
declino che pi tardi sarebbe stato causato dallo sfruttamento
delle miniere di salgemma nel Cheshire e dall'economicit del
suo trasporto per ferrovia alle citt costiere come Liverpool.
Ora, nella calura dei mesi estivi, tra Pylewell e Pennington, verso
Oxey, tutte le fornaci funzionavano a pieno regime. Alti pennacchi
di fumo si stampavano nell'aria confluendo in una grigia nuvola di
cenere trasportata dal vento di sud-ovest, che depositava salsedine
e polveri di carbone sulla citt e sulla New Forest circostante.
Sottovento alle saline, per diverse miglia nell'interno, verso Brockenhurst
e Beaulieu, i tronchi degli alberi erano grigi o neri per i
sedimenti portati dal vento.
A un livello pi profondo, Grange associava questa combustione
continua al passato di Lymington, all'anima o allo spirito
del luogo che pareva sospeso come fumo nell'atmosfera,
incessantemente alimentato e pervasivo. Nei secoli precedenti, la citt
era stata incendiata diverse volte dai francesi, l'ultima nel 1545.
Eppure risorgeva, come uno spirito che si reincarnasse. La sua
storia di morte e resurrezione sembrava librarsi sull'orizzonte
perennemente scuro del mare.
La nube estiva prodotta dalle fabbriche era visibile anche a
distanza. Nell'mbito dei suoi doveri, egli di tanto in tanto si
recava a Winchester per consultare dei colleghi, e una volta o
due era stato chiamato a deporre in qualit di perito al tribunale
di Salisbury. Tornando a Lymington dall'entroterra, passando
per Burley o Sway, vedeva il campanile di St Thomas e gli edifici
circostanti stagliarsi su uno sfondo di fumo e vapore. Sembrava
che la citt fosse stata di nuovo saccheggiata, che venisse sottoposta
a sacco perpetuo e risorgesse sempre dalle fiamme. Per
Grange quel fumo era il segno evanescente della turbolenta vita
cittadina. Aveva finito per abituarsi alla strana commistione tra la
New Forest e le saline che sputavano fumo. Quel panorama in
bilico tra l'idillio rurale e l'inferno industriale aveva smesso di
sembrargli strano.
Mentre osservava tale quadretto dalla finestra del suo studio,
la crescente brezza marina spingeva sopravento la nube di fumo,
che lasciava dietro di s fili, sottili come scheletri, provenienti
dalle fornaci. Grange pose fine alle sue fantasticherie e, volgendo
le spalle alla finestra, torn alla scrivania.
...
2.

Al Signor Henry Leman, chirurgo, Grant Way, Winchester, da
parte del Dr. James Hargood, medico, Court Lodge, Lymington.
7 luglio 1798.
Mio caro Leman,
mi ha fatto bene al cuore rivedervi, vecchio amico mio, e in cos
buona salute, poi. Ho l'impressione che abbiate perso un po' di
paglia sul vostro tetto negli ultimi anni, ma il colorito della vostra
carnagione ed il vostro buon umore, debbo aggiungere, sono testimoni
della vostra sana costituzione.
 passata molta acqua sotto i ponti da quando ci dividevamo
una misura di vino di Bordeaux discutendo del nostro signor Fox o
dell'eccesso di rifugiati francesi stabilitisi da queste parti dopo i
disordini in Francia, oppure (giacch parliamo dei francesi) degli
effetti disastrosi della spedizione a Quiberon, che ci ha privati di
parecchie delle nostre passate conoscenze a Lymington. Prima che i
nostri alleati realisti fossero massacrati sui lidi francesi in quello
sbarco sventurato, la citt sembrava ospitare tanti rifugiati francesi
quanti erano i nativi inglesi nei dintorni. Al culmine della loro
amichevole occupazione, secondo l'ultima conta vi erano a Lymington
pi di 4000 soldati stranieri, che gravavano su una popolazione
locale di non pi di 2000 anime. Dopo l'annientamento dei francesi
sono rimasti in loco nutriti contingenti di olandesi e tedeschi e
un discreto campionario di gente diversa, tanto che in certi giorni 
ancora possibile andare da Gosport Street a Church Lane senza
udire altro che lingue straniere.
Durante tale occupazione mi ha dato un po' di conforto la
conoscenza di alcuni di questi rifugiati francesi, dei quali a poco
a poco ho imparato ad ammirare il carattere. Ero ormai avvezzo
alla cerimoniosit dei nobili, cos come alla gioviale bricconeria dei
soldati. Ma dopo il loro coraggioso tentativo di sbarco sulle coste
della Normandia e il massacro seguito alla loro sconfitta ad opera
delle forze rivoluzionarie, la nostra citt  stata resa spettrale dalla
loro assenza. Ci nonostante, le loro tracce persistono. Osservo
certe giovani donne che si erano congiunte a loro e che io stesso
ho aiutato, in diverse occasioni, a mettere al mondo i loro rampolli.
Una generazione di bambini non conoscer mai il proprio padre.
Non immaginavo che la terribile mano della Rivoluzione sarebbe
giunta fino a Lymington.
Per il momento lascio da parte l'altro argomento che vi ho
accennato, inerente a una questione di cuore delicata e personale.
Ne abbiamo parlato brevemente l'ultima volta che ci siamo incontrati,
e forse, se il destino lo vorr, mi consentirete di tornarvi
sopra a tempo debito. Non ne far altra menzione in questa lettera
per la semplice ragione che le cose da cui tutto ebbe inizio non
hanno ancora fatto il loro corso, anche se forse rumoreggiano in
lontananza come i temporali autunnali che presto cominceranno a
colpirci.
Mio buon amico, credo che ogni esame retrospettivo della mia
vita interiore sia difficile e forse un po' oscuro, persino ai miei
occhi. Raggiunti i sessant'anni d'et, a un uomo nella mia situazione
si conviene un certo distacco. Per alcuni aspetti pu sembrare
che abbia fatto qualche progresso, ma la carne ed i piaceri mondani
hanno ancora una grandissima presa su di me. La mia unica consolazione
 che i pensieri che mi accompagnano nella mia introspezione
sono forse pi oscuri delle azioni che li fanno nascere.
Tuttavia le azioni stesse continuano a tenermi occupato e a scaricarmi
le tensioni di dosso. Mantengo un'amante a Londra: quando
mai non ne ho avuta una? E cos, sebbene possa essere tentato da
certe cose, allo stesso tempo certe altre tentazioni cominciano a
scemare con l'et. Non  il mio stato fisico che mi rende perplesso:
su questo piano, almeno, sono ancora sorprendentemente robusto.
 piuttosto un umore particolare che pervade la mia esistenza. Mi
accorgo di trovarmi in una condizione di crescente morbosit o
inattivit, in cui mi sento misericordiosamente libero da ogni colpa
riguardo alle tentazioni in s, ma non dai pensieri che le circondano.
Essendo vedovo da circa diciott'anni, e dunque ormai avvezzo a
sbrigarmela da solo, credo di non essere obbligato a rendere conto
ad alcuno della mia condotta. Eppure sento che una parte di me 
carente, o forse vuota, e che se non sono costretto a rendere conto
di ci ad altri, sono per tenuto a spiegare il mio comportamento a
me stesso. Riguardo quest'ultima faccenda, forse non mi resta che
accusarmi di aver commesso adulterio nel cuore nonch il peccato
definito a buon diritto delectatio morosa (il godimento del
male senza l'intenzione di compierlo).
Per un altro aspetto, sia pure solo vagamente connesso con
quanto detto sopra, ho bisogno del vostro consiglio - o meglio,
della vostra comprensiva testimonianza - sempre che possiate concedermi
un po' del vostro tempo e della vostra pregevole attenzione.
Perch so di aver raggiunto un'et della vita in cui le acque si
stanno di nuovo rimescolando e, malgrado il buon tenore di vita e
un certo grado di riconoscimento sociale, sono soggetto a una sorta
di sconvolgimento di cui non comprendo appieno la dimensione e
la portata. Possiamo prepararci a ci che conosciamo, ma non vi
sono difese adeguate contro l'imprevedibile, salvo forse la fiducia
nella temperanza del fato e nella nostra forza d'animo. Eppure
guardo con timore a questo intervallo fra le stazioni della mia vita.
Prima dell'annuncio del proprio destino e del suo arrivo vi  un
interregno gravoso che dev'essere semplicemente sopportato.
Nel frattempo debbo riabituarmi a scrivere come se mi rivolgessi
a un amico, giacch trovo che ci sia di per s una consolazione,
forse addirittura ci che gli antichi greci chiamavano ktharsis.
Affidare questi pensieri alla carta nella quiete del giorno forse
non  dissimile dal pregare, almeno nel suo aspetto esteriore. Questo
mi aiuta a riflettere, anche se per altri versi credo di aver
perduto, se non tutta, gran parte della religiosit che un tempo
sentivo naturalmente.
Forse la miglior cosa che io possa fare in questa strana faccenda
e aprire un conto presso la vostra comprensione, e cominciare cos
come intendo continuare. Giacch, se me lo permetterete, intendo
scrivervi regolarmente per il bene della mia anima e il conforto
della mia coscienza. Nel corso di queste missive cercher di esprimere
meglio che potr ci che mi preoccupa e che turba la mia
mente.
E ora, mio caro Leman, debbo aggiungere un'ultima riflessione
che reputo necessaria, vuoi per l'avvio, vuoi per la prosecuzione
della presente corrispondenza. Vi scriver su queste faccende a una
sola condizione, che di primo acchito vi parr strana, pur se confido
che ne comprenderete la necessit, date le circostanze. Tale condizione
 la seguente: per quanto forte sia il mio desiderio di conoscere
le vostre opinioni e il vostro punto di vista, vi prego di non
rispondere per nessun motivo alle mie lettere. Giacch, se risponderete,
avr l'impressione di caricarvi di un fardello troppo gravoso
di amicizia e di benevolenza, e smetter di affidare i miei pensieri
alla carta. Sar sufficiente, invero pi che sufficiente, che voi leggiate
ci che scriver e, dopo aver letto con attenzione questi
scarabocchi vaghi e confusi, vi asteniate da ogni altra azione.
Signore, se, come umilmente vi chiedo, vorrete seguire questi
princpi, da parte mia interpreter il vostro silenzio come un invito
a proseguire la mia corrispondenza, e dunque ogni giorno che
passer senza ch'io riceva una lettera da voi mi incoragger a
credere che stiate rispettando il patto da noi concluso. Il mio pi
ardente desiderio  semplicemente che il vostro occhio benevolo e
generoso esamini queste riflessioni cos come le metto per iscritto,
per quanto sconnesse e disordinate possano essere.
Dunque, mio caro amico, ogni giorno che non mi risponderete
equivarr per me al permesso di scrivervi ancora, e cos spero che
potremo procedere, di giorno in giorno, per tacito accordo, finch
queste faccende forse si saranno risolte.
Confido che stiate bene come l'ultima volta che ci siamo incontrati,
e che la vostra buona moglie e le vostre due figlie godano di
altrettanta salute.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
3.

Dopo una stagione di attivit delle fornaci, a Lymington il vento
d'agosto sollevava una tale quantit di cenere e polvere che risalendo
High Street controvento era saggio proteggersi gli occhi.
La signora Thompson, la governante del dottor Grange, si
strinse nello scialle mentre risaliva la collina, di ritorno dal mercato
che stava in fondo a High Street. Aveva comprato una
mezza dozzina di sgombri di Flushards; si ferm un attimo per
passare la pesante cesta da un braccio all'altro, sistemando il
manico nell'incavo del gomito e lasciando cos libera la mano
di alzare le pesanti sottane di qualche centimetro, preservandone
l'orlo dalla sporcizia della strada. Man mano che procedeva lungo
la salita, un po' a corto di fiato a causa delle manovre a cui
queste varie precauzioni la costringevano, teneva prudentemente
d'occhio il terreno davanti a s per proteggere le scarpe dai
cumuli di sterco bovino e dagli escrementi di pecora e di maiale
sparsi lungo la carreggiata in quantit un po' troppo generosa
per i suoi gusti. Mentre avanzava su per High Street si sentiva
come un veliero in navigazione tra isole contro le quali il timoniere
avventato rischiava il naufragio.
Raggiunta la casa del dottor Grange, sollev il chiavistello del
cancello laterale d'abete e lo spalanc, entr, lo richiuse e vi si
appoggi contro, per avere un po' di tregua dal vento. Gli occhi
le bruciavano ancora per la polvere presente nell'aria. Talvolta
sul finire dell'estate arrivava un vento forte, e folate fredde provenienti
da nord spazzavano la High Street dalla chiesa di St
Thomas, fischiando nelle grondaie, facendo oscillare e scricchiolare
le insegne dei negozi e tremare i battenti delle finestre. Al
sicuro nel suo temporaneo rifugio sentiva il cancello tremare
contro la sua schiena, colpito dalle raffiche che poi rimbalzavano
in strada. Dopo essersi riposata per qualche istante, si diresse
verso la porta laterale.
Appese lo scialle ed il soprabito ai ganci di ferro sul lato interno
della porta, quindi attravers lo sgabuzzino ed entr in cucina.
Nella quiete della stanza svuot la cesta, appoggiando due merluzzi
freschi e i cadaveri luccicanti dei sei sgombri sulla credenza
di quercia. Vers acqua da una brocca in una bacinella e sciacqu
i pesci uno per uno nell'acqua fresca, privandoli delle squame
che si erano staccate e degli effluvi rimediati sulla bancarella
del pescivendolo. Quando i pesci furono puliti a dovere li dispose
ordinatamente sul tavolo di quercia ben lavato e riemp
un'altra bacinella d'acqua fresca. Apr un cassetto, estrasse un
coltello corto e affilato e lo pos accanto alla bacinella. Stava per
cominciare a sventrare i pesci quando qualcosa la ferm.
Dapprima un suono simile a un sospiro, di esasperazione o
forse di rassegnazione, poi un debole cigolio come di un corpo
che si sposta su una sedia, e infine il fruscio di una pagina che
viene girata. I suoni sembravano imprimersi delicatamente nell'aria.
La signora Thompson rimase in attesa nella quiete della
cucina.
Adesso la casa era silenziosa, tranne che per il crepitio occasionale
del fuoco acceso in salotto. Tese l'orecchio, ma non
giunsero altri suoni. Prese il coltello e cominci a sventrare i
pesci: incideva l'addome, lo apriva, estraeva il fegato, i reni e il
tubo digerente, e li gettava in un secchio vicino. Tagliava via la
testa e la coda e faceva scivolare il resto del corpo nella bacinella
d'acqua fresca. Il sangue diffondeva un alone rosa chiaro intorno
ai tronchi eviscerati e puliti.
Quando ebbe finito, la signora Thompson depose il coltello
da cucina e si pul le mani in uno straccio.
Seduto in salotto di fronte al camino, il dottor Silas Grange aveva
sentito la signora Thompson entrare in cucina e poi i rumori
della preparazione del pasto. Dopo un po' la governante si era
interrotta. Rimase in attesa mentre lei indugiava, come se lo
stesse ascoltando dalla cucina, poi ud i passi di lei che si spostava
nella sala da pranzo per apparecchiare la tavola.
Attraverso la porta, la signora Thompson not che era seduto
sulla pi alta delle due sedie del salotto, davanti al fuoco. Apparecchi
con cura la tavola per due portate, pur prevedendo che
avrebbe accettato solo il brodo di pesce.
Sapeva che il padrone quel giorno aveva fatto una passeggiata
e che lo sforzo gli aveva messo il tremito alle mani. Quando entr
in salotto lui era ancora seduto sulla sedia alta, con un libro
appoggiato sulle gambe magre, la lunga schiena curva sul volume
aperto. Not il lieve tremore alle mani mentre voltava una pagina.
Sembrava non essersi accorto del suo ingresso.
La signora Thompson si stagliava sulla soglia con la sua figura
imponente e prosperosa. Lo guardava con un'obiettivit non
priva di trasporto.
Forse egli avvert la sua presenza per via di una leggera
schermatura della luce, o forse l'intensit stessa della concentrazione
di lei penetr in qualche modo nei suoi pensieri. Comunque
fosse, Grange si distolse dal libro e alz lo sguardo come
dalla profondit di un pozzo. Buongiorno, signora Thompson.
Siete stata al mercato?
S, signore. La signora Thompson studi il pallore sul suo
volto. Ho comprato del pesce e vi ho preparato il brodo.
Grazie.
Lo studi di nuovo e poi disse: Servir tra un'ora.
Bene. Grange annu, gir una pagina, chin la testa sul
libro e riprese la lettura.
La signora Thompson indugiava. Non vorrebbe mangiare
qualcosa di pi sostanzioso...?
La testa di lui si alz di nuovo, lentamente, anche se questa
volta non le rivolse lo sguardo. No, grazie.
C'era una fermezza implacabile nella sua decisione, che rendeva
difficile qualsiasi altra discussione sull'argomento. Guard
la parete per alcuni secondi, come se fosse in contemplazione.
Lei a sua volta esamin la ruga che gli solcava la fronte, la linea
del naso, la bocca simile a un taglio netto. Non vide alcun segno
di debolezza, e ben poca docilit.
La signora Thompson era ostinata, ostinata oltre il richiamo
del dovere. Ma l'ostinazione  per nove decimi pazienza, e lei
sapeva che doveva attendere. Dalla sua posizione sulla soglia lo
guard ritornare alle sue letture.
La signora Thompson approfitt di quel breve impasse per guardarsi
intorno nella stanza. C'era un sottile strato di fuliggine
scura sui davanzali delle finestre: l'accumulo del sudiciume nero
proveniente dalle fornaci disposte lungo le coste sopravento di
Woodside, Oxey e Pennington. La sua disapprovazione nei confronti
dell'attivit delle fabbriche di sale era assoluta. La stagione
estiva stava terminando, e le fornaci sembravano aver raddoppiato
i loro sforzi. Di notte la costa somigliava alla fucina del
diavolo, un reticolo di piccoli edifici con tetti, porte aperte e
grandi fuochi che bruciavano all'interno. Attraverso le porte si
distinguevano figure umane che parevano muoversi in stato di
trance. La polvere scura delle fornaci, spinta dal vento verso
Lymington, era per lei un vago segno dell'inferno. Durante i
mesi estivi, ogni due o tre giorni si dava da fare con stracci puliti
per cancellare completamente le tracce della fuliggine dai davanzali
e dalle superfici dei mobili.
Sapeva che presto, nel volgere di poche settimane, le fornaci
avrebbero cessato l'attivit e lei avrebbe potuto tornare al suo
normale regime. Ma ora lo stato in cui si trovava la casa era un
affronto troppo grande per l'occhio per rimanere con le mani in
mano. Aveva ancora un po' di tempo a disposizione prima di
cominciare a preparare sul serio da mangiare. In piedi dietro la
sedia di Grange, decise che per prima cosa avrebbe dato una
ripulita, e quindi sarebbe tornata a cucinare il pesce.
Era immersa in queste considerazioni quando Grange, girando
una pagina, alz lo sguardo su di lei, pensierosa sulla soglia.
Colta alla sprovvista, la signora Thompson disse: Penso che sia
ora di pulire di nuovo i mobili.
Grange si guard intorno nella stanza e sorrise: Credo che i
vostri occhi siano pi acuti dei miei, signora Thompson.
 costume delle donne avere un occhio per queste faccende
disse la signora Thompson.
Fece un cenno col capo e torn in cucina. In un cassetto trov
degli stracci e strisce di stoffa ricavate da vecchie lenzuola. Ne
prese qualcuno e si mise al lavoro in sala da pranzo, prestando
una cura particolare alle modanature ed alle superfici pi vicine
alle finestre, dove la fuliggine pareva pi spessa.
...
4.

Dopo una mezz'ora di lettura, Grange mise da parte il libro, si
alz e and alla finestra. Gett uno sguardo sulle paludi sottostanti,
poi attravers il salotto e imbocc il corridoio.
Lei lo sent salire le scale, i passi interrotti soltanto dal tonfo
sommesso del palmo che batteva ad intermittenza sulla ringhiera.
Era ancora cos debole da doversi reggere con la mano. Raggiunto
il pianerottolo si ferm per prendere fiato, poi lei ud la porta
del suo studio aprirsi cigolando. Nel breve silenzio che segu la
signora Thompson smise di pulire i mobili, lo straccio stretto
nella mano, in paziente attesa di cogliere il prossimo segno dei
suoi movimenti.
Sent trascinare un mobile spostato, quindi vi fu una pausa,
come se lui stesse recuperando le forze.
La signora Thompson studiava il comportamento di Grange
con un segreto guazzabuglio di sentimenti. Quando non lo aveva
direttamente sotto gli occhi, ascoltava il rumore dei suoi passi
sulle assi di quercia al piano superiore, dove il risuonare irrequieto
degli stivali riproduceva la confusione nella sua mente. L'apatia
e i movimenti senza meta di Grange sembravano contagiare la
struttura della casa. Talvolta, quando si spostava sulla sedia, uno
dei travicelli emetteva un basso lamento od un intimo sospiro.
Oppure camminava lentamente su e gi per la stanza o attraversava
tutto il piano per portar gi un libro. Lei attendeva la
pulsazione irregolare dei suoi passi sul legno od il mormorio lamentoso
di una trave che si assestava.
La gamba di una sedia strisci sul pavimento sopra di lei,
seguita dal flebile tonfo del corpo che si lasciava cadere sulla
sedia. La signora Thompson pens che si era rimesso a leggere,
bench avesse notato che in quei giorni non si trattava pi di
Hume. Forse associava troppo strettamente Hume alle circostanze
che l'avevano ridotto in quel precario stato fisico e alla partenza
della signora Quill da Lymington. Prendendosi cura di lui,
la signora Thompson aveva sperato di indurlo a esprimere i suoi
sentimenti, o almeno a comunicare le sue paure e le sue inquietudini.
Ma come un animale che si ritira nella sua tana, durante la
convalescenza si era chiuso ancor pi in se stesso.
Fin di spolverare i mobili e, riposto lo straccio in un baule di
metallo in cui teneva le cianfrusaglie, si avvi verso la cucina.
Prese un coltello affilato dal cassetto e si accinse a tagliare a fette
gli sgombri per la zuppa. Dal piano superiore non giungeva pi
alcun'eco. In piedi sulle lastre di pietra davanti alla tavola di
quercia, cominci a preparargli il pasto con la mente ancora
rivolta alla pienezza del silenzio che era sceso sulla casa.
...
5.

Mio caro Leman,
come speravo, avete inaugurato la nostra corrispondenza non
rispondendo alla mia lettera, bench sia gi trascorsa una settimana
da quando vi ho scritto. Vi ringrazio di esservi trattenuto, gentile
amico. Poich interpreto la vostra mancata risposta come un'autorizzazione
a scrivervi ancora, partir dunque con le missive a cui
avevo accennato.
Contando sulla vostra clemenza, comincer a esporvi ci che mi
preoccupa, e di l passer poi alle questioni che mi allarmano
seriamente, per quanto non ne abbia ancora compreso appieno la
portata.
Saprete che il mio giovane collega Silas Grange, il quale ha
un'indole pi studiosa e pi seria della mia, si  costruito una
solida reputazione come medico a Lymington. Forse ricorderete
che ha studiato presso le accademie scozzesi, il che spiega in parte
la bizzarria di alcune sue opinioni e anche, forse, quella vena di
radicalismo presente nel suo modo di pensare. Nessun'anima pu
essere interamente perfetta. A parte ci, e sebbene io sia in disaccordo
con lui su pressoch ogni argomento che affrontiamo, ho
trovato in lui il pi stimolante dei compagni. Collaboriamo in
molte maniere, e ogni volta che ho avuto occasione di far visita
alla mia amante a Londra lui  stato cos gentile da accettare,
durante la mia assenza, di farsi carico anche dei miei pazienti. In
passato ho avuto a mia volta la possibilit di ricambiare i suoi
favori, liberandolo dai suoi doveri quando era indisposto o desiderava
passeggiare nelle paludi per una giornata (egli  una sorta di
studioso della natura e raccoglie esemplari della flora locale). Pi di
recente, tuttavia, ho avuto maggiori opportunit di ripagare in un
qualche modo il debito contratto con lui per i miei ripetuti soggiorni
a Londra.  accaduto che - in modo alquanto inaspettato
per un uomo che aveva consacrato se stesso cos puntigliosamente e
profondamente a una vita di celibato - egli sia rimasto coinvolto in
una faccenda di cuore. Con questo ex tempore passer ora a raccontarvi
ci che mi preoccupa.
Circa tre anni fa arriv nella nostra comunit una vedova, la
signora Celia Quill. Prese dimora in una casa detta The Gaskills,
sulla collina di Walhampton, e cominci lentamente, per gradi ma
con pacata sicurezza, a esercitare la sua influenza nella societ
locale.  una donna di singolare bellezza, di maniere disinvolte e
con un animo che, malgrado abbia un suo lato serio, affascina per
bont e mancanza di affettazione.  stata proprio la sua disinvoltura,
e la fiducia che emana, ad averle procurato numerose amicizie
tra il gentil sesso e qualche ammiratore fra gli uomini.  strana
nella sua indipendenza, perch cos come Silas Grange sembra aver
fatto del pi stretto celibato una professione, allo stesso modo ella
si  sforzata di fare della propria vedovanza un motivo di grazia.
Non mi  facile descrivervi la sua indole; posso dirvi soltanto che 
compassionevole e distaccata al tempo stesso. La sua amicizia 
sincera, eppure sembra non reclamare l'attenzione o la devozione
altrui. Nelle occasioni in cui qualcuno ha avuto motivo di appoggiarsi
a lei si  dimostrata una confidente assai comprensiva e
discreta, come ci  stato riferito da persone degne di fede.
Ma pi di ogni altra cosa,  caritatevole. Non vi  nessuno nella
nostra comunit che sia stato altrettanto costante nella dedizione
verso i meno fortunati. Tra le varie attivit svolte al fine di alleviare
le sofferenze nella nostra comunit, ella ha istituito un comitato
per finanziare migliorie all'Ospizio dei Poveri sotto forma di
tanti piccoli ricoveri supplementari che le nostre imposte locali, da
sole, non avrebbero potuto sovvenzionare. Ma le sue sono qualcosa
di pi di buone intenzioni, o di azioni dettate da una fredda virt.
Come ogni bravo comandante, ella dirige da una posizione avanzata,
e nessuno  pi determinato di lei nell'eseguire le proprie
mansioni. Sia che lavori a maglia o cucia, o raccolga vestiti dalla
gente della buona societ, i quali, bench non pi di moda, serviranno
a proteggere qualche povero corpo dal freddo,  sempre la pi
assidua della compagnia nel provvedere ai bisogni degli indigenti.
Ha sempre profuso una singolare determinazione in tali attivit,
come se nella sua vita non vi fosse una causa pi importante che
adempiere ai doveri caritatevoli che si  imposta.
Capirete, mio caro Leman, che fui un po' sorpreso, e forse anche
costernato, quando tra questi due modelli di vita indipendente, il
mio collega pi giovane e la signora Celia Quill, cominci a crearsi
dapprima un legame di affinit, un'alleanza di menti, e ad un certo
punto, a quanto pareva, persino un'intimit sentimentale, li scorgevo
in certe riunioni di societ con le teste vicine in confabulazione,
e se decidevo di unirmi a loro per discutere di qualche
avvenimento, il pi delle volte provavo quello strano ma netto
senso di intrusione - mai espresso eppure in qualche modo esplicito
- che testimoniava la loro crescente unione intellettuale.
A tempo debito vi accorgerete, signore, che la loro relazione ha
avuto un certo influsso sulla mia stessa esistenza. E come  mio
costume, qualsiasi cosa si ripercuota sulla mia vita o sulle mie
condizioni, non importa da quale distanza, diventa in virt di
ci anche affar mio. Vi riferir il resto, nei limiti di ci che so,
allo scopo di rendervi edotto sugli eventi. Il mio racconto si dipana
in parallelo allo svolgersi della vicenda, giacch i suoi echi e le sue
ripercussioni ancora mi accompagnano, e persino mentre scrivo
continuano a rivelarmisi certi suoi aspetti, come se stessi vivendo
la mia vita e al contempo la osservassi da una posizione distaccata.
In considerazione di ci, se quel che vi racconto vi apparir incongruo,
vi prego di perdonarmi. Ver parte mia spero che alcune mie
azioni, se non sono facilmente difendibili, almeno posseggano ci
che i francesi tendono a chiamare rationale; un fondamento logico.
Ma torniamo agli argomenti in questione.
Sin dall'arrivo a Lymington del mio giovane collega, una dozzina
o pi di anni or sono, ho fatto del mio meglio per fornirgli ci
che mi auguro siano stati consigli ragionevoli e valide opinioni.
L'ho fatto anche per gratitudine, poich - come gi vi ho scritto -
egli si comportava con me allo stesso modo, facendosi carico dei
miei oneri quando mi recavo a Londra. Cos, nello stesso spirito di
buon consiglio, quando vidi che cominciava a manifestare per la
compagnia della signora Celia Quill un entusiasmo che sconfinava
nell'infatuazione, mi sentii in obbligo, in quanto suo consigliere e
medico anziano, di fargli alcune osservazioni che potessero ricondurlo
a una maggiore obiettivit. In particolare espressi il mio
sospetto che, per quanto io stesso ammirassi la signora Quill, alcuni
particolari del suo passato non si accordassero del tutto con le
circostanze della sua comparsa a Lymington. Mio caro amico, credetemi,
o almeno prendete per buona la mia parola in mancanza di
ulteriori prove: io non avevo intenti malevoli, giacch, se da un
lato volevo informarlo delle circostanze, dall'altro il mio rispetto
per lei era tale che non desideravo danneggiarla in alcun modo.
Persino adesso, dopo che sono occorsi certi eventi, non posso levarmi
dalla testa l'impressione di essere stato io - io e forse la mia
infernale curiosit - a portare certi aspetti della vicenda alla loro
attuale conclusione. Ma  bene che vi esponga gli avvenimenti in
questione.
Quando cominciai a scorgere i primi segni di attaccamento fra
questi due solitari, mi sentii in dovere di discutere con il mio
collega di certi argomenti che mi pareva dovessero essere tenuti
in conto. Ver esempio, accennando al fatto determinante della
vedovanza della signora Quill, feci notare che nelle sue conversazioni
e nel suo agire sembrava non esservi alcuna traccia dell'ex
marito. Credo che questo richieda qualche commento. Poich, cos
come la religione si riduce per la maggior parte di noi a un rituale
in cui invochiamo il nome del Signore con la mente ma non
necessariamente con il cuore,  mia esperienza che le vedove, per
quanto autonome possano diventare, in determinati momenti invocano
il nome del marito, sebbene il tempo della loro dipendenza
sia magari un lontano ricordo. E dopotutto non si tratta che dell'impronta
naturale della vita di una persona su di un'altra. La
signora Quill, invece, appariva singolarmente priva di tracce del
suo povero marito. Anzi, mostrava un grado di indipendenza che
lasciava trapelare all'esterno ben pochi segni che si fosse mai trovata
in quello stato di subordinazione chiamato matrimonio. Avanzai
questi e altri argomenti con il mio giovane collega, non gi per
mettere in dubbio l'onore della signora Quill, quanto per invitarlo
a usare una certa cautela nei suoi rapporti con lei e a ridimensionare
l'apologia che ne andava facendo.
Voi che siete pi saggio di me nelle cose del mondo, mio caro
Leman, avrete gi capito che la sua infatuazione era in uno stadio
sufficientemente avanzato perch le mie parole avessero scarso
effetto su di lui, salvo forse indurlo all'opposto di ci che intendevo
e rafforzare in lui la perorazione della sua causa. E come spesso le
ossa possono saldare alle giunture con maggior forza rispetto alla
loro posizione originale, cos egli cominci a erigere le sue difese
contro le mie osservazioni. Temevo che presto ci saremmo trovati
nella situazione in cui, se gli avessi suggerito ulteriori cautele nel
suo atteggiamento verso di lei, il mio consiglio sarebbe stato respinto
in quanto indice di un pregiudizio.
Tuttavia, se alla luce di quanto  successo dovessi interrogarmi
sull'opportunit, nelle medesime circostanze, di cercare di metterlo
di nuovo sull'avviso, la mia risposta sarebbe affermativa. Forse
viviamo rinchiusi nel ciclo determinato dal nostro stesso carattere,
e siamo destinati a ripetere le nostre azioni pur essendo consapevoli
della nostra inadeguatezza nel momento stesso in cui le compiamo.
Ma lasciamo da parte queste meste considerazioni e passiamo allo
stadio successivo del mio racconto.
Durante il loro avvicinamento, sembrava che fra i due si venisse
a creare un'intesa particolare di cui davvero non saprei dire la
natura; so solo che provoc molti pensieri al mio collega, facendolo
precipitare in uno stato d'animo che talvolta pareva rasentare il
dubbio o la perplessit. Certe volte sentivo in lui un'agitazione cos
profonda che cominciai a temere che si sarebbe arreso allo sconforto
od addirittura alla disperazione. Non speculer sulla natura
della causa di questi sbilanciamenti del suo consueto equilibrio,
dir soltanto che gli eventi in questione ebbero un effetto profondo
sulle sue emozioni e anche sul suo stato fisico. Dato che non far
congetture sulla loro origine, mi limiter, almeno per ora, a descrivere
solo l'aspetto esteriore - le conseguenze osservabili, per cos
dire - degli avvenimenti che mi accingo a narrare.
Dal momento che possiamo cominciare a capire un mutamento
solo se serbiamo dentro di noi un'idea della situazione antecedente,
mi impegner a descrivere nei termini pi precisi ci che 
cambiato nel mio giovane collega, in modo che possiate meglio
rendervi conto della stranezza del suo comportamento successivo.
Vi ho gi accennato che, fino al periodo di cui vi parlo, egli in
apparenza si era calato nella vita dello scapolo studioso. Non pretendo
di possedere alcuna conoscenza specialistica della species
celibate; sono per incline a credere che fra noi vi siano certi rari
individui che per temperamento sono adatti a diventare monaci,
studiosi o finanche santi. Bench sia in grado di affermare che egli
appartenga, per lo meno in spirito, alle prime due categorie, non mi
spinger al punto da dargli del santi, giacch per certi aspetti ha un
carattere vigoroso e deciso. Ci che intendo trasmettervi, piuttosto,
 una prima impressione della sensibilit che lo caratterizza. La
dedizione alla professione sembrava avere la precedenza su tutto il
resto, persino - prima dell' avvento della signora Quill - sulle
tenerezze del cuore. Sicch lo vedevo come uno studioso la cui
astensione dal mondo era prova e forse garanzia della sua integrit.
Non  nella mia natura ficcare il naso nella vita degli altri, in
particolare di quelli dotati di un'indole tanto dissimile dalla mia.
Preferisco accettarli cos come sono e quindi procedere a qualsiasi
accomodamento venga pattuito di comune accordo. Ma nell'interesse
di quanto segue, dovrei forse aggiungere un'altra osservazione
su questo aspetto del suo carattere, che pu donare una prospettiva
nuova alle nostre considerazioni.
Non molto tempo fa, nell'mbito delle mie mansioni di segreteria
per conto del Collegio dei Medici, di cui sono membro, mi
capit di incontrare un certo dottor James Granthill, che per diversi
anni aveva studiato nella stessa accademia scozzese frequentata dal
mio collega, vale a dire l'Universit di Edimburgo. Nel corso delle
nostre conversazioni, questo dottor Granthill mi rifer che il mio
collega in giovent si era dato al libertinaggio e aveva fama di
dongiovanni. In un primo tempo questa affermazione mi sorprese;
mi chiesi se non fosse il prodotto di un esagerazione occasionale e
in buona fede, dal momento che in circostanze non ufficiali ci pu
accadere di indulgere a un compiaciuto stupore davanti alle intemperanze
della giovent nostra e dei nostri conoscenti. Ma il dottor
Granthill  calvinista ed  uomo di grande sobriet, poco incline
all'esagerazione su qualsivoglia argomento - anzi, tutto l'opposto -
sicch, se aveva definito il giovane Grange un libertino, significava
probabilmente che potevo rimanere impressionato dal bottino di
conquiste di quest'ultimo. Cominciai anche a pensare che se il mio
giovane collega portava avanti ogni attivit con la determinazione
che metteva nella sua professione di medico, allora la sua reputazione
giovanile poteva essere meritata. Ho sentito dire di celibi i
quali in giovane et erano dediti alla vita dei sensi con tanta
intensit che pi in l negli anni ebbero un moto di reazione nei
confronti dei loro eccessi giovanili. Credo che il nostro grande
Tommaso Moro fosse uno di questi, e ho saputo di altri esempi,
basta ricordare il lamento di Sant'Agostino, che esclam - e ho
ragione di credervi - fammi casto, ma non subito!. Ci mi
induce a esprimere un giudizio simile nei confronti del mio giovane
collega. Credo che sia un uomo di forti passioni, bench rigidamente
tenute a freno. Accenno a questo aspetto perch, come
vedrete, sembra avere un nesso con quanto sto per raccontare.
Per il momento, dunque, descrivo solamente questo tratto
caratteriale del mio collega. Sembra che vi sia un tipo di celibe, o
celibe in attesa, il quale non  privo di passione fisica ma, al
contrario, usa la propria natura passionale come sprone per lanciarsi
nel campo di studi scelto. Questi si getta cio con maggior
veemenza nella sua occupazione, o nella sua professione, con una
dedizione che attinge la propria forza proprio da passioni che, in
altri individui, sfociano nella sensualit.
Leman, voi conoscete la mia predilezione per la tavola, i cavalli
e la compagnia femminile. In quanto al mio collega, permettetemi
di dire che riguardo a tali propensioni trovai, se non una voce che
mi facesse il controcanto, almeno il convincimento profondo di
condividere i miei pensieri con un altro essere umano non del tutto
insensibile a esse, bench avesse scelto un altro percorso. Era proprio
questo - il fatto cio che fosse sensibile a queste tentazioni e al
tempo stesso distaccato - a darmi tanto svago a tavola e a permettere
che fra noi scorresse un flusso di stima, a dispetto del diverso
punto di vista. Credo infatti di vedere in lui l'uomo che sarei
potuto essere se la mia vita avesse imboccato una china pi sobria.
E per la stessa ragione penso che forse lui veda in me l'uomo che
sarebbe potuto diventare se avesse rinunciato a quella disciplina
dell'anima, tenace e sottile, che segna il suo comportamento.
E ora passo a considerare un ultimo aspetto del suo carattere, che
deriva da quanto esposto sopra. Dovessi descrivere la vita di un
monaco o di una suora in astratto, credo che il mio tentativo mi
lascerebbe perplesso. E tuttavia, chi di noi non  mai passato davanti
a un membro di un ordine religioso e non ha intravisto, nel volto
parzialmente celato dal cappuccio, una traccia di santit, un barlume
o un indizio di appagamento o di felicit? E chi di noi in simili
circostanze non ha immaginato, di fronte a quello spettacolo, la
presenza, in una vita siffatta, di una tranquillit, di una letizia dello
spirito delle quali per siamo totalmente ignari? Faccio questa divagazione
solo per mettere in evidenza che il mio collega sembrava
contento della sua sorte, persino felice. E forse proprio a causa della
sua dedizione, per quanto all'occasione mi permettessi di canzonarlo,
era un buon commensale, e di tanto in tanto beveva insieme a me
e replicava con garbo ai miei ragionamenti, tanto che per svagarmi
giunsi a contare sulla sua compagnia una o due volte la settimana.
Per scrvere queste poche righe, mio caro Leman, ho dovuto
impegnarmi a fondo per un certo tempo, nel corso di una mattinata
in cui sono stato risparmiato da doveri immediati o pressanti. In
genere dedico questi graditi intervalli alle cavalcate, o magari alla
caccia, ma oggi ho preferito sedermi alla scrivania e sforzarmi di
esporvi i miei poveri pensieri. Provo una certa sorpresa, e una
magra consolazione, nel ritrovarmi a scrivere con seriet di celibi
e di suore. Allo stesso tempo sento risuonare all'orecchio la campanella
del pranzo suonata dalla mia governante, la signora Simmonds,
che comanda sui miei appetiti terreni, invitandomi a un
pasto che nulla ha di spirituale. Poich tra breve dovr mettermi a
tavola, e il pomeriggio  ormai quasi alle porte, presto dovr
adempiere ai miei doveri ricevendo diversi pazienti. Sicch potr
passare un giorno o due prima che sia di nuovo in grado di continuare
le mie disquisizioni.
Giacch, per grazia di Dio, non ho tendenze ascetiche n intellettuali,
questi sforzi di concentrazione mi affaticano il cervello. Me
ne andr a tavola, e l mediter un po' su quanto ho scritto, ma
non tanto da pregiudicare il piacere del pasto.
Nel frattempo, signore, vi lascio con queste riflessioni brevi e
incomplete, cos come le ho buttate gi. Confido che la pausa di
riposo che ora mi conceder mi possa rischiarare la mente, permettendomi
di portarle a termine.
Pino a quel momento, signore, vi serbo la mia pi sentita gratitudine
per la vostra pazienza.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
6.

Durante le sue passeggiate quotidiane lungo il litorale deserto
per fare un po' di moto, Grange faceva attenzione a non consumare
troppe energie. Si fermava spesso per riposarsi e osservava
la distesa del Solent: un'unica strada d'acqua luccicante tra la
terraferma e l'isola di Wight.
Era sempre stato alto di statura, ma la recente malattia gli
aveva conferito l'aspetto di uno scheletro, o di un uccello di
forma affusolata come una cicogna o una gru. Quella mattina
aveva gi fatto tre o quattro soste, emettendo brevi rantoli per
riprendere fiato mentre posava lo sguardo sul mare aperto oltre
le paludi.
Era una giornata assolata, ma la brezza disperdeva il calore. Si
era ben coperto per ripararsi dal freddo, come se avesse dovuto
affrontare il gelo dell'inverno, il fazzoletto stretto intorno al collo
e il bavero del cappotto alzato per respingere il vento marino. I
suoi indumenti lo proteggevano adeguatamente dal clima rigido
della giornata, ma non dalla freddezza che sembrava ormai dimorare
stabilmente in lui. Talvolta, appoggiandosi alla canna da
passeggio per lo sforzo del cammino, si accorgeva di tremare
leggermente; i tremiti lo attraversavano simili a quelle piccole
variazioni sismografiche che segnalano un'attivit profonda nel
nucleo terrestre.
Sollev la mano libera per riparare gli occhi dal sole. A poche
centinaia di iarde una pinaccia sbuc velocemente dal fiume
Lymington, prese una raffica di vento e s'inclin fin quasi alle
falchette mentre i guardiamarina a poppa mollavano la scotta per
allentare la vela. Dietro di essa, oltre la boa Jack-in-the-basket, le
bianche creste delle onde punteggiavano il Solent. A circa mezzo
miglio di distanza un barcone piatto e pesante procedeva verso
occidente tenendosi vicino a riva per attenuare l'effetto della
marea; l'alta vela di maestra era gonfia, e la prua arrotondata si
faceva largo fra le creste che sembravano spuntare con tanta
rapidit quando il vento soffiava contro la corrente.
Grange scrut l'acqua in cerca di altri segni di traffico navale.
A occidente una fregata imboccava lo stretto di Hurst sfruttando
la marea montante per controbilanciare il vento da est contro cui
bordeggiava. Dalla forma slanciata della prua e dall'eleganza
delle linee ebbe l'impressione che si trattasse di un modello
francese: forse una preda bellica acquisita e riadattata.
Un accesso di tosse lo fece piegare in due, costringendolo a
distogliere per qualche istante dal traffico di imbarcazioni sull'acqua.
Ripresosi, torn ad alzare la testa e contempl rapito i
segni dello sforzo umano, osservando le correnti trasversali, la
marea e i velieri.
Pochi minuti dopo aveva ripreso fiato a sufficienza per percorrere
le poche centinaia di metri fino a Oxey. L aveva intenzione
di piegare nell'entroterra e di far ritorno alla sua abitazione,
lungo la via principale di Lymington.
Gi si sentiva tonificato e pronto per le attivit della giornata,
quando una voce, levatasi dalle paludi silenziose, lo chiam:
Chiedo scusa, signore.
Il suono stridulo sembrava provenire proprio da dietro di lui,
ma subito fu portato via dal vento. Distratto da quella presenza
improvvisa, Grange si guard intorno. Signore disse ancora la
voce, pi vicina di quanto sulle prime si aspettasse.
Abbass gli occhi. Swann era l sotto di lui, con lo sguardo
rivolto all'ins. Aveva un sacco sulle spalle ed era chinato in
avanti per il peso. La prima volta che Grange aveva udito la voce
di Swann alle proprie spalle, girandosi non aveva visto nulla; tale
era la differenza di altezza tra loro. Per l'imbarazzo, quasi si
inchin per salutare. Buongiorno, signor Swann.
Buongiorno, signore.
Swann si era avvicinato senza che Grange se ne accorgesse.
Sembrava avere la prerogativa di muoversi nel paesaggio come
un granchio, tutto preso dalle sue faccende, e ogni tanto faceva la
sua comparsa, per lo pi in modo inatteso. Per campare raccoglieva
rifiuti, ma faceva quel mestiere con una certa ispirazione. Il
suo terreno di caccia preferito era la spiaggia, da Woodside alle
paludi di Oxey e di Pennington. Il sacco che portava sulle spalle
era mezzo pieno di rottami di legno portati a riva dalla corrente.
Quello che gli mancava in altezza, Swann lo compensava con la
mole, accentuata dal suo modo di tenere la testa, leggermente
abbassata come fanno i tori.
Grange si chiese se un'ultima occhiata alla fregata nello stretto
di Hurst avrebbe compromesso il decoro del suo saluto. Ma
poich Swann era interessato almeno quanto lui al traffico nello
stretto, se non di pi, decise di arrischiare un ultimo esame
approfondito della nave in arrivo, le cui vele ora si stagliavano
nitidamente sulle scogliere color crema dell'isola. Si muoveva
velocemente e senza sforzo, e ogni tanto la prua si sollevava
con grazia sulle onde morte in arrivo.
Soddisfatta temporaneamente la sua curiosit, Grange abbass
di nuovo gli occhi sull'ex marinaio. Mi avete colto di sorpresa,
Swann.
Eravate occupato, mi pare.
Osservavo il traffico navale.
La fregata, signore?
Grange annu. Mi domandavo quale fosse la sua origine
mormor in tono sommesso, come se parlasse tra s.
Per qualche tempo entrambi allungarono lo sguardo sulla
nave, cercando di riconoscere la forma della poppa, con il cassero
pi basso del consueto. Il veliero era privo di polena: al suo
posto a prua c'era uno spazio vuoto. Un altro segno che la nave
aveva cambiato nome.
Le navi francesi sono pi slanciate delle nostre disse
Swann.
Credete?
Di solito hanno la prua pi sottile. Pi stretta sul
bagnasciuga.
Siete un esperto, vedo.
Sono un po' pi delicate, forse, ma se c' tempo buono
sanno essere veloci come il demonio.
I vostri argomenti sono validi, signor Swann. Siete proprio
certo che sia francese?
Mi fido dei miei sensi, signore. Le navi francesi sono come le
donne francesi: belle a vedersi e, di fama, forse un po' pi veloci
delle nostre.
Dopo la partenza della signora Quill, Grange rifuggiva dalle
discussioni sulle donne. Con che equipaggio?
Inglese, direi.
Da che cosa lo deducete?
Dalle vele. Il taglio inglese tende a essere pi pieno.
Perch? chiese Grange, incuriosito.
I velieri francesi devono navigare pi spesso al largo di una
costa sopravvento; nel golfo di Biscaglia, il pi delle volte, contro
venti occidentali prevalenti. I fiocchi e le vele quadre sono tagliati
pi piatti per le andature di bolina.
Una teoria eloquente.
Una nave francese con a bordo un equipaggio inglese in
genere  considerata una buona combinazione afferm Swann.
Grange esamin di nuovo le linee del veliero. Per il momento
decise di dare corda alle insinuazioni di Swann.
Parlate per esperienza, signor Swann? chiese pacatamente,
senza distogliere l'occhio dalle manovre che ora avevano luogo
sul ponte della nave. Squadre di uomini correvano alle postazioni
a prua e a mezzanave, preparandosi a cazzare le scotte.
S, signore. La Harland, sulla quale navigavo un tempo, era
una nave francese. Credo che prima si chiamasse Sauvage. Era
difficile da governare di bolina quando la provammo per la
prima volta, ma poi allungammo il bompresso per bilanciarla e
aggiungemmo una vela di trinchetto in pi. Bastava una leggera
brezza per metterle le ali, senza quasi che vi fosse bisogno di
toccare la ruota del timone.
Ora la fregata virava di bordo, sfruttando l'abbrivio per avere
la meglio sul vento. Buona parte dell'equipaggio era impegnata a
manovrare le vele. Quando la nave fu con la prua al vento i due
fiocchi presero a sbattere. Sul ponte, due squadre di mezza dozzina
di uomini cazzavano le scotte mentre il veliero passava sulle
nuove mure, recuperando pi cima che potevano prima che le
vele si gonfiassero. Grange osservava quell'improvvisa, fervida
attivit e si immagin gli ordini urlati dal capitano. Man mano
che la scotta veniva recuperata, l'uomo pi verso poppa della
squadra si avvicendava davanti agli altri per continuare a cazzare.
Credete che finir in panna? sussurr Grange con pacata
curiosit.
Seguirono la scena per vedere se il timoniere sarebbe stato
costretto, ignominiosamente, a invertire il timone ed a percorrere
un tratto all'indietro. Ma la prua della fregata continuava a portarsi
sottovento, e le vele ora stavano cominciando a gonfiarsi
sulle nuove mure.
Un palpabile senso di sollievo e di solidariet si impossess di
Grange. Una manovra bene eseguita, mi pare.
Un buon equipaggio, signore, non c' dubbio.
Creste spumeggianti punteggiavano la superficie dell'acqua,
simili a bianche fiammelle. La nave aumentava la sua andatura,
inclinandosi, e una scia cominci a estendersi a poppa come un
pallido sentiero.
Il mare vi manca, Swann?
Qualche volta ammise l'altro. Qualche volta mi manca.
La fregata stava aumentando ulteriormente velocit. La prua
slanciata fendette un'onda; due colonnine bianche si ersero e poi
ricaddero.
Grange torn ad abbassare lo sguardo. Sembrate su di morale,
signor Swann, ai miei occhi almeno.
Era un'allusione indiretta al moncherino del braccio sinistro
di Swann: la manica vuota della camicia era ripiegata come un'ala
d'uccello e assicurata con una spilla di ferro. Per un attimo lo
sguardo di Grange cadde sulla manica libera.
Non mi lamento.
A volte ho la sensazione di aver amputato la vostra
professione.
Dovreste tenere in serbo la vostra coscienza per un'occasione
migliore, signore ribatt Swann. Il mio braccio ormai era
andato, e io me ne sarei andato con lui, se non fosse stato per la
vostra gentile premura.
Era un'uscita sincera, e forse era anche la verit. Eppure
Grange sent montare l'imbarazzo dentro di s. Provava un lieve
senso di vergogna. Swann era l in piedi davanti a lui: aveva un
arto in meno ma scoppiava di salute ed aveva un viso raggiante.
Prima di perdere il braccio, nel pieno rigoglio delle forze aveva
prestato servizio come secondo sulla nave postale Feather.
Tuttavia persino ora, costretto a vivere della sua magra raccolta sulla
spiaggia, pareva sicuro del suo ruolo, come un animale a suo agio
nell'ambiente che la natura gli ha assegnato.
Grange, per converso, aveva tutti gli arti a posto ma soffriva di
un segreto malessere interiore, che non avrebbe saputo descrivere
con facilit.
Sentendosi a disagio, Grange fu colto di nuovo dal tremore. Il
freddo sembrava emergere dal profondo del suo corpo, dalle
cavit della colonna vertebrale, per poi diffondersi nelle viscere
fino a raggiungere l'esterno attraverso la pelle. Sorrise per rassicurare
Swann, ma era un sorriso un po' impacciato.
E voi, signore? Vi state ristabilendo? chiese Swann.
Lentamente. Grange cerc di controllare i tremiti che dal
profondo del corpo erano passati agli arti, manifestandosi in
modo sempre pi visibile. Pos entrambe le mani sul pomello
della canna da passeggio per farle smettere di tremare. Riteneva
che i regolari salassi somministratigli dal suo collega Hargood
rallentassero la sua guarigione, ma per deferenza verso il medico
pi anziano si sottoponeva ugualmente alle sue cure.
Chi va piano va sano e va lontano sentenzi Swann, volgendo
diplomaticamente lo sguardo in direzione della fregata.
Grange sorrise di nuovo con aria di sfida, sentendosi debole
dentro. Quando era in preda al tremito cercava di tenere occupata
la mente altrove. Fiss ostinatamente il Solent. Avendo
ripreso la giusta andatura, la fregata ora stringeva di pi il vento.
Con le sue linee eleganti e le vele regolate alla perfezione,
cominci a risalire bordeggiando il fiume, diretta verso Southampton
o Portsmouth. Dietro di essa, il sole faceva risaltare le scogliere
dell'isola di Wight. Grange recuper un po' di coraggio
alla vista della bellezza naturale e di quella creata dall'uomo, in
quel breve ed evanescente attimo di armonia.
I tremori che gli scuotevano il corpo sembravano affievolirsi.
Gli parve di udire Swann mormorare: Il vostro lavoro dev'esservi
di consolazione. Ma era cos rapito dalla scena di fronte a
s, che ci vollero parecchi secondi prima che la sua mente registrasse
la frase.
Voltandosi verso Swann, disse: Mi  proibito ricevere pazienti
finch non mi sar ripreso completamente.
Un altro dottore vi d ordini, signore?
 cos. Sono in cura dal mio collega, il dottor Hargood. Si
sent in dovere di prenderne le difese, malgrado i dubbi. Un
medico di prim'ordine.
Swann annu. In materia di medici riconosceva l'autorit di
Grange.
Poich sono impossibilitato a ricevervi nel mio studio come
paziente continu Grange, forse vorrete considerare l'idea di
unirvi a me a cena come ospite, una di queste sere.
Swann sembr esitare di fronte a quell'invito, per quanto
vago. Era una questione di convenienze sociali. C'era un abisso
tra le loro rispettive condizioni.
Percependone la riluttanza, Grange prosegu: Mi piacerebbe
conoscere la vostra opinione su un certo argomento.
Swann parve rilassarsi un po'. Quella se non altro era una
ragione che giustificava la visita. Navi, o barche, forse?
No. Grange si gir verso la costa e, reggendosi al bastone
per lo sforzo di alzare l'altro braccio, indic con la mano esile la
teoria di fornaci sulla spiaggia. Si tratta della nostra industria.
Sono certo che vi sono altre persone che potrebbero ragguagliarvi
meglio... obiett Swann.
Pu darsi. Ma non sono adatte ai miei propositi.
Grange si chiese a chi si riferisse Swann. Forse a St Just, il
banchiere, che possedeva un numero sempre maggiore di fabbriche
di sale, acquistandola una dopo l'altra quando i proprietari
precedenti andavano in perdita o fallivano. Si sent in dovere
di specificare meglio la sua affermazione. Purtroppo quelle
persone hanno tutte interessi finanziari, in un modo o nell'altro.
Preferirei un punto di vista distaccato.
Be', signore, se credete che possa esservi d'aiuto...
Fra una settimana, magari. Grange si appoggi di nuovo
alla canna per riprendere a camminare. Vi sarei molto riconoscente
se veniste a farmi visita.
Il tremore si era quasi del tutto arrestato. Si tocc il cappello
per accomiatarsi da Swann, il quale in risposta lev la mano sulla
fronte.
Buona giornata, signore.
Buona giornata, signor Swann.
Swann lo guard andare. Esile come una fiamma di candela,
Grange camminava con cautela controvento.
...
7.

Mio caro Leman,
riprendo la penna per continuare la mia missiva diversi giorni
dopo essermi rivolto a voi per l'ultima volta, giacch molte cose
hanno tenuto occupata la mia attenzione nel periodo intercorso.
Ho riconsiderato quanto ho scritto, e spero di non annoiarvi troppo
con questi nuovi ragionamenti sull'indole del mio giovane collega.
Di conseguenza, mio caro amico, se volete accordarmi il privilegio
della vostra considerazione, torniamo subito al nostro tema.
Riguardo alle divergenze tra me ed il mio collega, rimane da
trattare un aspetto singolare a cui finora non ho accennato, ma
che forse merita una disamina accurata. Come ho gi detto, egli ha
studiato nelle accademie scozzesi, e questa infelice circostanza pu
spiegare la natura insolita di determinati atteggiamenti e di certe
opinioni che coltiva. Per quanto vari siano tali atteggiamenti, essi
convergono su un unico aspetto, che mi sembra costituire una sorta
di fulcro di tutte le differenze esistenti fra di noi. Per dirlo con la
massima semplicit, egli non ha alcuna fede in Dio. Ma questa
forse  un espressione troppo debole per designare ci che ci divide.
Giacch, se posso azzardarmi a descrivere le opinioni di un altro,
piuttosto che non credere in Dio, egli sembra credere attivamente
che Dio non esista. So bene che all'estero l'ateismo  molto diffuso
di questi tempi, ma il mio collega interpreta la propria fede (la
convinzione che Dio non esista non  forse un altra forma di fede?)
con autentico zelo. Nel corso delle nostre conversazioni, egli non
solo riconosce ci esplicitamente, ma  pronto a difendere la propria
intransigenza come se fosse una qualit. Alla qual cosa io
tendo a replicare che, non essendo egli neppure disposto ad ammettere
l'esistenza di Dio, le sue opinioni non possono essere
nobilitate con la parola eresia. Sicch il suo celibato e la sua costante
dedizione alla professione, che in altri uomini possono essere
attribuiti a una mentalit religiosa, richiedono nel suo caso una
spiegazione diversa dalla devozione. Mi trovo cos costretto ad
affrontare questo aspetto, visto che ho promesso che avrei cercato
di descrivervi a grandi linee la sua forma mentis.
Passo dunque a esaminarlo. Credo che tale dedizione nel suo
caso sia espressione dell'indole profonda, che  al contempo impetuosa
e austera. E se a questo punto interrompo deliberatamente la
narrazione,  solo per mettere in risalto la differenza tra noi, nel
tentativo di distinguere le mie opinioni in materia. Poich io credo
con fervore che esista una grande forza chiamata Dio, la quale ci
osserva e ci giudica, e la cui misericordia talvolta avvertiamo su di
noi come la luce del sole.
Eppure, stranamente, questa percezione della Divinit ha su di
me l'effetto opposto rispetto a quello che l'ateismo ha su di lui. La
mia fede in un Dio creatore fa s ch'io senta il peccato come facente
parte del mondo, cio della Sua grande e multiforme opera. E
bench, dandomi al peccato, possa suscitare il Suo malcontento,
credo tuttavia che abbandonarsi di tanto in tanto a ci che Egli ha
creato significhi anche partecipare, in una certa misura, al Suo
grande piano. Cos sono convinto che, se la maggior parte delle
mie attivit tendono al bene, sia pure non in ogni singolo dettaglio,
forse Dio vorr perdonare i miei eccessi occasionali.
Il mio collega, d'altro canto, non pu ricorrere a un siffatto Do
indulgente. Ogni suo comportamento  soggetto alla ferrea disciplina
del suo carattere severo, sicch egli  il solo giudice di se
stesso. E quale tremenda fermezza sembra la sua! Mentre io posso
confidare nella misericordia e nella superiore comprensione di Nostro
Signore, il mio giovane collega sa di non poter nascondere
nulla a se stesso, e che pertanto nulla pu essergli perdonato.
Nessuna Mente pi grande, pi benevola della sua pu intercedere
in suo favore. Tuttavia, se quanto affermo corrisponde al vero, le
conseguenze sono assai bizzarre: la religiosit insita nella mia natura
mi permette infatti una certa licenza nel mio traffico con il
mondo, mentre la sua non gliene concede alcuna.
Queste digressioni sul suo carattere chiariranno, a tempo debito,
il processo attraverso il quale uno come me, grazie a tale maggiore
indulgenza, pu trovare una certa libert d'azione. La mancanza di
libert dovuta alla sua indole  invece qualcosa che potrei definire
in altro modo rigidit. Se infatti il mio concetto di peccato mi
permette di piegarmi un po' al vento, la mancanza di tale nozione
non concede al mio collega la stessa flessibilit. Pu darsi che sia
presente, dunque, nella sua mente e nel suo carattere, una certa
fragilit che forse l'ha condotto alla situazione che mi accingo a
descrivere.
Vi chiedo scusa se ho divagato dall'argomento di partenza, ovvero
la relazione tra il mio collega e la vedova Celia Quill; ora vi
far prontamente ritorno.
Dopo che l'attrazione iniziale tra queste due anime si fu cementata,
e con questo intendo che tra di loro si era creata un'intesa,
nelle prime fasi della loro relazione mi parve che il mio collega
stesse cambiando in meglio. Egli dava segno d'aver raggiunto, nelle
sue faccende in generale una certa tranquillit, che immagino fosse
da attribuire alla compagnia di questa donna fuori del comune, e
forse anche notevole. Da parte mia, vedendolo sempre pi disposto
in tal senso e credendo che la sua felicit fosse la vera misura con
cui giudicare la loro relazione, almeno per il momento mi astenni
dal lanciare altri mniti riguardo all' approfondirsi del loro legame.
Solo pi tardi, quando l'attaccamento crebbe ed il mio collega cominci
a mostrare quei segni di insensibilit all'evidenza che ho
descritto sopra, cominciai a esercitare attivamente i miei dubbi e
quindi a convincermi che avrei dovuto aiutarlo a considerare con
maggior prudenza la strada che aveva imboccato.
Per diversi mesi tutto continu allo stesso modo. Io ero stato
rassicurato dalle mie stesse supposizioni e dalla benevolenza che
esisteva tra di loro, n potevo ignorare i benefici effetti dell'influenza
della signora Quill sull'indole e sulla condotta del mio collega.
Finch, in piena estate, egli cominci ad agire in maniera piuttosto
insolita. Tale suo comportamento coincise con un altro evento,
la cui stretta concomitanza mi induce a credere che potesse
essere una delle cause degli effetti che osservai. Avvenne che, dopo
un periodo di crescente intimit tra i due solitari, entr in scena,
come per caso, la figlia della signora Quill, Jane. Venne a far visita
a sua madre nel mezzo dell'estate, fermandosi parecchie settimane
a Lymington. Ne dedussi, e la cosa mi fu poi confermata dalla
signora Thompson, che il mio giovane collega venisse invitato
spesso a cena a casa della signora Quill per festeggiare la presenza
della figlia; sicch, nel corso di tali visite, egli pot godere dell'amabile
compagnia vuoi della madre vuoi della giovane.
E qui ci addentriamo in un terreno che conosco assai poco;
saperne qualcosa di pi avrebbe potuto spiegare molto di ci che segu.
Signore, debbo tenere in serbo questa disquisizione per un altro
momento. Sono chiamato di nuovo al mio giro di visite, e sono
tenuto a obbedire, come  dovere di ogni buon medico. Proprio ora
sento il rumore della mia carrozza che viene condotta alla porta
d'ingresso dallo stalliere.
Riprender questo tema, signore, non appena il tempo me lo
permetter.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
8.

La signora Thompson era un'esperta in fatto di fuoco.
Scaldava la casa, cuoceva i cibi, le dava conforto durante le
ore di riposo ed era associato in altri modi ai suoi bisogni, sicch
aveva deciso molto presto di fare affidamento solo su se stessa
per quanto riguardava l'accensione ed il mantenimento. Lo coltivava
con la massima cura. La mattina presto, con le molle, portava
in cucina un tizzone grigio quasi senza vita raccolto dai
residui del camino principale, lasciandosi dietro una scia di fumo
sottile come una piccola anguilla. L lo metteva su una lastra
d'ardesia e, chinatovi sopra il viso, soffiava sulle scaglie grigie
tenendo lontani con la mano libera i pendenti della cuffia di
pizzo. Continuava pazientemente a soffiare finch il tizzone
non riprendeva ad ardere, diventando rosso. Una volta risvegliata
la vita, accostava il bordo di un pezzo di carta alla superficie
rossa incandescente, soffiandoci sopra finch non si sprigionava
una fiammella gialla. Affettuosa come una madre, la nutriva fino
a farla crescere. Se non aveva carta a disposizione per far avvampare
il fuoco, usava una delle foglie secche di cui teneva una
piccola scorta in una scatola di metallo.
Quando la carta o la foglia era accesa, avvicinava con cautela
la fiamma all'esca che aveva preparato nella stufa e guardava il
fuoco insinuarsi lentamente nella pira di legnetti, furtivo e flessuoso
come un serpente. Una volta che le fiamme si erano
diffuse nel ventre della stufa, chiudeva lo sportello, infilava l'ugello
del mantice nello sfiatatoio e faceva eseguire ai polmoni di
cuoio dell'attrezzo una mezza dozzina di rapide dilatazioni e
contrazioni.
A questo punto del rituale accadeva spesso che il fumo si
accumulasse all'interno della cucina finch il calore del fuoco
non creava una corrente sufficiente a farlo uscire dal camino.
La signora Thompson tossiva. Era questo il primo rumore che
Grange udiva in casa ogni mattina: la tosse vivace e soddisfatta
della signora Thompson che agitava le mani per allontanare da s
il fumo del fuoco appena acceso e cominciava a tirar fuori le
pentole.
Grange era in dormiveglia, sospeso fra coscienza e incoscienza.
In genere dormiva sdraiato sul fianco con le lunghe gambe rannicchiate
per proteggersi dal freddo. Non appena sentiva la signora
Thompson tossire o muoversi in cucina, si girava sulla
schiena e apriva gli occhi guardando nel buio del primo mattino,
mentre lei scaldava una pentola d'acqua sulla stufa. Si svegliava
spesso con il batticuore provocato da sogni di cui aveva solo
ricordi vaghi.
Pochi istanti dopo sent i passi della signora Thompson sulle
scale; percep, nell'ordine, il flebile chiarore della candela intorno
ai bordi della porta, il rumore della pentola d'acqua che veniva
posata sul pianerottolo, la sua bussatina pro forma alla porta, il
chiavistello che si sollevava, l'improvviso afflusso di luce nella
stanza quando la porta si apr, il lieve sospiro per lo sforzo di
lei che si chinava per riprendere la pentola d'acqua calda.
La signora Thompson attravers la stanza leggera come una
nuvola. Grange osserv la luce della candela riflettersi sulla pelle
dei suoi avambracci mentre le sue forme prosperose avanzavano
sulle assi del pavimento fino al tavolino di servizio, sul quale si
trovava la bacinella per lavarsi. Lei appoggi il candeliere sul
tavolino, afferr la pentola con entrambe le mani e riemp la
bacinella. Del vapore si lev nella luce fioca.
La governante prese un'altra candela dai recessi di una delle
sue profonde tasche e la fiss allo spuntone di un altro candeliere,
gi pronto in un piattino di ferro sul tavolino. Sollev la sua
candela e con la fiamma accese l'altra, osservando il lucignolo
che si incendiava, quindi separ le fiammelle.
Per riguardo verso la sua concentrazione, Grange di solito
fingeva di dormire, ma quel mattino si spost con cautela nel
letto fino a giacere sul lato e disse: Grazie, signora Thompson.
La signora Thompson parve bloccarsi al suono della sua voce,
come se un intruso fosse entrato inaspettatamente nella stanza.
Signore. Travers il pavimento e tir la porta dietro di s.
Grange la ud scendere le scale ed attraverso i bordi della porta
chiusa osserv la debole luminescenza della fiamma che si
allontanava.
Pochi minuti dopo si alz, tremante di freddo, e indoss il
cappotto sulla camicia da notte per ripararsi dai primi rigori
dell'autunno. La signora Thompson aveva sistemato il pennello
da barba e il sapone accanto al rasoio e alla coramella. Grange
allung la mano per prendere il pennello e cominci a insaponarsi
il viso.
Cos Grange diede inizio a quella pacifica e curiosa cerimonia
con la quale gli uomini fanno ingresso nel mondo dopo il sonno,
ritti di fronte alla propria immagine riflessa, schiarendosi la mente
per la giornata a venire. Quando si radeva sembrava risorgere
a nuova vita. A volte guardava lo specchio con aria seria, come se
si immedesimasse nel ruolo del patriarca, spingendo la bocca
verso il basso e irrigidendo i muscoli della mascella. O magari
faceva il sorrisetto furbo del bambino gongolante. Essendo indagatore
per natura, era incline a studiare la propria sembianza con
un certo distacco, ricambiando il proprio sguardo con circospezione,
come se esaminasse un'altra persona. Era assolutamente
privo di vanit e considerava l'immagine fisica alla stregua di un
riflesso sull'acqua e niente pi.
Il rituale lo calm, ma al contempo fece emergere diversi
pensieri. La sua mente inseguiva le code sfuggenti di certi sogni.
Curiosamente, in quei sogni vi era un centro misterioso, per lo
meno nella sua mente. Sapeva che cos'era quel centro. A volte
vedeva la signora Celia Quill seduta a capotavola, isolata, inespugnabile.
Altre volte scorgeva la sua figura familiare in fondo a
una strada. Nei suoi sogni, almeno, Grange pareva impossibilitato
ad avvicinarla. A qualche livello sapeva - o intuiva - che la
sua mente lo metteva continuamente di fronte all'impotenza della
sua posizione, quasi volesse incitarlo all'azione.
...
9.

Mio Caro Leman,
vi ho espresso la mia sorpresa di fronte al fatto che il mio
giovane collega potesse unirsi in un legame cos intimo con la
signora Quill. Tuttavia, una volta creatosi quel legame, cominciai
a osservare la felicit che esso gli recava e la natura benigna
dell'influenza della signora Quill su di lui.  difficile essere precisi
nella descrizione della felicit, ma io percepivo in lui una curiosa
sensazione di agio che non avevo mai notato prima, come se la
ferocia della sua mente si fosse saziata, o come se egli avesse
trovato una risposta, forse soddisfacente, ai fermi interrogativi
che si era posto sulla propria vita. Debbo tuttavia fare appello alla
mia memoria e alle mie deduzioni, essendo deciso a spiegarvi
perch supponevo che tra lui e la signora Quill vi fosse non una
semplice amicizia bens una relazione intima.
Mio buon amico, come possiamo individuare nel nostro prossimo
la sensazione di felicit fisica? Nei periodi della nostra vita in
cui ci sentiamo fisicamente paghi siamo cos assorbiti dalla nostra
buona sorte che non analizziamo con rigore il nostro benessere,
limitandoci a godere di quello stato di grazia. Se siamo inconsapevoli
del cambiamento avvenuto in noi stessi, eccetto che per la
felicit che proviamo, come possiamo descrivere il medesimo stato
negli altri? In assenza di una prova diretta, forse mi perdonerete se
vi dico questo: credo che proprio nella naturalezza con la quale si
comportava vi fosse qualcosa di uguale ed al contempo diverso rispetto
al solito. Non sono in grado di descrivere uno stato d'animo,
tuttavia certi particolari esteriori erano indizio delle mutate circostanze.
Egli sembrava - se vi posso parlare con franchezza del suo
stato fisico - meno spigoloso nei suoi comportamenti. Lo ricordo
seduto nella mia sala da pranzo, sulla sua solita sedia a capotavola:
osservandolo, cercavo di individuare che cosa avesse cessato di
essere strano e singolare in lui. fino a quel momento non l'avevo
mai visto appoggiato allo schienale di una sedia con soddisfazione o
comodit, senza cio sembrare pronto a balzare in piedi da un
momento all'altro. Invece, nel corso di una cena, lo vidi abbandonarsi
su quella sedia tranquillo come un gatto e notai che il suo viso
aveva assunto un'espressione insolita di calma. In breve, sembrava
in armonia con ci che lo circondava. Bench rimanesse vigile,
pareva gravitare intorno a un centro che non dava pi segni d'inquietudine.
Se l'intimit  una commistione di anime, credo che
avesse trovato dentro di s una sorta di requie. Ho insistito su
questo punto, signore, poich ci porta a quella singolare svolta
che segu.
Passarono forse alcuni mesi senza che questo curioso ma gradito
stato di grazia venisse meno. Quando ormai avevo accettato il suo
cambiamento caratteriale, giudicandolo assai positivo, giunse in
visita a Lymington la figlia della signora Quill, come gi vi ho
scritto, ed ebbe inizio un'altra serie di eventi che parve subito
mutare la situazione. Il primo e forse il pi strano di tali eventi
fu che, non appena raggiunto con la giovane un minimo grado di
confidenza, il mio giovane collega sembr distogliere la sua attenzione
dalla sua sodale e confidente per rivolgerla in qualche misura
verso la figlia.
Era davvero un bizzarro modo di comportarsi per uno che,
prima dell'arrivo di Celia Quill, sembrava non nutrire alcun bisogno
d'amore o d'intimit. Pu darsi che un uomo a digiuno d'affetto
per cos lungo tempo, una volta rotti gli argini, sia in grado di
produrne in eccesso e quindi di passare con naturalezza da una
beneficiaria all'altra. Torse, in qualche strano modo, la signora
Quill gli aveva dischiuso un'altra visione della vita, convincendolo
che l'intimit delle anime  pi nobile dell'isolamento del singolo,
cosa che prima non aveva pienamente compreso. Pu darsi; ma
atteniamoci comunque all'argomento in questione.
La sua attenzione era stata effettivamente deviata? Aveva forse
scorto nella figlia un'ombra della madre? Un ramo, per cos dire,
dello stesso albero? La figlia della signora Quill  senza dubbio
d'aspetto assai avvenente. E diciamo pure che c' una certa rassomiglianza
tra la madre e la sua discendenza. Le ho viste insieme
una volta o due, e sembravano sorelle. Qualunque uomo sarebbe
perdonato per il fatto di provare attrazione per la figlia. Ma qui
non stiamo parlando di un uomo qualunque, bens di uno al quale
la devozione al celibato aveva permesso di resistere a ogni tentazione,
almeno da quando l'avevo conosciuto io. Eppure, nel giro di
pochi mesi egli smise di colpo le abitudini della sua vita precedente
e rivolse la sua attenzione non a una sola donna, bens a due.
Capirete perci che vi era abbastanza per confondere l'osservatore
inconsapevole.
Vi erano poi altre stranezze. Sebbene la signora Quill e il mio
collega fossero divenuti intimi, a giudicare almeno dalle apparenze
esteriori, la prima sembrava non aver nulla in contrario al fatto che
il secondo spostasse le sue attenzioni verso la figlia. Forse era
troppo accostumata alle libert della vedovanza per prendere in
considerazione il matrimonio, e dunque, a dispetto dell'evidente
affetto che provava per il mio giovane collega, pu darsi fosse lieta
che le sue attenzioni si dirigessero verso un altro oggetto.
Qualunque sia la spiegazione, questi nuovi sviluppi non dettero
l'impressione di turbarlo. Se un uomo sposta il proprio interesse
sentimentale da una madre a una figlia, ci si aspetterebbe una certa
inquietudine. Eppure, finch la figlia si trattenne qui, il suo stato di
grazia apparve inalterato. Ero al corrente del suo comportamento
durante la visita della figlia, eppure egli seguit a mostrare quel
senso di agio, o forse di felicit, che mi era ormai familiare e che
tendevo ad attribuire all'influenza della signora Quill su di lui.
Mio caro Leman, di nuovo faccio il possibile per esprimermi, per
comunicare un'intuizione, per spiegare alcuni aspetti che, se non
chiariscono la serie di eventi di cui sono stato testimone, almeno li
allontanano un po' dall' incomprensibilit. Sembrava quasi che la
signora Quill fosse la sua insegnante e che, dopo avergli impartito
una lezione sull'intimit, intendesse incoraggiarlo a esprimersi in
altre sfere.
Tutto ci  speculazione. Per quanto bizzarri possano apparire,
tali avvenimenti non ebbero alcuna ricaduta sulla comunit: qualsiasi
cosa occorse in questo mutamento di rapporti fra le parti, ebbe
luogo al di fuori del raggio d'azione altrui. Certi particolari
sull'avvicinamento del mio giovane collega alla figlia della signora
Quill sono venuti alla luce solo grazie ai cauti interrogatori a cui
ho sottoposto lui e la signora Thompson, la sua governante, nonch
ad alcune mie arbitrarie deduzioni sul corso degli eventi.
Molto di quanto vi descrivo  frutto del senno di poi; infatti,
sebbene mi fossi reso conto di certi accadimenti e di certi stati
d'animo del mio collega, che nella fase finale del suo corteggiamento
davano motivo di preoccupazione, le circostanze da me
descritte possono dirsi confermate solo grazie alle indagini che
mi  stato possibile svolgere.  pur vero che diversi aspetti possono
essere infiorettati dalle mie deduzioni e che alcune lacune sono
state colmate in sguito a discussioni con il mio collega a fatto
compiuto, tuttavia con l'aiuto di questi dati cercher di stendere
un resoconto degli avvenimenti il pi possibile accurato.
In tutto ci, mi sento come un uomo a cui manchi un componente
essenziale. Osservo quello che ho di fronte agli occhi, ma
l'immagine  distorta. Manca un elemento. E proprio a causa di
questo aspetto mancante, il resto ha poco senso. Tutto fluttua o 
stranamente appesantito, come se subisse l'influsso di un magnete
invisibile.
A volte l'ovvio si fa nebuloso; altre volte ci che  vago o
nascosto appare inaspettatamente chiaro. Ci non sarebbe meno
vero se i protagonisti del mio racconto non fossero a loro volta
persone cos degne di nota. Come ho scritto sopra,  fin troppo
facile intuire perch un uomo possa essere attratto dalla figlia della
signora Quill. Ella infatti somiglia ad un angelo. La bella figura
della madre, nella figlia si fa giovane e snella. Il suo volto 
delicato. Tuttavia dietro di esso si cela una forza che preannuncia
il medesimo carattere della madre. In certi sguardi, e nell'acutezza
della sua intelligenza,  possibile percepire qualcosa del temperamento
materno, la stessa risolutezza. Una simile infatuazione 
comprensibile per qualsiasi uomo, certo, eppure si sposa in modo
singolare con un altro fatto, che ora vi vado a raccontare.
Qui, signore, troviamo un'ulteriore complicazione, giacch in
questa vicenda vi sono tante e tali cose sorprendenti che ogni
nuovo fatto o stranezza sembra un nuovo oltraggio alla ragione,
o quantomeno all'equanimit dell'osservatore. Riporto ci che segue
solo per amore di verit e perch aggiunge un ultimo tassello
che, sebbene abusi della nostra credulit, a tempo debito pu forse
offrirci un indizio circa lo svolgimento dei fatti.
Di recente ho scoperto che la figlia della signora Quill era
sposata. Torse il suo era un matrimonio solo di nome, una di quelle
unioni bianche molto pi comuni di quanto non s'immagini. Ma
anche in tal caso, a una persona al di fuori della cerchia privilegiata
del loro sodalizio, la tolleranza della signora Quill nei confronti
dell'interesse di Grange per la figlia sarebbe parsa equivalente a un
consenso. Dal momento che la signora Quill godeva di molto
rispetto all'interno della comunit, il suo comportamento nei confronti
di un uomo che corteggiava la figlia maritata ci d altro
motivo di riflessione.
Abbiamo visto dunque che la signora Quill non era intenzionata
a scoraggiarlo dal manifestare il suo interesse per la figlia,
nonostante quest'ultima fosse sposata. Ho gi accennato sopra che
l'atteggiamento della signora Quill nei confronti del suo precedente
matrimonio - il quale sembrava non avere inciso punto su di lei
- rasentava l'indifferenza. Ecco ora un altro esempio di atteggiamento
alquanto insolito, stavolta verso le vicende matrimoniali
della figlia. Il suo grande sodale ed amico intimo, Silas Grange, di
cui ha coltivato l'amicizia e la fiducia, e che pare esserle intimo in
ogni senso, manifesta un interesse per la figlia sposata. Ed ella, da
parte sua, non fa nulla per fermarlo, ma, anzi, sembra approvare le
sue attenzioni! Che danza  mai questa, i cui passi appaiono tanto
lievi e tuttavia cos poco ortodossi all'osservatore esterno?
E ora, Leman, avendo ormai raggiunto un certo punto in questa
mia lettera, sono tenuto a proseguire un po' oltre, non foss'altro
che per mettere un coperchio temporaneo e provvidenziale al mio
racconto. Dal momento che ho gi messo a dura prova la vostra
pazienza, vi prego di sopportarmi ancora un po'.
Il mio giovane collega  indiscutibilmente un uomo d'onore, ed
 onesto. Avendo palesato il proprio interesse per la figlia della
signora Quill con la piena approvazione della madre, sembra avesse
informato la signora Celia Quill che a tempo debito desiderava
cementare questa relazione con un matrimonio, dando alla giovane
tutto il tempo necessario, e che la prudenza avesse consigliato, per
annullare il precedente. In virt dell'incoraggiamento dato dalla
signora Quill alla loro relazione, ci potrebbe apparire ragionevole,
bench una proposta di matrimonio diretta ad una persona gi
sposata possa sembrare alquanto sconveniente, dato il carattere
permanente e la rispettabilit dell'istituzione. Detto questo,  pur
vero che la nostra Chiesa Anglicana fu fondata proprio sul divorzio,
sicch il fatto di per s non suscita in me grande disapprovazione.
Mi limito a continuare il mio racconto, fiducioso che i miei
sforzi alla fine riveleranno una giustificazione logica, o un movente,
con il quale ci auguriamo di chiarire questi eventi cos singolari.
Ho faticato molto per tentare di descrivervi queste strane faccende.
La mia mente non  tale da essere in grado di sbrogliare con
facilit il groviglio dell'animo umano. Vi  molto, lo ammetto, che
non so spiegarmi. Non faccio che riferirvi i fatti in base alla mia
limitata comprensione, azzardando una timida spiegazione dei loro
aspetti esteriori. Ma se provo ad andare al cuore del comportamento
del mio collega nei confronti della signora Quill e di sua figlia,
non colgo altro che una sorta di tenebra che offusca il mio sguardo,
a ricordarmi, per cos dire, il mio fallimento.
Con queste riflessioni vi debbo lasciare, signore, per tornare alle
mie faccende quotidiane.
Vi ringrazio di nuovo per la vostra pazienza.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
10.

A pianterreno il fuoco scoppiettava nel camino.
Prima di soccombere alla malattia, era lo stesso Grange ad
accendere il fuoco con lo Hender's Device, un acciarino automatico
brevettato che faceva scendere una pietra focaia su un'incudine
d'acciaio generando una bella scintilla bianca e dorata. In
genere erano sufficienti alcune applicazioni per incendiare carta,
foglie secche o trucioli. Adesso per, durante la malattia e la
convalescenza del padrone, la signora Thompson aveva esteso
il suo dominio sui fuochi della casa, ripristinando i vecchi metodi
d'accensione. Era un altro segno del terreno perduto da Grange
nei confronti della sua governante.
Quando la signora Thompson si impossessava di qualcosa,
difficilmente vi rinunciava senza opporre resistenza. Se prima
della malattia era una presenza che passava inosservata nell'abitazione,
adesso si muoveva da protagonista e organizzava la casa
in luogo del padrone. A volte Grange aveva la sensazione che si
fosse appropriata delle funzioni di moglie e di padrona di casa:
una moglie discreta, ma che certo sapeva farsi valere.
La sua sicurezza nel proprio ruolo era tale che quella mattina,
a colazione, Grange dovette misurarsi con la sua ostinata curiosit
circa l'ospite che egli avrebbe ricevuto la sera.
Signora Thompson chiam Grange dopo aver finito il
brodo di pesce.
Signore? Sentendosi chiamata, la signora Thompson si
trasse in disparte, come se sospettasse un'improvvisa intrusione
nella sua gestione della casa.
Potrebbe preparare la tavola per un ospite, stasera?
Si tratta del dottor Hargood, signore?
Grange fu sorpreso dalla celerit della sua deduzione. Nel
corso della sua malattia era apparso evidente che lei e il dottor
Hargood condividevano una serie di idee e di opinioni in contrasto
con le sue, non ultima quella sulla dieta alimentare da
seguire. Invitare Hargood a cena incontrava dunque la sua
approvazione.
No. Mi riferisco al signor Swann.
La signora Thompson era ai limiti dell'incredulit. Il signor
Swann? Rimase impalata accanto al tavolo, in attesa della sua
replica.
Il signor Swann conferm Grange. Si  ripreso bene,
straordinariamente bene, dopo l'amputazione.
Si accorse che non si era mossa, da tanto era intenta a rimuginare
sulla notizia. Finalmente la signora Thompson disse: In
tal caso, signore, non dovreste chiedergli di farvi visita nel vostro
studio?
Lo farei se si trattasse di una visita medica, signora Thompson.
Ma cos non . La sua visita di stasera in un certo senso 
un'occasione sociale.
Capisco.
L'ho invitato a cena perch dobbiamo discutere di alcune
faccende che interessano a entrambi. Sar qui alle sette.
Era precisamente quell'interesse comune, immagin Grange,
a rendere la signora Thompson tanto sospettosa nei riguardi di
Swann. Si era fatta l'idea che il suo padrone trascorresse troppo
tempo solo e privo di sorveglianza nella palude, esposto al vento
gelido che batteva il litorale aperto, e successivamente, quando
venne a sapere che passava buona parte del suo tempo in compagnia
di Swann, ne dedusse che questi era corresponsabile della
sua condotta. Grange aveva la sensazione che la mente umana
tendesse ad associare un male a un altro male.
Riavutasi dalla sorpresa per l'invito, la signora Thompson
chiese: E che cosa desiderate mangiare stasera, signore?
Poich non mi aspetto che il mio ospite condivida la mia
predilezione per una dieta a base di pesce, credo che in questa
occasione sia d'uopo l'agnello.
La signora Thompson intravide un'opportunit. Agnello anche
per voi, signore?
Temo che sarebbe scortese da parte mia mangiare una cosa
mentre il mio ospite ne mangia un'altra.
Questa concessione, se non altro, compensava in parte l'invito
a un ospite che lei disapprovava apertamente. La signora Thompson
annu di nuovo e gir risolutamente sui tacchi, con un'espressione
indifferente. Grange sapeva che la sua governante
aveva l'intelligenza di non ostentare il trionfo, anche se la sua
soddisfazione si traduceva talvolta in una certa vivacit, riscontrabile
nei movimenti. Per un istante osserv la sua figura aggraziata,
bench forse un po' troppo altezzosa, uscire dalla soglia e
sparire in cucina.
...
11.

Mio caro Leman,
per quanto mi sforzi di tratteggiare i fatti salienti dell'infatuazione
del mio giovane collega per la signora Quill, e le complicazioni
che seguirono all'entrata in scena della figlia di lei, sono
consapevole che i miei tentativi di fornire una descrizione si basano
sulla mera impressione esteriore. Il motore di questi eventi si cela,
per cos dire, all'interno dell'involucro, al riparo dalla nostra vista.
Cos, signore, so bene che illustrandovi questi avvenimenti vi delineo
anche la forma della mia stessa ignoranza.
Ci mi porta all'aspetto conclusivo di questa strana faccenda,
almeno per quanto riguarda i rapporti tra il mio collega e la figlia
della signora Quill: un aspetto che - io ne sono testimone -  forse
ancor pi singolare e straordinario di ogni altra cosa che vi ho
raccontato finora. Grazie alle mie indagini a posteriori sono venuto
a sapere che, proprio nel momento in cui il mio collega annunci
alla signora Quill la sua volont di sposare la figlia - vale a dire
quando rese oneste le proprie intenzioni - la signora Celia Quill,
sua confidente ed intima amica, respinse con tanta forza quest'idea
che egli non si sent pi bene accetto in sua compagnia.
Ve lo ripeto, signore: io posso solo descrivere il corso degli
eventi nel loro aspetto esteriore. Fra loro scese un gelo che, a detta
di tutti, sembrava insuperabile. Dunque la sua relazione con la
signora Quill, che fino a quel punto era stata intima, non era stata
incrinata dalla sua infatuazione per la figlia. Ma quando egli chiar
le sue intenzioni e avanz una proposta di matrimonio, il rapporto
tra il mio giovane collega e la signora Quill si fece cos teso che i
due parvero distaccarsi, e la loro divergenza su questo argomento
divenne chiaramente inconciliabile.
Pur avendo notato la bellezza della figlia e immaginato l'infatuazione
del mio giovane collega, a quel tempo non sapevo che cosa
fosse successo esattamente tra loro, poich egli faceva s che  suoi
rapporti con le due donne rimanessero celati agli occhi altrui.
Poich mi considero insensibile ai richiami delle vette elevate
del sapere, a meno che non riguardino direttamente la pratica della
medicina, non pretendo di capire i meccanismi pi profondi delle
sue motivazioni. Eppure nella dedizione del mio giovane collega,
nel suo accantonare gli altri piaceri della vita, s'intravede un altro
contorno, di natura pi vaga e indiretta. Non so cosa significhi per
voi l'aggettivo eroico, n se si debba fare gran conto di questa
parola, giacch gli uomini davvero eroici probabilmente ne ignorano
la natura. Ma, almeno nella mia mente, il termine  in qualche
modo connesso con questa mancanza di esaltazione. Cos, sebbene
io colga ogni opportunit per mettere in dubbio la coerenza del mio
giovane collega e per farmi, com' mio costume, beffe delle sue
idee, non posso non provare un briciolo d'ammirazione. Inseguendo
ci che gli era caro, o prezioso, credo che in qualche strana
maniera si fosse assunto un rischio. E bench la natura di tale
rischio avesse pi a che fare con i meccanismi della sua mente o
(se solo egli mi permettesse di dirlo!) con la sua anima piuttosto
che con un cimento esterno, sono certo che una parte di lui fosse
consapevole di questo rischio. Poich non vi  dubbio che nei suoi
rapporti con queste due donne formidabili mise a repentaglio il
proprio benessere, nonostante io l'avessi messo sull'avviso per tempo
circa l'indipendenza della signora Quill. E quando fu colpito
duramente dagli eventi che seguirono e si lasci sprofondare nell'apatia
della sconfitta, non mostr alcun risentimento nei confronti
della madre come della figlia, n voleva ascoltare critiche a
nessuna delle due.
Dunque intravedo nel mio giovane collega i vaghi meccanismi e
gli orpelli di una vicenda tragica. E la mia curiosit  ulteriormente
alimentata perch, come lo spettatore o l'attonito testimone di un
evento tragico, desidero sapere di pi su questa misteriosa vicenda
e mi chiedo se a tempo debito essa si conceder alla mia curiosit.
Vi  un ultimo aspetto di questa faccenda di cui sono venuto a
conoscenza e che vi riveler nella mia prossima lettera. Esso concerne
infatti un lato del passato della signora Quill che, pur non
gettando luce sui meccanismi del gioco che ho cercato di descrivervi,
ci offre tuttavia un indizio sul quale se non altro vale la pena di
riflettere ulteriormente. Se posso consolarmi per il ruolo, forse
ignominioso, che ho svolto in questa vicenda  solo perch, quando
feci presente al mio giovane collega l'intricato passato della signora
Quill, i miei sospetti erano in qualche misura fondati. Ci nonostante,
questa  una magra consolazione di fronte al mio timore
d'aver distrutto la vita a due persone.
Rileggo ci che ho scritto, come se volessi trovare un filo conduttore
nelle mie indagini, e invece scorgo ben poco nelle mie
azioni oltre alla mia stessa perplessit. La mia mente  priva sia
della forza sia dell'acume che caratterizzano quella del mio giovane
collega.  questo il mio fardello. Eppure, forse per compensare la
mia carenza di profondit, sono un autentico segugio della verit.
Elaborer quello che so finch non avr ricavato un frammento di
significato dal mucchio d'ossa che un tempo era una relazione viva e
vegeta tra due degli individui pi straordinari che abbia incontrato.
Con queste riflessioni, signore, debbo tornare al mondo dei miei
doveri e delle mie responsabilit.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
12.

Quella sera, quando sent bussare, la signora Thompson raggiunse
la porta con celerit sorprendente.
Seduto davanti al fuoco nel salotto, Grange ud la sua lunga
pausa, come se la governante stesse studiando l'ospite. Sent
Swann dire, quasi sulla difensiva: Sono venuto a far visita al
dottor Grange.
Dopo aver strappato questa presentazione, la signora Thompson
spalanc la porta e si fece da parte. Swann varc la soglia e
le fece un cenno di saluto portandosi brevemente la mano all'altezza
della fronte. Rimase fermo per un attimo nel vestibolo,
ingombrandolo con la sua mole; la manica vuota del braccio
amputato penzolava in aria.
All'interno della casa Swann era come un animale messo all'angolo,
proteso verso gli spazi liberi come se stesse valutando
con brevi occhiate le possibili vie di fuga. La signora Thompson
lo condusse lungo il corridoio fermandosi sulla soglia del salotto,
in modo che potesse entrare ed essere presentato. Lui fece un
altro cenno nervoso con il capo alla governante, la quale interpret
quel suo secondo saluto come un segno di confusione e,
anzich lasciarlo entrare da solo, si gir e avanz davanti a lui
finch Grange, udendo i suoi passi avvicinarsi, si alz, pallido,
dalla sedia dallo schienale alto posta di fronte al fuoco.
Per un attimo i tre formarono un bizzarro terzetto: Grange
con in mano il volume di Seneca che stava leggendo; la signora
Thompson ritta e immobile; dietro di lei Swann, nervoso, nel suo
miglior abito scuro, fermo sulla soglia. Grange appoggi il libro
sulla mensola del camino, fece un cenno alla governante e le
pass davanti, dirigendosi verso l'ospite che indugiava
nervosamente.
Quando allung il braccio per stringere la mano di Swann,
l'espressione di quest'ultimo sembr ricomporsi.
Grange si gir di novanta gradi e disse: Grazie, signora
Thompson.
Lei si avvi silenziosamente verso la cucina, diretta al suo
regno. L'atmosfera parve alleggerirsi un po'.
Signor Swann disse Grange, mi sembrate in ottima forma.
Desiderate mangiare qualcosa?
Grazie, signore.
Grange indic una seconda sedia, che Swann afferr
timidamente.
E vostra moglie, signor Swann?  in buona salute?
Mia moglie? Sta bene...
E le vostre due figlie?
Tre. Stanno tutte bene, signore.
Se sulla spiaggia Swann era come un toro, o forse un minotauro,
qui appariva fuori posto. Si era seduto sul bordo della
sedia e guardava Grange con circospezione. Un clangore di piatti
provocato dalla signora Thompson in cucina lo fece interrompere
di colpo.
Accortosi della sua apprensione, Grange chiese: Avete qualcosa
in contrario a un quarto d'agnello per cena?
Swann scosse la testa, ma rimase rigido, all'erta.
Gradite del vino?
Swann esit. Volentieri, signore, se ne avete.
Il dottor Hargood, il mio collega, ne ha una cantina piena.
Soprattutto vino francese e spagnolo. Nella sua riserva tiene
anche un certo numero di botti di vino italiano, e me ne ha
gentilmente regalate un paio.
Grange avrebbe continuato a conversare spiritosamente sulla
disponibilit di vino se non avesse notato l'educato sguardo di
incomprensione negli occhi di Swann. Gli sovvenne che il vino
per il suo ospite era una cosa remota come il lato oscuro della
luna. Swann beveva birra e distillati. Probabilmente il suo unico
incontro col vino era avvenuto su una nave catturata in guerra,
quando all'equipaggio era stato permesso di fare razzia di un
vascello spagnolo o francese. E in tal caso si era trattato di un
orgiastico episodio di ubriachezza, privo di qualsiasi consapevolezza.
La sua nozione di vino aveva qualcosa a che fare con il
contrabbando, e persino con la lussuria. Notando il suo disagio,
Grange si trattenne.
Signora Thompson!
Sulla soglia comparve la governante. Signore?
Potete versarci del vino?
La signora Thompson gett deliberatamente uno sguardo a
Swann, quindi si rivolse a Grange. Quale vino, signore?
Quello italiano, signora Thompson.
Quale vino italiano, signore?
Avevano gi parlato del vino nel pomeriggio, e non era da lei
dimenticare quei dettagli. D'altro canto, quando Grange aveva
menzionato il vino italiano non le aveva chiesto esplicitamente di
portarlo in tavola quella sera. Dal momento che il discorso era
caduto su quel vino, dava per scontato che lei avesse capito di
doverlo servire. Quelle bizzarre manovre con le parole, tipiche
della loro intesa abituale, gli davano qualche preoccupazione,
anche se non poteva certo imputarle di aver ignorato un ordine
che lui non aveva impartito.
Il Cagliari.
Signore. La signora Thompson annu, come se quel nome
le fosse nuovo e le suonasse particolarmente strano. Quando si
allontan, la stanza era pi fredda di parecchi gradi rispetto a
quando era entrata.
Malgrado il vento, abbiamo avuto bel tempo ultimamente
disse Grange.
Swann annu. In verit, quella sera di fine estate era calato un
freddo improvviso e, nonostante il fuoco emanasse un alone di
calore, un gelo di fondo permeava l'ambiente. Grange sorrise a
Swann, ma questi stava ascoltando i passi della signora Thompson
che scendeva in cantina.
Credo che la signora Thompson abbia l'impressione che voi
mi traviate disse Grange.
L'espressione di Swann si dilegu, come se fosse stato distolto
da profondi pensieri.
Traviarvi, io? chiese.
La signora Thompson disapprova le mie lunghe passeggiate
solitarie, e ha l'impressione che voi incoraggiate questa mia
abitudine.
E perch mai? domand Swann, palesando la sua curiosit.
Una parte di lui era ancora in ascolto dei rumori provenienti
dalla cantina. Si ud il lieve cigolio del coperchio di una botte
sollevato, e Grange immagin la signora Thompson immergere
un mestolo nel vino e riempire una caraffa.
Credo di aver fatto cenno alle nostre conversazioni, di tanto
in tanto, giacch trovo interesse in molte delle cose che mi riferite.
Lei non approva che io mi esponga al vento marino. Posso
solo supporre che vi condanni per associazione.
Swann annu. Una volta che una donna si  fatta un'idea su
un uomo, non la cambia facilmente.
Allora credo che voi ormai siate condannato... forse per
l'eternit.
Udirono di nuovo i passi della signora Thompson sul pavimento
di pietra della cantina, ed era come se avessero sentito una
pantera muoversi in una gabbia sotterranea.
Mi pare che nelle notti serene il freddo cominci a farsi
sentire disse Grange.
Sentendolo parlare del tempo, Swann recuper visibilmente
la padronanza di s. Soprattutto quando non c' vento
conferm.
La signora Thompson chiuse la porta della cantina. I suoi
passi attraversarono la dispensa e si spostarono in cucina.
Abbiamo avuto molti temporali quest'estate riprese Grange.
Swann annu, bench non si azzardasse a ribattere
immediatamente.
Il tempo  stato propizio per la vostra occupazione,
quest'anno? chiese Grange.
Le burrasche si dirigono pi spesso verso est rispetto all'anno
scorso.
Verso est?
E anche verso sud. Quelle sono le peggiori per me.
Grange si sforzava di capirci qualcosa. Perch avvengono in
mare aperto?
Proprio cos, signore. I venti di terra non portano rottami, e
non arriva niente da recuperare, nemmeno legna da ardere.
Davvero il tempo era stato curiosamente irregolare. Quando il
vento si spostava dalla sua consueta direzione sud-ovest e girava
verso est, in genere preannunciava instabilit, raffiche insolite,
piogge improvvise.
Su proposta di Grange, i due uomini si spostarono in sala da
pranzo e si sedettero a tavola. La signora Thompson aveva acceso
il fuoco nel camino alle spalle di Grange per riscaldargli la
schiena. La discussione procedeva incerta. Della palude, il suo
argomento preferito, Swann parlava a lungo e con eloquenza,
sviluppando qualsiasi argomento gli venisse in mente, da oratore
nato. Ora Grange aveva bisogno di tutta la concentrazione di cui
era capace per avviare il motore della sua conversazione.
Quando la signora Thompson ricomparve con il vino, Grange
con un cenno le indic Swann, che sedeva all'altro capo della
tavola. Ma lei ignor volutamente il suggerimento e si avvicin al
padrone, appoggi un bicchiere sul tavolino di servizio accanto a
lui e gli vers il vino.
Vogliate perdonarmi, signor Swann, se mi permetto di assaggiare
il vino per primo.
Bevve, indugi un istante e quindi fece un cenno affermativo
alla signora Thompson.
Lei si diresse verso Swann per versare il vino nel bicchiere sul
tavolino accanto a lui, senza per dar segno di notare la sua
presenza. Poi fece un cenno a Grange come se fosse l'unica
persona nella sala da lei riconosciuta, e se ne and. La parzialit
del suo comportamento sorprese Grange a tal punto che per
diversi secondi si fece pensieroso.
Dopo averla seguita con lo sguardo mentre se ne andava, si
gir verso Swann senza sapere bene quale reazione aspettarsi da
lui davanti a quell'atteggiamento, e rimase colpito anche dal suo
comportamento. Con sua grande sorpresa, Swann gli sorrideva
scuotendo leggermente la testa; sul suo viso c'era un'espressione
di pacato stupore; aveva gli occhi illuminati da una sorta di stato
contemplativo. Grange ebbe l'impressione che quella condotta
non potesse essere altro che una risposta all'atteggiamento della
signora Thompson. Sembrava - bench Grange non ne fosse del
tutto convinto - che Swann non riuscisse a fare a meno di ammirare
la nobile e fiera coerenza del contegno della governante.
Momentaneamente perso nei propri pensieri, il medico si chiese
di quale specie fosse quell'apprezzamento. La sua unica spiegazione,
per quanto incerta, era che si trattava della stessa ammirazione
che il suo ospite avrebbe manifestato di fronte a un
grosso toro od a un montone aggressivo, uso a caricare gli intrusi:
quel tipo di rispetto che un campagnolo accorda volentieri a una
forza della natura.
Un po' perplesso dai suoi stessi pensieri, Grange sollev il
bicchiere. Alla vostra salute, signor Swann.
Alla vostra, signore.
Posarono i bicchieri. L'espressione meditabonda scomparve
dal viso di Swann. Dopo aver fatto una pausa per lasciar decantare
l'effetto di quella diversione, Grange disse: Vorrei discutere
una questione con voi.
Una questione?
L'anno scorso a quest'epoca le fornaci delle saline erano ferme.
Credo che la stagione normale di combustione vada da
maggio ad agosto. Ora siamo ai primi di settembre, eppure ho
notato che tre fornaci sono ancora in funzione.
Swann annu non senza una certa prudenza.
Siete in grado di darmi una spiegazione? Ormai ho l'abitudine
di profittare delle vostre conoscenze.
Swann soppes le parole. So che appartengono tutte al signor
St Just.
Come mai proseguono l'attivit?
Cos ha disposto il proprietario, credo.
Ma quale pensate che sia la ragione?
Si ud un tintinnio di piatti: la signora Thompson si apprestava
a servire la cena.
Swann lanci un'occhiata verso la cucina, ma adesso avendo
compreso - e con soddisfazione - di che genere fosse il temperamento
della signora Thompson, prese a parlare con maggiore
disinvoltura. In precedenza si riteneva che in agosto il sole non
fosse pi abbastanza caldo per far evaporare l'acqua abbastanza
cos rapidamente da consentire la formazione di salsedine nelle
saline, signore.
E cos' cambiato?
Poich diverse fornaci hanno chiuso, il signor St Just ha
acquistato le relative saline.
Non riesco a capire. Perch mai questo dovrebbe influire
sulle combustioni di fine stagione?
Credo, signore, che dipenda dalla mutata proporzione tra le
saline e le fornaci di sua propriet. Il signor St Just ha chiuso
alcune fornaci, mantenendo per attive le saline che venivano
sfruttate da queste. Ora che le sue fabbriche hanno a disposizione
un maggior numero di saline, a questo punto della stagione
c' ancora abbastanza salsedine per proseguire la combustione in
almeno tre fornaci.
Capisco. Ma perch certe fabbriche hanno chiuso i
battenti?
C' la concorrenza delle miniere di sale del Nord, soprattutto
del Cheshire. Credo che alcuni piccoli proprietari di fornaci
abbiano avuto delle perdite, e uno o due sono stati costretti a
vendere.
Nel Cheshire? chiese Grange. Il Cheshire ha una costa
piatta, adatta alla costruzione di saline?
Hanno trovato giacimenti di salgemma nell'entroterra. Non
c' bisogno di ricavare il sale dall'acqua di mare, e cos non
devono sopportare i costi del carbone.
Se la tendenza generale  questa, credete che la nostra industria
sia ormai agli sgoccioli?
Swann annu con cautela.
Eppure almeno un proprietario  abbastanza fiducioso da
proseguire la combustione anche in inverno disse Grange.
A volte, quando un albero  malato fa la sua fioritura pi
bella sugger Swann.
Ma se il sale del Cheshire  meno caro perch non richiede il
carbone per l'evaporazione dell'acqua, come mai la nostra industria
sopravvive ancora?
L'esosissima tassa sul sale ci viene in aiuto, signore, per
quanto in un primo momento possa sembrare strano. Essa impone
un prezzo cos alto al sale che il costo del carbone utilizzato
finisce per essere solo una piccola fetta del totale. E questo se
non altro permette una certa concorrenza.
Siete una vera miniera di informazioni, lasciatevelo dire.
Io osservo le cose da lontano.
Dunque la causa delle nostre difficolt  la concorrenza delle
miniere del Cheshire?
C' un'altra cosa che ci aiuta a superare lo svantaggio. Le
miniere del Cheshire non hanno porti nelle immediate vicinanze,
e i costi del trasporto fino al porto di Liverpool su carri trainati
da buoi aggiunge al prezzo una quota quasi pari a quella del
carbone necessario per l'evaporazione.
Dunque c' una logica nella nostra situazione.
Loro riforniscono l'Inghilterra settentrionale e centrale,
signore. Ma noi abbiamo ancora un buon mercato qui nel Sud,
dove per loro il costo del trasporto  elevato. E soddisfiamo la
domanda dall'estero, con navi che fanno servizio regolare per
luoghi lontani come la Terranova, salpando direttamente da
Lymington.
Dunque le nostre rotte marine sono sicure?
Che Dio ci assista disse Swann. Se le miniere del Cheshire
dovessero trovare un metodo di trasporto pi economico
fino alla costa, non avremmo pi scampo.
Presumo che la loro produzione non sia stagionale come la
nostra. Voglio dire, non hanno bisogno del sole per
l'evaporazione.
 vero, signore. Questa  un'altra cosa che il signor St Just
sta cercando di cambiare, mantenendo le fornaci in attivit anche
fuori stagione. I nostri rivali possono estrarre sale tutto l'anno.
La loro concorrenza ci costringe a rispondere modificando la
nostra disposizione naturale.
La signora Thompson fece la sua comparsa nella sala e prese a
muoversi ai margini della conversazione deponendo piatti sulla
tavola. Swann ogni tanto si distraeva, ma sembrava aver perso
quella sensazione di apprensione.
Per continuare la conversazione e continuare ad appagare la
propria curiosit, Grange disse: Questo St Just sembra un uomo
dotato di indipendenza di pensiero...
 un uomo acuto, signore. Eccezionalmente acuto, per certi
versi.
Tuttavia... Grange cerc di far leva su una sfumatura che
gli pareva di aver colto nella voce di Swann. Non per questo
necessariamente lo ammirate.
La signora Thompson se ne and, e Grange not il cambiamento
di espressione di Swann. Era la prima volta in quella sera
che gli sorrideva per davvero. Accorgendosene, Grange prov
un vago senso di soddisfazione: forse Swann cominciava finalmente
a sentirsi a suo agio a casa sua. Era un sorriso meditabondo;
si diffuse lentamente sul viso di Swann e con altrettanta
lentezza si dilegu, rimpiazzato da un'espressione seria.
Non rispondete alla mia domanda, signor Swann?
C'era prudenza nella reazione dell'ospite. Forse era nervoso
per via di una possibile relazione fra i due; forse temeva che St
Just fosse un paziente del medico che l'aveva invitato a cena.
Lo conoscete? chiese.
Non l'ho mai incontrato di persona... Forse adesso vorrete
prendere in considerazione la mia domanda sugger Grange.
Provate ammirazione per il signor St Just?
No, signore disse prudentemente Swann. Non ho una
grande ammirazione per lui.
Allora permettetemi, se credete, di fare l'avvocato del diavolo
e di insistere nel chiedervene la ragione.
Attese la risposta per parecchi secondi.
Non so quali siano le sue motivazioni disse finalmente
Swann, ma la strada che ha imboccato comporta dei pericoli.
Pericoli?
Pericoli fisici, soprattutto.
E quali sarebbero?
 meglio che ve lo spieghi nella palude.
Che cosa c' nella palude insist Grange, che non possa
essere menzionato qui?
Credo che nella palude si possano osservare direttamente
alcune delle cose di cui potrei parlarvi.
Pericoli fisici, dite? Potreste fornirmene una descrizione
sommaria, in modo che possa farmi un'idea di che cosa cercare,
a tempo debito?
Swann studi il padrone di casa. Innanzitutto, i forni sono
alimentati dall'aria, e il flusso d'aria che arriva al fuoco  controllato
dalle porte. Fece una pausa. Da settembre in poi la
traiettoria dei venti  diversa rispetto all'estate. I venti stessi sono
pi forti e seguono direzioni irregolari. Quello che hanno iniziato
a fare  pericoloso.
 tutto quello che siete disposto a dirmi?
Swann sorrise.  tutto quello che posso spiegarvi adesso.
Continuarono a mangiare parlando del pi e del meno. La
signora Thompson port le pietanze, deponendo i piatti con
spaventoso distacco. Swann mangi con un certo appetito bench
non fosse mai del tutto a suo agio mentre la signora Thompson
faceva la ronda nei pressi della tavola, e quando lei si
allontanava il suo sollievo era cos grande che pi di una volta,
vedendola uscire dalla sala, accenn un timido sorriso.
Dopo cena Grange offr del madera al suo ospite, quindi si
spostarono in salotto e chiacchierarono accanto al camino per
un'ora circa. Ma la loro conversazione era frammentaria e incline
alla digressione, null'altro che uno scambio di convenevoli.
A sera inoltrata Grange si alz, chiese permesso e and in
cucina. Signora Thompson, quando sar il momento accompagner
io l'ospite alla porta. Non  necessario che restiate ancora
in piedi.
Grazie, signore.
Torn in salotto da Swann. Poco dopo i due udirono chiudersi
la porta interna, quando la signora Thompson si ritir per
la notte nelle sue stanze sopra la cucina e la dispensa. Swann
prov un certo sollievo, e di nuovo si apr la possibilit di una
discussione pi vivace, ma ormai Grange aveva esaurito gli scarsi
residui delle sue energie e si sentiva un po' troppo stanco per
chiedere ulteriori delucidazioni a Swann sui rischi delle combustioni
invernali.
Quando l'ospite se ne and, poco prima di mezzanotte, Grange
si ferm sulla porta ad osservare la sua figura piccola e massiccia
che si allontanava lungo la strada.
Nelle vesti di padrone di casa, Grange aveva messo a dura
prova il proprio fisico, mangiando e bevendo pi del consueto. Si
avvi verso le scale, gravato dalla pesantezza del cibo. Aveva
l'impressione che i salassi regolari a cui lo sottoponeva Hargood
l'avessero privato dell'energia necessaria per digerire pasti del
genere. Era solito bilanciare questa sua carenza con una dieta
leggera a base di pesce e di brodo; ora il maggior afflusso di
sangue nello stomaco lo faceva sentire debole. Sal le scale con
cautela. Giunto al pianerottolo, si ritrov a deglutire violentemente,
senza volerlo, e la sua saliva aveva un che di salato. Chiusa
la porta della sua stanza, si avvicin al bacile situato all'estremit
opposta e vomit copiosamente ed in silenzio tutto quello che
aveva ingerito a cena.
...
13.

Caro Leman,
vengo ora ad una questione cruciale in questo strano racconto, nel
cui sviluppo temo di aver svolto un ruolo triste e forse terribile. Da
qualche tempo ero incuriosito dal passato della signora Quill. Non
potevo credere che una donna capace di destare un'impressione
tanto profonda nella societ locale fosse passata del tutto inosservata
a Londra; che una donna cos colta, cos garbata, cos meritevole
dell'amicizia altrui non avesse lasciato dietro di s un vuoto
nell'ambiente in cui viveva. Ma, come vi ho gi riferito in precedenza,
cessai di rimproverare al mio giovane collega la sua fuga
impetuosa nell'intimit di una bella vedova dalle origini oscure.
Cos trascorsero alcuni mesi. Tornai a preoccuparmi quando mi
accorsi fino a che punto il mio collega si fosse estraniato, quanto
fosse dominato dai pensieri che la riguardavano. Ma in base alla
passata esperienza, sapevo che qualsiasi rimostranza nei suoi confronti
non avrebbe ottenuto l'effetto sperato. Sicch, avendogli
raccomandato prudenza nella sua relazione con la signora Celia
Quill, ora diedi a me stesso il medesimo consiglio riguardo all'esercizio
di ulteriori critiche.
Mentre i giorni passavano, mi limitavo a osservare il suo stato.
Lo vedevo sprofondare nei suoi pensieri. Riflettevo sullo strano
potere che ella esercitava su di lui e sull'effetto che ci provocava
sulla sua vita.
La cautela mi spinse a effettuare indagini riservate sulla signora
Quill in altre direzioni. Accennai alla mia curiosit nei confronti
del suo passato alla mia amante a Londra, con la quale intrattenevo
una corrispondenza regolare. Per soddisfare quella curiosit,
ella si dichiar disposta ad occuparsi della questione e ad approfondirne
alcuni aspetti, e persino a fare qualche domanda a parecchie
delle sue conoscenze nella capitale. La mia amante  di natura
affabile ed ama accontentare il suo prossimo, ma la scrupolosit
con cui affront quel compito mi sorprese. Una quindicina di giorni
dopo mi scrisse che aveva udito delle voci su una donna con quel
nome, ma la considerava una pura coincidenza e me ne rifer solo
per divertirmi. Dalle sue indagini sembrava che fosse esistita una
tale Celia Quill, che godeva di una certa fama in societ, ma si
trattava di una reputazione opposta rispetto a quella della signora
Quill di Lymington, tanto che le pareva assurdo riportarmela. La
mia amante non era certa di aver ricostruito quella storia correttamente,
e forse aveva frainteso alcuni punti. Successivamente mi
scrisse che intendeva fare altre indagini prima di metterla per
iscritto. Per alcune settimane non seppi pi nulla e cominciai a
pensare che non avesse scoperto prove o ulteriori conferme. Ma a
tempo debito mi giunse una lettera, il cui contenuto vi riassumo.
Secondo le sue fonti, c'era stata una nota matresse di nome
Celia Quill, la proprietaria di una di quelle case riservate allo svago
degli uomini ricchi. Stando alle sue informazioni, questo posto si
sarebbe trovato a Chelsea, in Cheyne Walk, ma era difficile trovare
altre conferme poich la maison era stata chiusa in circostanze
misteriose, l'edificio era stato venduto a un mercante facoltoso e da
allora non si era saputo pi nulla della proprietaria. Non era
possibile, aggiunse la mia amante, che si trattasse della stessa donna,
per quanto il cognome Quill fosse poco comune ed il suo abbinamento
con il nome di battesimo Celia costituisse un'altra bizzarra
coincidenza.
Per pura curiosit, risposi alla mia amante chiedendole di raccogliere
quante pi prove potesse sulla faccenda dell'altra signora
Quill, che sembrava cos distante sotto ogni aspetto dalla dama
modello di Lymington. Le informazioni che mi trasmise in sguito
erano cos strane, cos singolarmente inquietanti, che cominciai a
sentirmi quasi in dovere di farne cenno al mio collega, almeno a
grandi linee. Certi aspetti di quella storia, infatti, appaiono assai
bizzarri, quasi appartenessero a un altro mondo, come quelle campane
che i marinai a volte hanno l'impressione di udire sott'acqua,
o il canto che dicono di percepire nell'aria tersa e che, non riuscendo
a individuarne l'origine, attribuiscono a esseri mitici come
le sirene.
In un primo tempo non presi sul serio la faccenda, come vi ho
riferito. Ma alcuni aspetti del racconto della mia amante mi rimasero
impressi. Per diverse settimane ignorai il messaggio che conteneva;
tuttavia quella storia, lungi dall' abbandonarmi, a poco a
poco sembrava scuotere la mia sensibilit e insinuarsi dentro di me,
come se l'inquietudine che provavo circa il passato della signora
Quill avesse trovato un'eco, per quanto assurda.
Pi di una volta mi ritrovai a meditare sulla faccenda come se
avesse un senso pi profondo. In un paio di occasioni mi scoprii a
guardare dalla finestra, riflettendo su ci che mi aveva riferito la
mia amante, come se il litorale e l'acqua potessero fornirmi una
spiegazione.
Mio caro Leman, perdonatemi se ora faccio una breve digressione,
ma vorrei propormi una metafora con il modesto proposito di
trasmettere un senso di stranezza in grado di evocare la bizzarra
luce che gravava su questi avvenimenti. Talvolta accade, se la nebbia
 fitta sulla foce del fiume Lymington e i suoni sono ovattati,
che si vedano brillare alle estreme propaggini della foschia le luci di
segnalazione di una nave: il debole alone di una lampada che oscilla
tra l'attrezzatura a poppa e a prua. A quella vista l'osservatore
deduce che sotto quella debole luce si cela uno scafo: le solide travi
di legno, il capitano che cammina sul ponte, l'equipaggio che getta
lo scandaglio, forse una lancia sotto la prua che cerca di trainare
lentamente il vascello. Dalle flebili emanazioni sonore e dalle deboli
fiammelle di quelle luci spettrali, si intuisce una presenza fisica
solida e complessa, la cui vera dimensione tuttavia  nascosta ai
sensi. Lo stesso vale per molto di ci che scriver. Io percepisco
l'aureola della luce, le flebili emanazioni sonore, e intuisco la vaga
struttura e la forma del mondo fluttuante che vi si cela sotto.
Queste riflessioni possono giustificare il mio interesse ma non
mi proteggono dalle conseguenze delle mie stesse azioni. Credevo
infatti che in quella storia vi fosse una sostanza, al di sotto delle
luci e dei suoni remoti, e dunque mi sentii in dovere di rendere
partecipe il mio collega di tali informazioni, non gi per distoglierlo
dalla via che aveva imboccato, ma perch avesse l'opportunit,
ascoltando la storia, di rifiutarla in toto. Cos sperai e confidai
che la sua pi intima conoscenza della signora Quill gli avrebbe
fornito tutte le prove utili a rendere la storia inoffensiva, privandola
cos di ogni ulteriore importanza.
Nel frattempo raccolsi coscienziosamente ogni prova fornitami
dalla mia amante e, un bel giorno, mi risolsi a invitare a casa mia il
mio collega per metterlo al corrente della storia. Di nuovo, mio
caro Leman, sono invaso dal dubbio circa le mie intenzioni, poich
ora vi confesso che una parte di me era curiosa di vedere come
avrebbe reagito davanti al resoconto della mia amante. Mi chiedevo
se alcune parti del racconto potessero suonare veritiere; se fossero
bastate almeno a far s ch'egli tradisse preoccupazione o sgomento
e cessasse di difenderla. In breve, riconosco che le mie
intenzioni, la mia curiosit, ebbero un ruolo nella mia decisione
di metterlo di fronte alle prove - per quel che valevano - e che mi
si potrebbe accusare di aver avuto poco riguardo, nel perseguire le
mie mire, per i suoi sentimenti e la sua salute.
Qualunque ragione possa ascrivere a me stesso, o voi possiate
attribuirmi nella vostra saggezza, non avrei mai pensato, ve l'assicuro,
che la reazione del mio collega sarebbe stata tanto violenta.
Mi sembr infatti che, per quanto lui fosse devoto alla signora
Quill, il resoconto concordasse con certi dubbi che egli stesso nutriva
nei suoi confronti. La prima volta che gli parlai di quella
storia, dal suo volto svan ogni traccia di colore, e pensai che fosse
sul punto di svenire. A un certo punto del racconto si mise a urlare
come un animale sofferente e quindi si nascose il viso nelle mani.
Quando, dopo un po', rialz lo sguardo, scorsi sul suo volto un'espressione
che spero di non rivedere mai pi. In superficie era
calmo, ma sotto covava qualcosa, una risolutezza o una disperazione
nascosta, quasi una sorta di follia, come se alcuni aspetti della
sua vita fossero cambiati in modo irreparabile.
Anch'io rimasi scosso da quell'esperienza; era come se avessi
liberato chiss quali sinistre forze od oscuri sospetti rinchiusi nella
sua mente. Mi offrii di accompagnarlo a casa, temendo che quel suo
terribile stato d'animo potesse condurlo a un gesto estremo che non
volevo nemmeno prendere in considerazione, ma egli mi assicur
che era abbastanza sereno da tornare a casa indenne. Accettate con
riluttanza le sue rassicurazioni, gli permisi di andarsene a piedi. N
credo avrei potuto fare altrimenti senza contrastare i suoi desideri.
Il mattino seguente mi premurai di interrogare la signora Thompson
e venni a sapere che era rincasato sano e salvo e poi era andato
direttamente nel suo studio, chiudendo la porta dietro di s; dopodich
ella non aveva udito pi nulla. La signora Thompson supponeva
che avesse cercato di leggere (aveva trovato aperto sulla sua
scrivania un volume di Hume che non aveva notato mentre riordinava
la stanza il giorno prima). Era convinta che la sua tranquillit
esteriore fosse ancora presente nel momento in cui si era coricato,
ma poi, nel corso della notte era stato assalito dalla febbre.
Il mattino dopo, quando fui chiamato dalla signora Thompson
per assisterlo, aveva una febbre cos alta e il polso cos veloce che
decisi di prendere misure drastiche e gli feci un salasso, non foss'altro
che per lasciar sfogare parte dell'energia racchiusa nel suo
umore. Una volta che gli ebbi estratto parecchio sangue, la febbre
sembr in qualche misura placarsi, e dopo essere rimasto alcune ore
seduto al suo capezzale sentii che potevo lasciarlo all'assistenza
esperta e benevola della signora Thompson, la quale aveva accumulato
molta esperienza seguendo i pazienti del medico.
 da quell'attacco che ora si va riprendendo, sia pure lentamente.
E io, per parte mia, devo far fronte alle mie responsabilit: sono
stato io a fornirgli quelle informazioni, dunque forse sono io la
causa del suo malessere.
Il senso di colpa mi perseguita. Se ricevette un simile colpo, fu in
parte perch io ignoravo in quale dominio semplice e diretto si
trovasse la sua anima. Forse avrei dovuto immaginare che la sua
infatuazione per la signora Quill e per sua figlia era ormai giunta ad
un punto di non ritorno. Vi ho gi detto che in lui vi  un che di
audace, quasi di eroico. Si  messo in gioco senza pensare alle
conseguenze. Nell'agitazione che il senso di colpa mi provoca, a
volte penso che forse ci di cui ha dato prova  pi nobile dell'audacia,
o della semplice temerariet. Forse  proprio coraggio.
Bench in questa faccenda vi siano molte cose che mi confondono,
sento che  mio preciso dovere fare tutto ci che  in mio potere
per aiutarlo a ritrovare la serenit.
Apparentemente siamo allegri, lui e io. Ci scambiamo battute di
spirito, sia pure con un certo disagio. Ma sotto la trama della
conversazione, i nostri pensieri corrono alle nostre intime riflessioni
e, oserei dire, ai nostri demoni personali. Nel frattempo egli
sembra ascoltare ci che gli dico. Per parte mia, sono determinato a
capire qualcosa di pi della vicenda, anche perch alcuni aspetti mi
toccano direttamente, e non solo per il fatto che egli  mio collega e
io mi sento responsabile del suo benessere. A questo scopo cercher
di ricomporre i frammenti che vengono alla luce durante le nostre
conversazioni.
Debbo concludere qui la mia missiva. Forse mi perdonerete per
un racconto che, nel corso della sua narrazione, appare cos strano
non solo nelle sue linee generali ma anche nei particolari.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
14.

Mio caro Silas!
Hargood sbuc dal pollaio in ginocchio, facendo un rumore
di passi strascicati, con la faccia impolverata e sudicia, ma
instancabilmente prestante. Dal setto nasale partivano due rughe
ascendenti che mettevano in rilievo la possanza verticale e ieratica
del suo viso, largo e dagli zigomi quasi a punta. La sfumatura
argentea dei capelli era come una pennellata di luce. Solo la
potenza taurina del collo sovvertiva l'eleganza finale.
In precedenza, quel mattino, aveva pulito i suoi fucili e conservava
ancora tracce di olio sulle mani. Un'altra macchia d'olio
campeggiava sullo zigomo, che Hargood si era strofinato involontariamente.
Poi, ormai preso dalla smania di manutenzione, si
era messo a riparare uno dei grandi pollai situati sul retro della
sua propriet. Aveva considerato l'idea di affidare il compito al
suo domestico Simmonds, ma questi era malato e, a voler essere
sinceri, Hargood amava cimentarsi nei lavoretti di falegnameria.
Indietreggi dalla costruzione, messa insieme a forza di robuste
martellate con l'ausilio di grossi chiodi di ferro. Non era rifinita,
ma aveva un'aria tozza e solida, e Hargood l'ammirava piuttosto
compiaciuto. Con una certa soddisfazione si volse a scrutare
Grange da sotto le sopracciglia leonine.
Vogliamo fare una passeggiata, signore? chiese Hargood.
E sia.
Lasciate che mi sciacqui via questa sporcizia e che vada a
prendere la giubba. Si avviarono insieme verso la porta di
servizio, attraversando il meleto che si estendeva sul retro della
casa.
Non ci metter molto, signore.
Grange ud il gorgoglio dell'acqua che da una brocca cadeva
in una bacinella, lo sciabordio dell'acqua e del sapone e l'energico
strofinio di un asciugamano. Poi Hargood ricomparve, venne
bloccato da un pensiero e si gir verso l'interno della casa.
Signor Simmonds! Io esco url nel passaggio buio che portava
alle cucine.
Bene, signore. Simmonds si strascin fino al vano della
porta e osserv il padrone attraverso le lenti degli occhiali, forse
in attesa di un altro ordine. Ma Hargood aveva gi cinto le spalle
di Grange con il braccio, guidandolo lungo il corridoio fino al
vestibolo, dove fecero una breve pausa nella penombra sotto le
file d'armi da fuoco di vario genere - dai moschetti a canna
singola ai fucili da caccia a due canne - che costituivano il fior
fiore dell'artiglieria sportiva di Hargood.
Dopo aver preso la giubba dal gancio, Hargood la indoss
mentre si dirigevano verso la porta dando un ultimo strattone
con entrambe le mani, breve ma deciso, a un punto sotto il
colletto. Sollev il fermo della porta, e Grange di colpo si ritrov
fuori, sospinto dall'impeto dell'entusiasmo di Hargood, e dovette
socchiudere gli occhi colpiti da un sole febbrile. Hargood abbass
lo sguardo e vide che i suoi abiti erano in disordine: un lembo
di camicia gli sporgeva dalla patta. Senza rallentare, reinfil l'estremit
fuori posto nei pantaloni e agganci la chiusura per
rimediare al danno. Per diversi secondi, mentre camminava, fu
tutto assorto in quell'operazione. Grange, accortosi di quell'arrabattarsi,
sper per un attimo che Hargood inciampasse in un
paletto di legno, in modo da poter cominciare la passeggiata con
un po' di vantaggio sul suo sbuffante compagno. Ma il suo
mntore aggir l'ostacolo con successo.
Con i vestiti adesso ragionevolmente in ordine, Hargood prese
a camminare a grandi passi guardandosi intorno. Non sono
sicuro che queste passeggiate siano adatte alla mia costituzione.
Credo che farei meglio ad andare a cavallo e guidarvi davanti a
me come una pecora o una vacca.
Sicuramente vi divertireste, Hargood.
Pu contarci, signore.
Tuttavia obiett Grange, deciso a contrattaccare, mi
sembra che, almeno in senso spirituale, siate voi a farvi guidare
come una pecora o una vacca.
Spiegatevi, signore.
Il Signore  il vostro pastore, Hargood. Cos mi dite.
Purtroppo il Signore palesemente non  il vostro pastore. 
questo il vostro problema, signore. Non volete accettare la guida
di entit pi elevate.
Vista la mia mancanza di fede, voi vi considerate un'entit
elevata?
Certo. Questo  un fatto naturale. In mancanza di influenza
divina, credo d'essere la migliore alternativa, in quanto ad
autorit.
Hargood acceler ulteriormente il passo, deciso a far sentire la
propria disapprovazione. Rimaneva sempre sorpreso dalla resistenza
fisica di Grange, a riposo ormai da pi di due mesi in
sguito alla partenza della signora Quill. Decaduto dal ruolo di
collega a quello di paziente, Grange accettava con riluttanza la
tutela del medico pi anziano. Hargood, come uno zio od un
padre benevolo, era entrato nella parte con sicura padronanza.
Grange, pi contemplativo, sembrava ritirarsi ulteriormente in se
stesso, scivolando verso quella zona di confine dove il riserbo
incontrava il silenzio. Era come l'ombra di Hargood, quasi accettasse
la blanda umiliazione derivante dalla sorveglianza di
Hargood come il prezzo da pagare per la calma interiore.
Dal momento che tacete, parler io per entrambi. Hargood
sapeva che l'astrazione, o la prospettiva di essa, aveva il
potere di distogliere Grange dalle sue fantasticherie. Molti uomini
guardavano all'astrazione come a un aspetto superficiale, a
Grange appariva come il ncciolo della questione. Cos, nel suo
ruolo di tutore e consigliere, Hargood affront l'argomento indirettamente.
Mi chiedo se, nel vostro caso, dovrei discutere
con voi della vostra malattia.
E perch non dovreste? fu la tranquilla risposta.
Hargood la ignor e prosegu. Come sapete, sono del parere
che il paziente dovrebbe conoscere il meno possibile dei propri
meccanismi interni.
In modo che il medico possa dare piena voce alla propria
posizione?
Uno dei singolari doveri del medico continu Hargood,
dovrebbe essere quello di occultare e mistificare la causa il pi
possibile, in modo che all'apparato del paziente, libero dalla
stizzosa sorveglianza e dall'intervento del suo proprietario, sia
concessa un'autonomia sufficiente per curarsi.
Un'argomentazione perfetta, non c' che dire.
E allora abbiate la cortesia di non interrompermi, signore.
Pi le spiegazioni sono complesse, pi il ragionamento  prolisso
e infarcito di vocaboli latini, meglio  per il medico come per il
paziente. Tutto ci fa gioco al lecito e doveroso proposito di
occultare la malattia, rivestendola di orpelli.
Udendo le sentenze del collega pi anziano, Grange accenn
un sorriso, il quale non ebbe altro effetto che rendere Hargood
ancor pi deciso a insistere sull'argomento. Il punto  senza
dubbio questo, signore. Bench noi medici sappiamo poco, tuttavia
possiamo crogiolarci in una certezza assoluta, ovverosia che
il paziente sa ancor meno di noi. Questo , se vi aggrada, il
fondamento ultimo della nostra antica pratica.
Ne convengo.
Hargood fece una breve pausa, non foss'altro che per riflettere
su come proseguire. Dunque, dal momento che la partenza
della signora Quill ha determinato il graduale ritorno delle vostre
facolt, converrete con me che sarebbe contrario ai dettami della
nostra professione darvi notizia delle sue condizioni o riferirvi
dove si trova adesso.
Raggiunsero la cima di un basso colle e gettarono lo sguardo
sul Solent, verso Lepe. Grange sent un brivido al cuore ed una
sensazione come di un'ombra che gli passasse attraverso, ma era
deciso a non concedere ad Hargood motivi che accrescessero la
sua dipendenza da lui.
Credo disse, che come principio sia perfettamente
logico.
Che ragione vi sarebbe, per esempio, di rendervi partecipe
di un messaggio che ho ricevuto stamane dalla mia amante a
Londra, riguardante la signora Quill?
Assolutamente nessuna ragione.
Non siete disposto a battervi per questo privilegio?
Credo di no.
E neppure provate a tirare l'acqua al vostro mulino? Non
cercherete, avvalendovi della vostra dannata intelligenza da sofista,
di trovare un argomento logico che possa persuadermi a
darvi l'informazione? Hargood era esasperato. Anche se -
mi preme di aggiungere - non vi presterei alcuna attenzione.
No.
No davvero?
No davvero, signore.
E non adducete alcuna ragione che giustifichi questo comportamento
irrazionale?
Assolutamente nessuna.
Perch no?
So che mi darete quell'informazione non gi perch io sia in
grado di persuadervi ma perch, per motivi vostri, desiderate
rivelarmela. Nessuno sforzo da parte mia potr mutare questo
dato di fatto.
Convenite con me, allora, che non vi  alcuna ragione per
darvi l'informazione al di fuori del mio personale desiderio e
della mia indulgenza?
Ne convengo.
Sembra che siamo d'accordo su troppe cose in questo mondo
disse Hargood. Speravo di ricevere qualche stimolo in
pi.
In me non lo troverete, temo.
L'accordo o lo stimolo?
Nessuno dei due.
Non siete disposto neppure a incoraggiarmi?
No.
Ho l'impressione, signore, che vi stiate prendendo una libert
intollerabile nei confronti della mia autorit.
Credo che voi siate in grado di giudicare la vostra autorit
meglio di me.
Sotto la vostra consueta diplomazia, scorgo il vostro atteggiamento
sovversivo.
Credo che siate completamente nel giusto.
Sono stufo di sentirmi dare ragione. Sono tentato, quando
passeremo dal laghetto di Hatchett, a prendervi per la collottola
e gettarvi a faccia in gi nel fango. E prima che lo faccia, non
dubito che mi darete la soddisfazione di dichiararvi d'accordo
con questo mio sentimento, almeno per quanto riguarda la legittimit
del mio proposito.
Assolutamente conferm Grange.
Superato il laghetto di Hatchett, dove magnanimamente Hargood
si trattenne dal mettere in atto la sua minaccia, svoltarono
verso sud-ovest e proseguirono in direzione della spiaggia seguendo
i sentieri tra i campi. L'erba era alta e il sole si era fatto
pi caldo. Camminarono per una buona mezz'ora prima di arrivare
a un prato che digradava verso le paludi.
Parecchie centinaia di passi dopo, Grange si ferm di nuovo
per consentire al clamore che aveva nel cuore di placarsi. Un altro
mancamento, pi breve del primo, gli fece chiudere gli occhi. Si
trovavano su un leggero pendio, ed era visibile buona parte del
Solent. Si appoggi alla canna da passeggio cercando di controllare
il respiro per nascondere il proprio affanno ad Hargood, e
fiss lo sguardo sull'acqua. Su una cosa, almeno, Hargood aveva
ragione circa il messaggio che aveva comunicato a Grange a proposito
della signora Quill. Esso aveva provocato uno stato d'eccitazione
nel suo paziente, una palpitazione nel polso. Era quello,
pi della stanchezza, ad averlo costretto a fermarsi.
Hargood se ne stava inaspettatamente in silenzio accanto a lui,
le mani giunte dietro la schiena, osservando il moto della marea.
Un evento venne in aiuto di Grange, se non altro un evento in
grado di distrarre entrambi dalle bizzarrie della presente circostanza.
Da dietro un filare di olmi spunt una vecchia nave
mercantile che procedeva contro la marea avvicinandosi alla
spiaggia di Pemmington, cos da evitare il flusso della corrente
pi rapida nella parte pi profonda del canale, verso Yarmouth.
Le vele, un tempo bianche, per effetto del sole e dell'usura si
erano trasformate in un mosaico di colori giallo e crema. Si
chiese se sarebbe entrata nella bocca del fiume Lymington o se
magari avrebbe gettato l'ncora in mare aperto, trasportando il
carico lungo il fiume con l'ausilio di lance. Ma non dava segno di
ridurre la velatura, e il suo lento avanzare suggeriva una destinazione
pi lontana, Southampton o Portsmouth.
Come se avesse intuito i pensieri del collega pi giovane,
Hargood disse: Cinquant'anni fa avrebbe ormeggiato a
Lymington.
Grange annu. Com'era noto a tutti, la strada che attraversava
il fiume, costruita circa sessant'anni prima da un certo Capitano
Cross, l'aveva fatto insabbiare, e poco a poco le funzioni marittime
di quest'ultimo erano state strangolate. Solo le navi pi
leggre e le chiatte dal fondo piatto potevano sfruttare il canale
senza difficolt. Come porto Lymington era ormai obsoleto, e
cos la dipendenza dall'industria del sale, se possibile, si era
ulteriormente accresciuta.
Oltre gli olmi, la nave mercantile cambi rotta per sfruttare al
meglio la marea lungo la sponda pi vicina. In base a una stima
generale, lungo la sponda della terraferma il fondale era pi
basso ma la corrente di marea contraria era minore. Per la manovra
era necessario strambare, ed essi udirono lo scricchiolio
delle varee quando il capitano regol le vele quadre per il nuovo
bordo. Mentre guardavano, l'equipaggio si spost in avanti sul
ponte di prua e prese a far passare cime nei paranchi. Con la
forza del vento ben controbilanciata, i due fiocchi furono cazzati
sul nuovo bordo e le vele cessarono di sbattere.
Proseguiamo, signore? chiese Hargood.
Certamente.
Il sentiero li condusse verso il mare. Giunti alla costa, si fermarono
mentre due carri trainati da buoi trasportavano carbone
sul sentiero fangoso che conduceva alle saline situate oltre
Pylewell.
Un curioso cambiamento li aveva colti di sorpresa. Dalla pace
rurale erano sbucati su un tratto di costa chiuso da una fabbrica
di sale. Quando si avvicinarono, il fievole rombo delle fiamme
all'interno della fornace si fece pi forte, ed essi dovettero alzare
la voce per parlare.
Un gruppo di uomini cenciosi seguiva i carri, con il caposquadra
che marciava alla loro testa. Erano dei disgraziati con i vestiti
ridotti praticamente a stracci. Dietro di s lasciarono il terribile
olezzo dei corpi non lavati.
Grange prov un impeto di rabbia di fronte a tanta miseria.
Hargood, come per anticiparlo, disse: Sono pagati a sufficienza
per vivere del proprio lavoro. Se solo non spendessero tutto in
birra.
Il calore delle fornaci fa evaporare tutti i liquidi corporei.
Sono costretti a rimpiazzarli.
Potrebbero bere acqua, signore.
Sono spinti a bere birra dagli stessi padroni, che hanno la
concessione per la vendita. Viene detratta direttamente dai loro
salari.
Per un'unica, breve occasione, Hargood tacque.
Malgrado la sua ferma intenzione di non provocare Hargood,
Grange si sentiva infiammare dentro. Lavorano, sudano, bevono
birra che prosciuga tutti i loro soldi, e cos, per guadagnare di
pi, sono costretti a tornare di nuovo alle paludi per mandare
avanti le fabbriche di sale.  una macchina infernale. Un circolo
vizioso che col passare degli anni finisce per distruggerli senza
alcun riguardo.
L'industria  il patrimonio ereditario della nostra comunit
disse Hargood.
Questo era sicuramente vero. La produzione del sale era l'attivit
manifatturiera pi importante di Lymington fin da tempi
lontanissimi, risalenti addirittura all'epoca preromana. L'insediamento
era cresciuto con la lavorazione del sale, divenendo nel
secolo precedente una delle maggiori concentrazioni industriali
del mondo, forse la pi grande. E la quantit delle combustioni
non si era ridotta col tempo, anzi, semmai era cresciuta.
Un precedente disse Grange non  necessariamente
giusto.
Qui non si tratta di dare giudizi morali. Che cosa farebbero
questi uomini altrimenti? Sarebbero mendicanti, o peggio.
Oppure sarebbero arruolati a forza in marina.
Gli arruolatori non vengono pi a Lymington, e credo che
dipenda dal fatto che la maggioranza dei nostri uomini abili viene
distrutta dal lavoro nelle fornaci. E quelli che ne vengono rigettati
sono cos sfiniti, nel corpo come nello spirito, che non potrebbero
pi andare per mare.
Allora le fornaci hanno un altro pregio disse Hargood.
Non siamo pi afflitti dalla piaga dell'arruolamento forzato.
S, cos come chi annega ha il vantaggio di non dover pi
ospitare pulci vive sul suo corpo.
Signore annunci Hargood, da buon Tory, credo di essere
impermeabile all'ironia.
Si fermarono su una bassa collina e fissarono lo sguardo nell'imperturbabile
silenzio del mattino. Lungo la costa si estendeva
il grande insediamento industriale. Le saline erano costruite su
terreno pianeggiante, diviso in bacini poco profondi di circa due
metri quadrati, separati da bassi banchi di sabbia alti pochi centimetri.
L'acqua veniva raccolta per mezzo di grandi cucchiaie di
legno dalle pozze in cui rimaneva intrappolata durante l'alta
marea, e quindi riversata in questi bacini poco profondi. Qui
poteva evaporare al calore del sole. Sparsi per gli stabilimenti
vi erano mulini a vento alti poco meno di quattro metri che
pompavano in continuazione l'acqua in varie serie di recipienti.
Quando, in sguito all'evaporazione, l'acqua di mare aveva raggiunto
una concentrazione salina elevata, veniva pompata in
grandi cisterne dalle quali scorreva direttamente nelle caldaie.
Hargood descrisse con il braccio un arco che includeva il
litorale, il canale del Solent e le nuvole di vapore che salivano
in cielo dalla costa. Questa  la nostra comunit. Chi vi si 
stabilito accetta il modo in cui funziona, cos come accettiamo il
funzionamento del sole e delle maree.
Credo che siate un vero Dottor Pangloss, signore comment
Grange. Tutto vi sta bene.
E voi, dal canto vostro, siete come l'autore del Dottor Pangloss,
signore: freddo, razionale ed irrispettoso delle tradizioni.
Le caldaie erano edifici di mattoni dalle pareti basse, sormontati
da un ampio tetto di tegole che arrivava fino a meno di un
metro dal suolo. Sotto i tetti inclinati c'erano i recipienti sospesi
contenenti l'acqua. Al di sotto di questi, le fornaci, sempre accese,
giorno e notte.
Ogni fornace  un generatore di malattie disse Grange, fatto
apposta per causare colpi di freddo, raffreddori, polmoniti.
Non vi  attivit su questa terra che non comporti rischi.
Persino l'amore, signore, ha le sue infezioni veneree.
Da dove si trovavano potevano vedere le nubi di vapore che
riempivano la caldaia pi vicina. Di tanto in tanto, figure con i
vestiti fradici di sudore uscivano all'aria aperta per rinfrescarsi ed
evitare di svenire, quindi rientravano. Altri portavano nuova
acqua salmastra dalle pozze esterne nelle caldaie torride e la
versavano nelle grandi vasche per la bollitura. Un terzo gruppo
di operai, forse i pi disgraziati, portava carbone dai cumuli
situati a fianco degli edifici e lo gettava nella fiamma viva con
pale dal lungo manico.
La bollitura dell'acqua salmastra era solo il processo finale
della produzione del sale. Il grosso dell'acqua evaporava prima,
nei bacini, grazie all'azione del sole. Ci limitava la stagione
lavorativa vera e propria a circa quattro mesi, in piena estate.
Durante quel periodo l'industria lavorava a pieno ritmo, giorno e
notte, ogni giorno della settimana, senza tregua.
Ormai, dopo un'intera stagione di combustioni, le strade circostanti
erano nere di cenere. Facendo una sosta lungo il cammino
verso Oxey da dove avrebbe contemplato il mare, Grange
pos lo sguardo sui sentieri ricoperti di cenere e scorie di carbone.
Siamo a fine stagione. Ora che solo tre fabbriche proseguono
l'attivit, se non altro la maggior parte degli operai avr un
po' di riposo.
Lo vedete, mio caro Silas? comment Hargood con evidente
soddisfazione. Alla fine, la natura si regola da s.
...
15.

Credo che voi facciate del bene. Hargood raccolse i propri
pensieri prima di concludere la frase. Ma in modo oscuro.
Grange rise pacatamente. Camminando con il collega pi
anziano sul fianco di una collina provava una strana sensazione.
Accanto a lui Hargood avanzava a testa bassa, forse riflettendo
su come attaccare di nuovo Grange.
Per anticiparlo, o forse per sviarlo, Grange chiese: Quanto 
oscura, dunque, la mia oscurit?
Fatemi pensare. Hargood si concentr per ampliare la
metafora. La vostra oscurit non  l'oscurit del malintenzionato.
 piuttosto l'oscurit di chi cela le proprie intenzioni.
Dunque, se la mia interpretazione  corretta, vi infastidisce
che le mie intenzioni non siano palesi?
Come vostro medico e consigliere, signore, credo di avere il
diritto di sentirmi infastidito.
Cos come io ho il diritto di mantenere il riserbo sulle mie
intenzioni?
Se il miglior modo per difendersi da Hargood era partire
all'attacco, in quel momento appariva insensibile a ogni distrazione.
Lo stato in cui vi trovate interessa la mente tanto quanto
il corpo. Eppure voi tenete la vostra mente ben nascosta. Vi dico
solo questo, signore, che se voi aveste una gamba malata, mi
permettereste di esaminarla.
Ma come voi stesso avete detto, non  la mia gamba che
vorreste esaminare. Sono i miei pensieri. Non riesco a capire
come potrei esporre la mia mente alla vostra vista. In fondo, io
stesso non posso essere del tutto certo del suo contenuto.
Per l'appunto ribatt Hargood. Il funzionamento della
nostra mente  un mistero anche per noi stessi.
Voi filosofeggiate.
Proprio per la loro natura, i pensieri di un uomo sono parte
integrante di ci che egli . Questo illustra il punto alla perfezione.
Egli non pu percepirli pi di quanto l'occhio veda se
stesso. Sta agli altri considerarli con obiettivit.
Per esempio voi.
Per esempio io.
Grange sorrise fra s di fronte alla caparbiet di Hargood.
Allora, dal momento che siete cos pratico, vi prego di procedere
a esaminarmi la mente.
Vinta la prima ripresa, Hargood si cur di muoversi con
cautela per consolidare il suo vantaggio. Vi sono ancora molte
cose che non comprendiamo. Con ogni giorno che passa, la
vostra condizione fisica migliora, malgrado seguiate una dieta
povera. Tuttavia, in quanto alla vera causa del vostro stato, c'
ancora molto che tenete dentro di voi.
Qual , secondo voi, la vera causa del mio stato?
Ebbene, signore, credo che voi lo sappiate meglio di me. La
vera causa del vostro stato  una certa signora del cui coinvolgimento
in questa faccenda non parlate, e il cui nome, quando ve
lo nomino, ignorate a bella posta.
Se taccio della signora Quill,  solo perch  assente.
Assente con il corpo, forse. Ma presente nei vostri pensieri.
E anche nei vostri? insinu Grange.
Certamente. E ho la temerariet di affermare, per di pi, che
 di lei che dovremmo discutere, se vogliamo cominciare a esaminare
il contenuto della vostra mente.
Camminarono in silenzio per parecchi secondi. Poi Grange
disse: Allora cominciamo.
Prima credevo che voi foste innocente, Silas, ma ora non la
penso pi cos. Credo che siate ancor pi pericoloso... Hargood
si interruppe, come se cercasse le parole. Credo che voi siate
puro.
Grange rimase in silenzio per diversi secondi, riflettendo
sull'accusa.
Potreste spiegarmi che cosa intendete per "puro"?
 una strana parola, ne convengo. Cercher di approfondire
il concetto. Grange osserv il suo incedere deciso, con la testa
protesa in avanti. Hargood alz gli occhi, come se si rivolgesse a
un pubblico immaginario. Per esempio,  possibile usare l'aggettivo
"puro" senza contraddizione nell'espressione "male puro"...
bench a questo punto dovrei forse aggiungere che a mio giudizio
voi siete in larga misura benevolo, anche se non del tutto.
Questo mi conforta. Ma continuate la vostra spiegazione...
In quanto fedele della Chiesa d'Inghilterra prosegu Hargood,
non considero il Papa innocente, ma sono disposto ad
ammettere che possa essere puro.
Mi state incuriosendo, Hargood.
Davvero?
Giacch avete sollevato la questione della purezza, vi prego
di estendere la metafora.
Ma certo, signore. "Purezza"  un'espressione che mi comunica
un senso di totalit, quello che i greci chiamavano "integrit".
In termini pratici, credo che significhi vivere secondo i propri
lumi, accettandone le conseguenze.
Ci che dite  interessante.
Hargood parve riflettere. Dal mio punto di vista, Celia Quill
, a suo modo, ugualmente pura.
La menzione di quel nome parve creare un'atmosfera pesante
tra di loro, ma Grange voleva evitare uno scontro diretto. Vi
prego, continuate.
La differenza tra innocenza e purezza sembra essere particolarmente
evidenziata dall'esperienza.
Da che genere di esperienza?
 l'effetto dell'esperienza, diciamo.
Questo non mi aiuta a capirvi meglio.
Siamo uomini di mondo, signore. Intendo, per esempio,
l'esperienza della carne. Si pu perdere la propria innocenza -
qualsiasi cosa significhi "innocenza" - attraverso l'esperienza sessuale,
ma in tale processo si pu anche diventare pi puri, vale a
dire, essere se stessi in modo pi puro.
Le vostre sono riflessioni interessanti. Dal momento che io -
a vostro giudizio - sono pericolosamente puro, voi come vi
descrivereste?
Benevolmente impuro, senza dubbio disse Hargood con
un certo orgoglio. Ma siete riuscito a sviarmi dal mio intento,
che  quello di chiamarvi in giudizio per la vostra purezza.
Erano giunti a un promontorio che dava sul Solent, e quella
vista improvvisa provoc a un'interruzione del processo intentato
da Hargood sulla base della nozione di purezza. Fermi sulla
cresta di una collina, osservarono il terreno lasciato scoperto
dalla bassa marea lungo le rive del Solent. Verso Hurst Castle,
il cielo all'orizzonte era intersecato dalle sottili colonne verticali
di fumo provenienti dalle fornaci ancora in funzione, pietosi e
pazienti segni dello sforzo umano. A Grange parevano i pochi
radi capelli sulla volta calva della Terra.
Si fermarono quasi di comune accordo a osservare dei terrapieni
e diversi laghetti artificiali. Accanto alle fabbriche vi sono
i bacini di deposito della salsedine ottenuta dall'acqua di mare
fatta evaporare al sole disse Grange.
Davvero? Hargood sospettava che volesse di nuovo sviare
il discorso.
Ho saputo continu Grange, che in questi bacini  presente
un organismo, il gamberetto salmastro di Lymington. E
l'unico animale in grado di vivere in una simile concentrazione
salina. Se ben ricordo, fu scoperto da un medico, il dottor Wadey,
qualche anno or sono.
State mettendo alla prova le mie conoscenze, signore. Non
ho capito per se intendiate interrogarmi sul dottor Watley o
sull'animale in questione. O state facendo semplicemente una
considerazione?
La considerazione che sto cercando di fare  che un ambiente
puro per alcuni pu essere velenoso per altri.
Queste disquisizioni, interessanti di per s, mi sembrano
tuttavia prive di qualsiasi utilit immediata.
Forse la signora Quill, anch'essa da voi definita "pericolosamente
pura", viveva in un ambiente che altri non avrebbero
trovato congeniale, ma nel quale si sentiva libera.
Un'idea interessante. Vi sono, credo, esseri esotici che vivono
in condizioni particolari. E con ci?
Il gamberetto di Lymington ha un'altra caratteristica. I fabbricanti
di sale, mi  stato riferito, sono convinti che l'organismo
purifichi i bacini di salsedine. Lo diffondono da una pozza all'altra
in modo che produca i suoi benefici effetti.
E come li purifica?
Mangia le alghe, dicono. Di conseguenza, il sale ottenuto
dopo la bollitura  pi puro.
Mio caro Silas, la prossima volta che metter una presa di
sale raffinato nella zuppa, benedir il gamberetto per questo. Ma
non lasciamoci trasportare dai risultati ottenuti dal vostro animale.
Basta che nomini la purezza, e voi subito mi impartite una
lezione sul gamberetto di Lymington. Credo, signore, che sia
bene riportare la conversazione nel suo alveo.
Per una sorta di tacito accordo, per, per parecchi minuti
rinunciarono a proseguire il discorso sulla signora Quill e gettarono
lo sguardo oltre le paludi, verso Hurst Castle, sui due fari,
uno basso e uno alto, che guidavano le navi nel canale profondo
situato tra le secche.
Purezza ramment Grange a Hargood. Parlavate di
purezza.
Ma Hargood pensava di aver fatto sufficienti progressi, quel
giorno, e di non dover sfidare la sorte, cos era propenso al
silenzio. Percorsero l'ultimo tratto fino a casa di Hargood senza
dirsi molto di pi. Hargood invit Grange a prendere un t
prima di rincasare. Dopo che l'ebbero bevuto, Hargood offr
all'ospite la sua carrozza per il ritorno, ma Grange volle a tutti
i costi andare a piedi. Agli occhi di Hargood, almeno, il collega
pi giovane appariva tranquillo, bench un po' pensieroso e sulle
sue. Si accomiatarono sulla porta, e Grange si avvi lungo il
tragitto di due miglia che l'avrebbe portato a casa.
...
16.

Bussando alla porta della casa di Grange il mattino seguente,
Hargood rest di stucco quando il chiavistello venne tirato e la
signora Thompson apparve di colpo sulla soglia come un angelo
furioso:  svenuto, signore.
Hargood era stato colto alla sprovvista. Quelle parole suonavano
come un'accusa.
Quando?
Dopo la vostra passeggiata di ieri.
E adesso? chiese Hargood.
Adesso ha la febbre.
Lasciate che lo veda.
Dovette quasi farsi strada a forza per scavalcare la signora
Thompson, la quale acconsent con riluttanza, come se fosse
lui il responsabile della ricaduta occorsa al suo padrone, e come
minimo gli si dovesse impedire di fare altri danni. Per un attimo
nel vestibolo si fronteggiarono come testimoni ostili, finch la
signora Thompson indietreggi e Hargood gett la giubba sul
corrimano. Sal le scale facendo scivolare la sua manona sulla
ringhiera e scrutando nella penombra del pianerottolo sopra di
lui, quasi volesse mandare il suo presentimento in avanscoperta.
La signora Thompson si affrett alle sue spalle, e mentre
salivano cominci a raccontare. Quando ieri  tornato dalla
passeggiata sembrava turbato. Non ha cenato, e l'ho sentito percorrere
il piano di sopra. Dopo un po' ho udito il rumore del suo
corpo che crollava a peso morto sull'assito. Quando l'ho raggiunto
era sdraiato per terra, sudato e in preda alla febbre. Non ce la
facevo a sollevarlo abbastanza per rimetterlo in piedi, ma sono
riuscita a portarlo fino al letto.
Sul pianerottolo, Hargood si ferm, quindi apr la porta ed
entr nella camera da letto. La tenda era stata tirata per schermare
la forte luce. Una brezza leggera filtrava dalla finestra a
ghigliottina aperta a met. Nell'angolo pi lontano, Grange giaceva
nel suo letto, respirando piano, apparentemente immerso in
un sonno tranquillo.
Hargood gli appoggi una mano sulla fronte e gli sent il
polso. Poi si gir verso la signora Thompson. La febbre 
scesa.
Ha passato una notte agitata disse la signora Thompson.
Mi chiamava.
Si  svegliato?
Per breve tempo, signore. Poi sembrava esausto e si  riaddormentato.
E da allora non si  pi risvegliato.
Hargood abbass lo sguardo sul volto bianco e luccicante di
sudore. Portatemi un panno freddo e umido.
La signora Thompson and alla credenza, immerse un panno
nella brocca dell'acqua e torn. Hargood avvicin una sedia, si
sedette, si chin in avanti e pos il panno freddo sul viso di
Grange. Quasi all'istante il paziente inspir bruscamente, e apr
gli occhi.
Lo sguardo di Grange parve vacillare, ma poi mise a fuoco.
Hargood?
Silas, mio caro. Ho saputo che siete crollato a terra.
Grange pass in rassegna la stanza, fermandosi sulla signora
Thompson che sorrideva alle spalle di Hargood. Poi richiuse gli
occhi, come per raccogliere le forze. Deglut. Sono svenuto.
La signora Thompson vi ha trovato steso sul pavimento in
preda alla febbre.  stato un bene che vi abbia sentito cadere.
Avreste potuto rimanere l per terra per parecchio tempo.
Grange deglut di nuovo. Il pomo d'Adamo batteva compulsivamente
sul collo non rasato.
Silas, mio caro. Credo che qualcosa nella nostra discussione
di ieri vi abbia agitato. Non vi tormenter oltre in proposito. Ora
riposate. Stasera torner a visitarvi. Nel frattempo vi lascio in
buone mani.
Stava gi per alzarsi e andarsene quando la mano fredda e
ferma del paziente gli afferr il polso. Pareva un gesto accidentale,
ma poi la stretta si fece pi intensa, come se volesse trasmettere
un messaggio. Hargood non aveva mai sperimentato
una forza cos gelida e violenta. Hargood, vi prego, non nascondetemi
le notizie in vostro possesso.
Silas, se l'argomento vi scatena una reazione cos profonda,
credo che dovremmo evitare di trattarlo finch...
Non sono le discussioni sulla signora Quill la ragione del
mio sgomento, ma il fatto che mi vengano nascoste notizie che la
riguardano.
La stretta si attenu, come se la forza del paziente si fosse
esaurita nell'intensit delle sue parole.
Hargood ritrasse il polso indolenzito e lo massaggi con aria
pensosa con l'altra mano. Fece un breve cenno alla signora
Thompson e disse: Verr da voi stasera, dopo che avr terminato
le visite.
Ma Grange aveva gi chiuso gli occhi. Cominci a respirare in
modo profondo e sommesso, come se provasse un grande
sollievo.
Hargood si alz e rimase fermo in piedi di fronte allo sguardo
indagatore della signora Thompson. Lei gli sorrise, come se simpatizzasse
con lui dopo averlo visto smarrire la padronanza di s,
anche se forse era soddisfatta, ora che Hargood era stato castigato
a dovere dalla piega presa dagli eventi.
Quando fu il momento lo segu gi per le scale, lo aiut a
infilarsi la giubba e osserv la partenza della sua carrozza con
aria meditabonda e distaccata.
...
17.

Quella sera, quando giunse in visita, Hargood trov Grange
seduto sulla sedia accanto alla finestra a guardare la luce sul
Solent. Gli si sedette accanto. Per un po' nessuno apr bocca.
Alla fine Hargood chiese: Desiderate che vi parli della signora
Quill?
Grange non si mosse. Aveva lo sguardo puntato oltre gli
acquitrini, verso la luce che si spegneva, l dove l'azzurro sfumava
nel nero.
Hargood riprese: Qualche giorno fa mi ha scritto la mia
amante. Un'amica di Chiswick le ha riferito che presso la sua
pensione era alloggiata una donna, della quale sapeva soltanto
che proveniva da Lymington. L'aveva appreso perch il mozzo di
stalla, mentre portava i bagagli della viaggiatrice nell'atrio della
pensione, aveva nominato il punto d'imbarco. Era un'osservazione
del tutto casuale, se si eccettua il fatto che l'amica l'ha descritta
come una donna di una certa presenza, aggiungendo che
sembrava fuori posto in quel luogo.
Hargood attese un segno di reazione, ma Grange non si mosse,
lo sguardo fisso sulle acque immobili. Hargood continu:
Ho scritto alla mia amante chiedendole di indagare sulla faccenda,
nella speranza che riesca a raccogliere qualche altra informazione.
Ha cercato di saperne di pi, ma sembra che la
donna abbia lasciato la pensione senza fornire alcun recapito.
Non ha neppure detto il suo nome, limitandosi a pagare l'affitto
della camera direttamente in contanti. Questo particolare, e la
circostanza che non fosse accompagnata, ha fatto s che venisse
notata. Deglut faticosamente. La mia amante dice che non ha
lasciato tracce.
Pareva un finale singolarmente povero. Forse Hargood provava
un particolare senso di colpa per aver nascosto un'informazione
cos poco utile. Fece un respiro profondo e continu: Vi
riferir un'altra cosa che mi inquieta e che avevo deciso di tenere
per me finch non foste stato in grado di ascoltarla. Hargood
fece una pausa per ricomporsi. Sono consapevole di non aver
mai incontrato una donna altrettanto formidabile. In un'occasione
soltanto la vidi alterata. Accadde durante l'ultima visita che le
feci, prima che lasciasse Lymington, quando le parlai per la
prima volta degli articoli sul suo passato pubblicati dal Courier
di Londra. Vi ho gi detto che non mostr alcun segno d'ira o di
paura, ma mi guard con un distacco e una baldanza che mi
misero a disagio. Ora per ho qualcos'altro da aggiungere.
Terminata la nostra conversazione, ci eravamo avviati insieme verso
la porta di casa. Di colpo, in modo del tutto inaspettato, mi ha
chiesto: "Il dottor Grange come sta?"
Le riferii che eravate malato, che avevate rischiato di morire.
In quel momento la vidi irrigidirsi. Non cercher di descrivervi la
sua espressione, poich non mut. Se vi dico che non si mosse, 
perch non trovo le parole per descrivere un'assenza di reazione
che mi colp cos tanto, si potrebbe dire in modo cos "attivo".
Hargood s'interruppe, sembr di nuovo raccogliere le forze, e
poi riprese: A un'altra donna avrei teso la mano e offerto il mio
sostegno, ma la sua calma esteriore era tale che la mia compassione
ne fu raggelata. Per parecchi secondi restammo immobili
entrambi. Poi il momento pass, e lei si volt dall'altra parte. Vi
ho nascosto questo fatto, e forse l'ho nascosto anche a me stesso,
credendo di agire per il vostro bene; ma negli ultimi tempi sono
diventato guardingo nei confronti delle cose che faccio per amore
degli altri. Tir un sospiro. Sono i dettagli che ci perseguitano,
questi dettagli che uno serba dentro.
Guard il volto immobile di Grange.
Me ne uscii, e lei chiuse la porta. C'erano gabbiani che
volavano tutt'intorno alla casa nel sole del tardo pomeriggio,
lasciandosi trasportare dalle correnti e bisticciando. Di solito
amo i loro schiamazzi: hanno voci dolci come quelle dei bambini.
Ma in quel momento mi trovavo anch'io in preda ad un tumulto.
Quando alzai gli occhi al cielo, fra i gridi e i battiti d'ala udii un
suono simile a un urlo di rabbia, o di frustrazione, o forse persino
di disperazione. Per un istante mi chiesi se provenisse dall'interno
della casa. Non ne ero sicuro, i miei pensieri erano
assorti nel volo dei gabbiani. La mia agitazione era tale che
pensai addirittura d'essermelo immaginato. Da allora porto quell'urlo
dentro di me. Hargood fece una pausa. Col passare del
tempo mi sono convinto che provenisse dalla signora Quill.
Osserv il suo paziente di fronte a lui. Grange si agitava sulla
sedia e pareva sul punto di parlare, ma dopo un po' si rilass.
Qualsiasi pensiero intendesse esprimere, sembr volerlo tenere
per s. Davanti a quella silenziosa rassegnazione, Hargood si
alz, fece un muto cenno di saluto al collega e se ne and
frettolosamente.
La sera successiva Hargood torn a casa di Grange a offrire
compagnia, o se non altro una presenza complice alla solitaria
veglia del suo paziente. Aveva ricevuto un'altra lettera da Londra.
Durante la vostra convalescenza, la mia amante ha continuato
a scrivermi della signora Quill, della reputazione che si era fatta
a Londra, e ogni tanto mi fornisce sporadiche informazioni.
Non si aspettava risposta da Grange, ormai proseguiva il discorso
per abitudine. Vi dir ci che penso del suo passato e quello che
sono riuscito a ricostruire alla meno peggio sulla base delle lettere
che ho ricevuto. Credo che in giovane et la signora Quill avesse
un amante, e che abbia avuto una figlia da lui, che voi conoscete
come Jane. Non so se quel gentiluomo le avesse promesso di
sposarla, o se l'abbia abbandonata, o se per un oscuro senso di
orgoglio lei decise di andare da sola per la sua strada.
Hargood fece una pausa. Ma quale poteva essere la sua
strada, mi chiedo, in un mondo in cui la donna ha un ruolo di
secondo piano? Chi conosce i labirinti del cuore? Forse esplorare
gli istinti pi profondi dell'uomo faceva parte della sua vendetta.
Qualunque fosse la ragione, credo che gestisse un bordello.
Sembra che, rispetto ad altri bordelli, fosse diretto con una certa
efficienza e persino con grazia. Cos si guadagnava da vivere. E
cos avrebbe potuto continuare. La sua attivit venne alla luce a
causa della relazione della figlia con un giovane. Quando fu
respinto dalla signora Quill perch ritenuto inadatto, questi volle
vendicarsi denunciandola pubblicamente e facendo scoppiare
uno scandalo.
La mia amante ha le sue teorie. Si  appassionata a questa
faccenda, e ora vuole saperne di pi. A poco a poco ha preso a
simpatizzare per la signora Quill. Dice che forse la signora Quill
cercava in qualche modo di distogliere le attenzioni dei giovani
dalla figlia, indirizzandoli verso altre donne. Forse temeva che
andasse incontro allo stesso destino che era toccato a lei: una
relazione sentimentale con una conseguenza indesiderata. Non
possiamo saperlo, e ammetto che, se procediamo a un esame
delle ragioni in una faccenda cos intricata, tutte queste riflessioni
divengono altrettanto nebulose. Sono convinto che i resoconti
che leggiamo sui bollettini non ci attraggono perch raccontano
la verit, bens perch la semplificano, perch traspongono i fatti
in forma di racconti accettabili. E a me pare che in questa faccenda
pi ricerchiamo la verit, meno sappiamo...
La sua disquisizione fu interrotta da un sussulto delle spalle
di Grange, poco pi di una contrazione involontaria, come se
stesse semplicemente scacciando una mosca. Questo segno di
impazienza, per quanto lieve, fece perdere il filo ad Hargood, il
quale concluse il discorso aggiungendo: Questo  tutto ci che
avevo da riferirvi.
Scrut Grange alla ricerca di altre reazioni. Non scorgendone
alcuna, fu incline a credere che, invece di ribattere, Grange
avrebbe mantenuto il suo atteggiamento abituale, serbando il
silenzio.
Hargood aveva la sensazione che il collega pi giovane stesse
cercando di raccogliere le proprie forze, trattenendole dentro di
s. Eppure, allo stesso tempo, qualcosa del discorso di Hargood
sembrava aver acceso una fiammella in lui. Un movimento delle
guance sugger che avrebbe parlato.
Malgrado la sua apatia, Grange disse infatti: Hargood, perch
temiamo tanto le donne?
La frase era stata pronunciata con voce monotona, come se
Grange parlasse fra s. Nondimeno, Hargood fu colto piuttosto
di sorpresa e rimase senza parole per alcuni secondi prima di
replicare. Dopo che il temporaneo annebbiamento dovuto allo
stupore si fu dissolto, rispose: Non lo so di preciso, ma c' del
vero nella vostra osservazione.
Si accorse che Grange stava facendo uno sforzo per continuare,
che i muscoli delle guance si stavano contraendo di nuovo. Forse
la paura che proviamo nei loro confronti dipende dalla paura di
noi stessi, di mostrarci per quello che siamo...  uno di quei
terribili luoghi comuni che attribuiamo alle donne: ci aspettiamo
che ci disprezzino se diamo mostra delle nostre emozioni...
Silas, amico mio...
Forse alla signora Quill abbiamo attribuito uno di quei luoghi
comuni... Ci siamo persuasi che dentro una gran signora si
nascondesse una puttana. Tuttavia, io comincio a intravedere la
possibilit che sia vero il contrario... che dentro la nostra puttana
si celi una gran signora...
Silas... Hargood era preoccupato per la natura febbrile
dell'eccitazione del paziente. Cos sia. Pos una mano sulla
spalla del collega. Fatevi una ragione del vostro passato nel
modo che preferite.
Forse per effetto delle parole tranquillizzanti di Hargood, o
semplicemente perch lo sfogo aveva consumato le sue energie,
la tensione in Grange parve allentarsi. Il suo corpo si rilass. Nel
prosieguo della serata divenne sempre meno comunicativo; lo
sforzo l'aveva ridotto allo stremo. Di tanto in tanto Hargood
gli parlava d'altro, del calore infernale del sole estivo, guardandosi
bene dall'affrontare argomenti medici, a parte una lamentela
generica per il diffondersi di eruzioni cutanee accompagnate da
febbre a Baddelsey. Ne parl come se fosse una questione d'interesse
pi o meno pari all'altro argomento principe degli inglesi:
il tempo atmosferico.
Quando nella stanza scese il silenzio, Hargood usc dalla casa
e, assorto in cupi pensieri, mont in carrozza prima che svanisse
l'ultima luce della sera.
...
18.

Caro Leman,
di recente sono stato testimone della tremenda potenza del
desiderio che abita i recessi pi oscuri della nostra anima.
Il mio paziente, sulla cui guarigione ero ottimista, poco dopo
essere tornato da una delle sue consuete passeggiate  crollato
svenuto sul pavimento di casa. Avevamo concluso da poco il nostro
giro in campagna, e quando l'avevo lasciato mi sembrava di buon
umore. Durante quella passeggiata avevo accennato al fatto che ero
in possesso di nuove informazioni sul conto della signora Quill,
sperando in tal modo di ottenere una reazione da parte sua. In
apparenza, la nostra era una discussione scherzosa, signore. Eppure,
al di sotto delle vivaci punzecchiature, egli pativa le sofferenze
di un'emozione inesprimibile.
Se avessi pronunciato le mie occasionali battute di spirito in uno
stato d'animo diverso dall'innocenza e da un certo gaio riguardo,
sentirei le fitte di un rimorso ancor pi grande di quello che provo.
Ma vi  poca virt nella disperazione a posteriori, se non per il fatto
che pu aiutarci nel nostro cammino futuro. Dovremmo cercare di
trarre insegnamento dal dolore che abbiamo inflitto, anche se l'abbiamo
provocato involontariamente.
Sono convinto che ora il mio collega stia meglio e che nel giro di
pochi giorni si sar ristabilito. Eppure  riuscito a turbarmi,
mostrandomi la variet e la particolarit dei livelli a cui viviamo la
nostra esistenza, e dei quali sappiamo davvero pochissimo. Se la
mia discussione con lui fosse stata condotta in forma di esperimento,
potremmo convenire che essa era andata a toccare, sotto la
superficie dell'attivit quotidiana e delle normali consuetudini,
una sensibilit pi nascosta e forse pi profonda di quella che
avevamo immaginato in precedenza.
Il suo angelo custode, la signora Thompson, i cui istinti sono
risoluti e sicuri, mi si  parata di fronte sulla porta di casa sua
dandomi notizia del suo collasso, come se intuisse che ne ero in
qualche misura responsabile. Con me  sempre stata collaborativa,
e credo sia ben disposta nei miei confronti; ma quando le cose
sfociano in una crisi, si percepisce la comparsa del suo fiero istinto
di protezione. Con la testa pu anche appoggiare i miei tentativi di
cura, ma il suo cuore  con il padrone. Le ho chiesto di vedere il
paziente, e nell'ingresso vi  stato un momento in cui ci siamo
guardati come bestie feroci che si incontrano all'improvviso su un
sentiero. Non intendeva impedirmi di vederlo, ma quel breve confronto
era come un mnito. Stava mettendo alla prova il mio
coraggio. In circostanze normali, a una domestica avrei chiesto
gentilmente di lasciare la stanza mentre visitavo il paziente, ma
la signora Thompson si  accordata il diritto di presenziare in simili
occasioni: un diritto, credo, che si  guadagnata sul campo assistendolo
durante la prima e pi grave crisi.
Quando, durante il mio discorso, ho cercato affabilmente di
dargli un po' di conforto sotto forma di parole gentili e di ammonizioni,
egli ha allungato la mano e mi ha cinto il polso, pregandomi
di non nascondergli pi informazioni riguardanti la signora
Quill. Nella forza della sua stretta ho percepito l'intensit di quelle
emozioni sotterranee. Spero di non essere troppo sbiancato in volto
per il dolore, giacch quel gesto, durato pochi secondi, mi ha privato
di buona parte del mio equilibrio, dandomi da pensare sul mio
affrancamento dai miei stessi peccati.
Tali peccati sono pi gravi di quanto possiate credere o comprendere
d'acchito. A ogni incidente, infatti, mi trovo costretto ad
affrontare un nuovo esame di coscienza.
Nel frattempo si  verificato un nuovo incidente, le cui ripercussioni
si fanno sentire nella nostra esistenza, e che a sua volta
getta un po' di luce sui nostri rapporti.
Questa breve lettera, un'annotazione importante nella nostra
corrispondenza, vi  stata scritta di fretta, in un intervallo tra un
dovere e l'altro.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
19.

Hargood gli camminava accanto, mesto e con la schiena rigida.
Era trascorsa ormai un'intera settimana dall'incidente, e Grange
aveva fatto del suo meglio per riprendere il suo programma di
passeggiate. Era per costretto a riposare pi spesso, sebbene
Hargood, almeno per il momento, avesse sospeso i salassi ai quali
l'aveva sottoposto con regolarit fino ad allora. Questo era senza
dubbio uno dei lati positivi del suo attuale stato di debolezza.
Grange sospettava infatti che gli svenimenti fossero legati ai
salassi. Bench l'ultimo attacco di febbre l'avesse ulteriormente
debilitato, adesso era meno soggetto ai mancamenti e, con sua
soddisfazione, era convinto di aver individuato un nesso fra le
due cose.
Hargood, camminandogli a fianco, disse: Parte della nostra
incertezza  dovuta al fatto che non sappiamo quanto, di ogni
malattia, risieda nella mente.
Grange trattenne un colpo di tosse, insieme con le parole di
aperta disapprovazione che forse si sentiva dentro.
Avete mai sentito parlare del dottor Anton Mesmer? chiese
Hargood.
Grange ebbe un tentennamento. Il francese?
Vive a Parigi, ma  di origine austriaca, credo.
Grange era cauto. Mi sembra di aver letto qualcosa a proposito
di un'indagine svolta sulle sue pratiche.
Qualche anno fa mi recai a Parigi, prima dei disordini, per
trovare un terreno comune di ricerca con i nostri colleghi. Le
autorit francesi allora avevano gi disposto l'indagine sulle asserzioni
e sulle attivit di monsieur Mesmer alla quale vi riferite. I
miei colleghi francesi mi informarono che nella sola Parigi contava
parecchie migliaia di seguaci.
Grange annu. Camminarono per qualche istante in silenzio.
Avete citato il suo nome con uno scopo preciso?
Siete al corrente delle sue teorie e delle sue previsioni?
chiese Hargood.
Se non vado errato concesse Grange con cautela, egli 
convinto di possedere un potere curativo, che chiama "magnetismo
animale".
Siete bene informato, mio caro Silas. Ma dovremmo tenere
separato l'uomo dal suo influsso. Lo stesso Mesmer sosteneva di
essere solo un veicolo per le forze naturali. Sotto molti aspetti il
suo modo di agire era simile a quello degli sciamani e dei guaritori
di campagna. La commissione che indag sulle sue asserzioni
e sulle sue pratiche accert che si erano verificate effettivamente
alcune guarigioni straordinarie, bench tendesse a diffidare delle
spiegazioni fornite da Mesmer stesso. Secondo il signor Benjamin
Franklin, per esempio, uno degli uomini illustri che facevano
parte della commissione, molte delle guarigioni, per quanto autentiche,
erano dovute all'"immaginazione" dei pazienti.
Voi siete d'accordo con il signor Franklin?
Io avevo semplicemente il compito di riassumere al Reale
Collegio dei Medici le conclusioni dell'indagine svolta dalle autorit
francesi, senza aggiungere altro.
Hargood, voi riuscite sempre a stupirmi.
Nello svolgere i miei doveri d'ufficio per conto del Collegio
non fui altro che un umile messaggero. Ma non facciamoci distrarre
dal piccolo ruolo che ebbi in questa vicenda. Sebbene le
spiegazioni di monsieur Mesmer circa i suoi poteri apparissero
inadeguate a descrivere i suoi successi con certi pazienti isterici,
esistevano altre spiegazioni.
Altre spiegazioni?
Scoprii che alcuni suoi seguaci avevano opinioni diverse. Il
marchese de Puysegur, per esempio,  del parere che la vera
spiegazione delle guarigioni operate da Mesmer consista in certe
propriet sconosciute della mente.
Dunque concorda con il signor Franklin: sarebbe tutto dovuto
all'immaginazione?
Credo che il marchese sia pi sistematico. Egli ha proposto
una spiegazione alternativa. La sua ipotesi comporta la presenza
di una seconda mente, situata sotto la prima.
Grange sent una vampata d'interesse, un singolare mutamento
degli equilibri dentro di s, come se all'orizzonte intravedesse
una nuova prospettiva. Camminavano sulla cima di un basso
colle coperto di ginestre spinose.
Questa seconda mente che il marchese teorizza ... accessibile?
disse Grange.
No, non  facilmente accessibile. Cos almeno afferma.
Secondo la sua teoria, questa seconda mente non solo esiste, ma 
nascosta alla prima, bench la sua presenza possa essere dedotta.
Solo facendo entrare il paziente in trance  possibile stabilire una
comunicazione con essa.
Hargood, non credevo che foste vulnerabile a queste
mode.
Non lo sono, signore.
Tuttavia non avrete sollevato questo argomento senza una
ragione.
Di molte cose si pu discutere con profitto senza che siano
sostenute dal nostro convincimento.
Grange sent di nuovo crescere la curiosit dentro di s. Credete
forse che dovrei sottopormi a... a una di quelle trance?
No, non lo credo.
I pensieri di Grange furono attraversati da un breve smarrimento,
simile all'ombra di una nuvola. Era deciso a tenere a
freno la curiosit. Nell'improvvisa pletora di domande che sembravano
sollevarsi, scelse invece di incalzare Hargood sull'argomento
che quello aveva introdotto. Dunque a quale scopo
avete citato Mesmer?
Non ho altro scopo se non quello di portare alla vostra
attenzione un argomento medico di comune interesse. Un principio,
in realt.
Quale principio?
Il principio secondo il quale vi  una seconda mente situata
sotto la prima, come ipotizzato dal marchese de Puysegur.
Nientemeno.
 una prospettiva interessante, non trovate? Il concetto di
una mente nascosta...
Credo di s disse Grange senza sbilanciarsi.
Hargood continuava a camminare. Mi limito a esporre una
posizione che pu servire da punto di partenza.
Per arrivare dove?
Ma prima di porre questa domanda, Grange sapeva gi a cosa
si riferiva Hargood: l'argomento attraversava come un'ombra la
loro discussione. Avevano raggiunto il laghetto di Hatchett e si
erano fermati sulla bassa sponda. Diverse gallinelle d'acqua,
disturbate dalla loro presenza, svolazzarono via verso la sponda
opposta del lago, imbiancandone la superficie nera con le scie
delle zampe.
L'acqua si calm gradualmente fino a tornare immobile. Per
un attimo entrambi contemplarono la scena come se fossero stati
colti di sorpresa da tanta perfezione. Le canne di palude si riflettevano
nell'acqua, contornate dal cielo e da una passeggera
nuvola candida. Dopo un po' Hargood cominci ad agitarsi preoccupato,
come se quella loro amabile complicit nel semplice
atto di osservare la bellezza della giornata rappresentasse una
minaccia al loro rapporto di medico e paziente.
Al di l delle acque calme del lago si era levata una brezzolina
che faceva muovere le felci e l'erica in onde leggre. Quasi di
comune accordo si girarono e si rimisero in cammino.
Il sentiero incrociava la strada tagliata da solchi che correva da
Brockenhurst a Beaulieu. C'era qualcosa che si muoveva, nascosto
da un gruppo di salici: due cavalli tiravano un lucente landau
nero con assi di Sellinge e ruote ronzanti rivestite di ferro. Una
donna elegante sedeva sul sedile posteriore, con lo sguardo fisso
davanti a s: la sua figura e il suo portamento ricordarono a
Grange quelli di un'altra signora impressa nella sua memoria.
Sentiva il rumore secco degli zoccoli dei cavalli e il lieve cigolio
delle molle a C delle sospensioni quando la carrozzeria del
landau si sollevava e poi ricadeva.
Grange piomb in una fredda oscurit. Non c'era conforto in
quel vento, simile al soffio del passato.
...
20.

Mio caro Leman,
vi scrivo, come sempre, sicuro di potermi confidare con voi.
Vi supplico di ascoltarmi, ora. Voi, il cui stesso silenzio  per me
come un compagno d'antica data. Voi, che siete il mio pi vecchio
amico e avete diviso la stanza con me quando eravamo studenti di
medicina, ognuno con la sua specialit; voi che eravate complice
delle avventure e delle bricconerie della mia giovent, se non il
diretto ispiratore; voi che ora leggete le mie parole con pazienza,
senza infliggermi l'incertezza n la recriminazione di una risposta.
La mia maggiore preoccupazione, che sovrasta tutti gli altri miei
doveri,  lo stato mentale e di salute del mio giovane collega. Mi
sono assunto personalmente la responsabilit della sua guarigione.
In fondo egli  il mio protetto. Vigilo sui suoi progressi come un
padre, con il valente appoggio, in questo sforzo, della sua eccellentissima
governante, la signora Thompson.
Egli parla con una certa allegria di questo e quello, ma sotto la
superficie dei suoi discorsi mi sembra di percepire l'esistenza di un
lato nascosto del carattere, di una cripta o un sotterraneo che si cela
sotto la sua conversazione. Mano a mano che riacquista la forza e la
determinazione, la mia angoscia per lui muta. Si  verificato ci che
a posteriori appare come una singolare trasfigurazione delle nostre
rispettive condizioni. Io ero solito pensare che egli fosse pi debole
di me, meno deciso in molti propositi, ma ora mi accorgo che forse
 dotato di un diverso tipo di forza. Possiede quella che potrei
descrivere come una sorta d'autosufficienza, intimamente connessa
con la sua natura.  sempre stato evidente che avesse una certezza
riguardo allo scopo della sua vita che forse a me mancava. Ma se
affermo che vi  una cripta o un sotterraneo nel profondo del suo
animo, non intendo dire che sia carente in alcuni aspetti, ma
piuttosto che una parte di lui sia nascosta, quantomeno al mondo
esterno. Coloro fra noi che si dedicano con maggior impegno a
un'attivit sono gli stessi che non palesano la propria dedizione.
Poco a poco, con il miglioramento del suo stato di salute, egli
supera la sua condizione precedente seguitando ad avanzare verso
una destinazione a me ignota.
La sua sicurezza  tale che il suo aspetto esteriore  riservato,
modesto, e ha ben poco di sfacciato o di autoincensante. Quando
cammino accanto a lui percepisco la profondit del suo silenzio. So
che debbo essere paziente. Una parte di me sa anche per certo che il
suo silenzio  focalizzato su di me.
Queste non sono cose delle quali sia facile parlare, poich si
trovano sotto la superficie della nostra discussione. Sono sempre
pi convinto che egli si aspetti una rivelazione da me, pur non
sapendo con precisione in che cosa consista. Nel frattempo fa lo
stoico, cosicch, mentre discorriamo di questo o quell'argomento,
mi rendo conto della grande pazienza che ha in s, e della calma
forza della sua vigilanza.
Affido queste brevi riflessioni alla carta nella consapevolezza che
qualsiasi sviluppo vi potr essere tra noi, si riveler col passare del
tempo.
Sinceramente vostro,
Hargood.
...
21.

Quando incontr di nuovo Swann nella palude, Grange gli chiese
altre delucidazioni sul lavoro nell'industria del sale. Dopo il
loro consueto, vivace scambio di opinioni, Swann disse: Una
cosa  parlare delle condizioni all'interno di una fornace, e un'altra
 vederle con i propri occhi.
Pensate che dovrei vedere di persona una di queste macchine
infernali?
Se avete intenzione di fare del bene, signore, o di intervenire
a favore di quegli uomini presso quelli che comandano,  meglio
che conosciate esattamente le loro condizioni di lavoro.
Grange guard l'ex marinaio, scrutandolo con un'espressione
al tempo stesso preoccupata e cinica. Voi potreste fare in modo
che io abbia il permesso di visitare una di quelle fabbriche?
Swann prese a riflettere in silenzio.
Il caso voleva che conoscesse uno dei capisquadra delle fornaci,
un certo Elijah Frome, poich questi in passato aveva prestato
servizio come secondo a bordo di una nave. Frome in un
primo tempo si era mostrato sospettoso - forse per timore delle
spie dell'Erario - ma un impulso spinse Swann a insistere: voleva
che Grange vedesse come lavoravano quegli uomini, che osservasse
da vicino le condizioni precise di quei luoghi. Alla fine
Frome diede con riluttanza il benestare, probabilmente soltanto
perch Grange era noto per aver curato gli operai che di tanto in
tanto si infortunavano nelle fornaci.
Ma una visita sola, bada bene disse Frome a Swann, proprio
perch tu sei un vecchio compagno di bordo, e quello ha
rappezzato un paio di uomini.
Mentre parlava Frome gettava lo sguardo al di l dei campi,
verso la distesa d'acqua del Solent, bianca e calma.
Una visita sola convenne Swann.
E di sera borbott Frome senza guardarlo direttamente,
ma sempre scrutando oltre i campi.
Di sera? chiese Grange.
Frome ribatt: Non vogliamo che qualcuno lo veda visitare
la fabbrica e pensi che chiunque pu avvicinarsi quando vuole.
Vada per la sera concesse Swann.
L'ideale sarebbe poco dopo le otto sugger Frome. A
quell'ora sar fuori a organizzare il carico del carbone, all'inizio
del turno di notte.
Poco dopo le otto, allora.
La sera migliore  quella di marted incalz Frome,
implacabile.
Ormai si era tramutata in una visita ufficiale, costretta in limiti
angusti per causare il minor disturbo possibile al caposquadra.
Swann sapeva bene che in tal modo un estraneo non avrebbe
visto nulla di ci che non doveva essere visto.
In sguito rifer a Grange di quella conversazione come se si
fosse trattato di un favore conquistato contro ogni aspettativa.
Di sera, camminando dietro Swann lungo l'alzaia, Grange scorgeva
gli occhi degli animali che guizzavano nell'oscurit dei campi
nell'entroterra: volpi, donnole, lepri, cervi.
La fiamma della fornace pi vicina era come una punta, o una
frusta, che si agitava convulsamente nell'oscurit. Mentre Grange
procedeva lungo la spiaggia, i fuochi delle fornaci erano solo un
lieve sibilo od un sospiro in lontananza. Poi, di colpo, una delle
bocche di fuoco si spalancava, e il rombo delle fiamme gli si
soffocava nelle orecchie. Quando le porte si aprivano, gli pareva
di guardare nel bianco occhio della bestia.
Nella palude gli occhi grigioverdi di una lepre volteggiavano
nell'erba descrivendo morbidi cerchi.
Al di l dell'acqua, i grandi bracieri del porto di Yarmouth
spargevano nell'aria una nuvola di scintille fini, simili a lucciole.
Da qualche parte, sotto le vampate, gli assistenti del capitano di
porto smuovevano la brace con un rastrello di ferro. La scena
ricord a Grange le fornaci verso le quali erano diretti. Di tanto
in tanto, nel profondo silenzio della sera, le porte di una delle
fabbriche si aprivano, ed era possibile vedere le fiamme del
carbone ardente. Allora Grange fissava quell'inferno: un inferno
semplice e luminoso, simile all'occhio di un animale. A volte era
riuscito a scorgere le facce degli operai con i rastrelli, la pelle
annerita di fuliggine e gli occhi arrossati come dervisci o diavoli.
Aveva visto il rapido movimento del rastrello di ferro nell'intenso
calore del carbone.
L'ultima luce del crepuscolo si spegneva rapidamente al di l
di Hurst. Mentre Grange seguiva la pesante figura di Swann, di
quando in quando, nel silenzio profondo, la fiamma bianca e
rosata di una fornace aperta sbucava dalla spalla dell'uomo o si
rifletteva sulla superficie liscia come l'olio della laguna. Questo
vedeva mentre camminava lungo l'argine: il respiro profondo dei
fuochi, l'improvviso affievolirsi della fiamma, l'oscurit che calava
come un cappuccio e poi di nuovo le porte che si aprivano
lentamente, sprigionando nella notte le loro luci e fiamme
turbolente.
Una caldaia disse Swann,  una macchina per trasformare
l'acqua in sale. In una sola sera vi sono, credo, ventisei di
queste macchine in funzione tra Milford e Beaulieu. Ognuna
richiede un rifornimento costante di carbone. Nelle notti d'estate,
quando la brezza di mare entra nelle fabbriche e ventila i
fuochi, credo che si bruci pi carbone sul lido di Lymington
che in ogni altra parte del mondo.
Si erano fermati a riposare un po', lasciando che la luce del
crepuscolo sfumasse definitivamente nella notte prima di riavviarsi.
Swann aveva l'impressione che Grange soffrisse di uno dei
suoi attacchi di spossatezza e per riguardo nei suoi confronti
aveva atteso che lo raggiungesse. Indugi con pazienza mentre
Grange, appoggiato alla canna da passeggio, aspettava che il
tremore si placasse. Quando finalmente i brividi cessarono,
Grange vide stagliarsi nell'ultima luce del crepuscolo, le sagome
degli uomini che trascinavano una chiatta colma di carbone attraverso
le paludi; altri usando lunghi pali tenevano il barcone
lontano dalla sponda del canale.
Si muovevano lungo un istmo di terra che si stendeva parallelo
alla costa, separato da un canale usato per il trasporto del carbone.
Lungo le paludi ardeva una teoria di fuochi somiglianti a
fal di segnalazione.
Swann devi dall'alzaia e guid Grange verso un gruppo di
tre caldaie. Eccoci disse. Ora potevano sentire il flebile rombo
della caldaia pi vicina. Era come se qualcuno stesse facendo
rotolare un barile pieno sull'acciottolato per portarlo a un'osteria:
uno di quei grossi barilotti, il cui cupo rimbombo sembrava
provenire da sottoterra. Avvicinatosi alla fabbrica, Grange percep
la forza del fumo misto a vapore che si levava verso l'alto in
dense volute.
Adesso erano abbastanza vicini da poter vedere l'interno
dell'edificio attraverso le porte aperte. Nel fuoco nascente, le sagome
degli operai con i rastrelli parevano fantasmi. Il calore li
faceva sudare. L'acqua evaporava dai loro corpi a una velocit
incredibile per effetto dell'aria e del fuoco. Grange sapeva bene
che, badando alle macchine, anche gli operai si trasformavano in
macchine: meri depositi di liquidi e d'energia che venivano prosciugati
e poi di nuovo riempiti. Osserv il vago profilo degli
uomini che si muovevano come in trance intorno alla fornace.
Una porta esterna dondolava lentamente avanti e indietro sui
cardini per la corrente d'aria prodotta dalle fiamme.
Erano ancora sufficientemente lontani perch ci che si dicevano
non fosse coperto dal rumore. Certe volte gli addetti alle
fornaci mi danno l'impressione di lavorare senza alcuna premura
disse Grange.
Premura? chiese Swann.
Senza alcun segno esteriore di velocit. Grange cerc di
sintetizzare quello che aveva visto. Sembrano muoversi con una
strana lentezza, come se fossero in trance.
Nelle fornaci... Swann fu costretto a girare la testa per
parlare, ... non si pensa. Non ci si azzarda a pensare. Pensare
fa venir caldo. E se ci si riscalda, il calore del fuoco diventa
insopportabile. Il miglior modo per affrontare il fuoco  essere
freddi dentro.
Grange, che camminava dietro di lui, rimase perplesso da
quella frase. Essere freddi dentro?
Gli addetti alle fornaci imparano a lasciare i loro problemi
fuori dalla porta spieg Swann. In presenza del fuoco vivono
come gli ind. Vi si abbandonano. E quando ritornano al mondo,
devono far fronte alle conseguenze.
Era questo, forse, il senso di depressione che a volte Grange
credeva di aver colto negli operai che tornavano a casa. Non si
trattava di mero esaurimento fisico. Se la teoria di Swann era
giusta, essi imparavano a svuotare la mente. Poi si rimettevano la
camicia e, usciti dalla trance del lavoro, emergevano alla luce del
giorno. E a quel punto i loro problemi riaffioravano, magari
raddoppiati durante l'assenza. La miseria della loro vita li riavvolgeva.
Facevano ritorno ai loro tuguri a Pennington o a Woodside
e l bevevano per riacquistare i liquidi perduti, sdraiati sul
pavimento delle loro case tra pidocchi, pulci e ratti. E al mattino
si trascinavano al turno di lavoro successivo. In quanto medico
locale, Grange si era gi imbattuto nelle loro esistenze infelici,
aveva prestato soccorso ai loro corpi consunti; soprattutto, aveva
cercato di persuaderli a prendersi un giorno o due di riposo dai
rigori infernali della loro occupazione, offrendosi, se necessario,
di andare a parlare ai capisquadra a loro nome. Inutile dire che i
suoi sforzi erano stati per lo pi vani.
La lieve brezza era calata, e Grange vide che le porte erano state
completamente aperte per aumentare il flusso dell'aria. Attraverso
questi varchi temporanei pot vedere anche la grande fornace
infuocata.
Fuori, un gruppo di uomini trasportava il carbone da uno dei
bunker a lato dell'edificio alla fornace, e l lo gettava nel fuoco
mantenendosi ad alcuni metri di distanza dalle fiamme. Un altro
gruppo di operai, cos poco vestiti da somigliare a selvaggi o
cannibali, stava vicino alle fiamme e rastrellava il carbone fresco
per distribuirlo nel nucleo ardente.
Swann guid Grange per l'ultimo tratto che li separava dalle
fiamme, come un demone che portava un peccatore all'inferno.
Erano pi o meno a cinquanta metri dalla fabbrica, adesso, e si
avvicinavano alle porte aperte. Grange sent l'ondata di calore
intenso sulla faccia.
Nel buio si muovevano altre forme. Si udivano voci, i grugniti
degli uomini ridotti allo stremo. Parecchi stavano sistemando
carbone nel bunker a lato della fornace, portandolo con carriole
da una chiatta ormeggiata alla sponda del canale. Mentre rovesciavano
i loro carichi nel bunker, si sollevava, ricoprendoli, un
denso pulviscolo di carbone, al punto che parevano negri a stento
visibili nell'oscurit.
Un uomo tarchiato se ne stava un po' in disparte, urlando
ordini. Ritto in piedi, le mani sui fianchi, sorvegliava gli operai
che trasportavano il carbone. Ormai il rumore dei fuochi era
troppo alto perch si potesse chiamarlo a voce, anche perch
urlava ordini in continuazione. Quando Swann gli batt sulla
spalla per attirare la sua attenzione, quello si volt, massiccio e
rabbioso, squadrandoli con occhi iniettati di sangue.
Elijah Frome disse Swann a mo' di presentazione. Il
caposquadra della fabbrica.
Quindi indic il visitatore: Il dottor Silas Grange.
Buon giorno, signore disse Grange.
Elijah Frome fiss Grange senza mostrare di riconoscerlo,
come se si trattasse di un intruso comparso all'improvviso. Poi,
senza dire una parola, rivolse di nuovo la sua attenzione a Swann.
Possiamo visitare lo stabilimento? chiese Swann.
Frome si schiar la gola e sput con ostentazione sulla terra
arida. A vostro rischio e pericolo.
Il suo gesto raggel Grange. Quando si adirava era incline
all'ironia, a una calcolata economia di espressione. Chin leggermente
la testa verso Frome. Vi ringrazio per la vostra cortesia.
Frome diede un'occhiata a Swann, si gir e sput di nuovo;
poi guard Grange con gli occhi dalle palpebre pesanti, come se
volesse tenere a mente quel viso per il futuro. Annu meccanicamente,
e forse in modo inaspettato.
Swann tocc il braccio del caposquadra in segno di gratitudine,
ma Frome lo ignor. Stava ancora osservando Grange.
Seguitemi disse Swann.
All'interno della fabbrica il fuoco ruggiva senza posa. In tutta
la sua vita, Grange non aveva mai sperimentato un calore simile.
Sembrava protendersi dalle fiamme per afferrarlo. Figure con
indosso poco pi che un perizoma lavoravano in mezzo al vapore
e al fumo feroce. Al centro vi era un grande calderone di ferro
pieno d'acqua, che misurava circa quattro metri per tre. Era il
bollitore pi grande che Grange avesse mai visto. Sotto di esso
ruggivano le fiamme. Tutt'intorno aleggiava spettrale il fumo del
carbone, che si mescolava al vapore per salire in una colonna
densa e turbinosa attraverso la grande apertura nel tetto, disperdendosi
nel cielo nero.
Grange si ferm un momento per riprendere fiato. L'aria era
cos calda che gli pareva di avere i polmoni in fiamme. Tempo
prima, durante una passeggiata sulla spiaggia, aveva chiesto a
Swann se gli addetti alla fornace chiudessero l'apertura dei tetti
quando pioveva per non far spegnere il fuoco. Swann aveva fatto
un sorrisetto ironico. Chiuderla, signore? Per quanta pioggia
cada attraverso il tetto, non sar mai abbastanza da arrivare a
toccare il vassoio. Anche se vi metteste sopra la fornace con un
idrante e pompaste acqua a volont, il calore respingerebbe tutto il
liquido riversato dentro. Esso vi verrebbe immediatamente rigettato
in faccia sotto forma di vapore. E in quanto all'acqua che tocca
le fiamme sotto il calderone... La voce di Swann si era affievolita,
come se provasse compassione per un'ignoranza cos abissale.
Avvicinandosi al feroce nucleo rumoreggiante della fornace,
Grange cominci a rendersi veramente conto di come funzionava
quel posto. Mentre il calore radiante delle fiamme premeva sulla
parte anteriore del corpo, l'aria fredda proveniente dalle porte
aperte gli sferzava violentemente la schiena. Sotto l'effetto combinato
di questi flussi impetuosi, Grange sent il vapore ed il
sudore confondersi sulla pelle ed asciugarsi sulla schiena.
Swann, impossibilitato a parlare o a dargli istruzioni, lo spinse
ancora pi avanti, verso il fuoco, come se volesse incenerirlo, e
Grange si ritrov a socchiudere gli occhi di fronte alle fiamme
bianche mugghianti, finch non fu completamente circondato
dal fuoco. Percep il calore che gli arrivava fin dentro l'anima e
si sent curiosamente privo di vita, fluttuante, una semplice piuma
nel nucleo incandescente del mondo.
...
22.

Quando Grange torn a casa, la signora Thompson, vedendolo l
in piedi madido di sudore, lanci un grido di rabbia. Allung il
braccio e quasi lo trascin dentro di peso, come se si fosse
trattato di un monello rimasto fuori fino a tardi disobbedendo
agli ordini della madre. Poi, dopo averlo accompagnato in salotto,
dov'era acceso il camino principale, pretese che si togliesse
immediatamente la giubba e la camicia bagnata.
Egli si oppose, facendole notare che avrebbe potuto lavarsi e
asciugarsi nel suo studio. Ma lei ribad con ferma insistenza che
il piano superiore non era riscaldato e che ci sarebbe voluto
troppo tempo per accendere il fuoco. Prima che la legna cominci
ad ardere, il danno sarebbe gi fatto. La natura di questo
danno non era specificata, ma ci la rendeva forse ancor pi
terribile.
Grange non le disse di essere reduce da un calore talmente
intenso che alla fine, quando Swann l'aveva tirato indietro,
boccheggiante, nell'aria fredda, aveva gli occhi accecati dal calore, il
viso bruciacchiato dalle fiamme ed il corpo ancora cos caldo che
aveva dovuto raggiungere la sponda del canale, immergervi le
mani a mo' di coppa e gettarsi una dose copiosa d'acqua fredda
sul viso, sul collo e sulle spalle. Senza dubbio queste sue azioni
avrebbero fatto inorridire ancor di pi la sensibile signora Thompson.
Cos, di fronte all'ira implacabile della sua governante, si
tolse la camicia al calore di un fuoco pi domestico.
Il caso volle che prima che Grange tornasse, la governante
avesse gi messo a bollire una pentola d'acqua per suo uso personale.
Cos, mentre lui si spogliava, lei vers l'acqua calda in una
bacinella diluendola con un po' d'acqua fredda, mise sul fuoco
un bollitore con altra acqua e torn in salotto, dove pos la
bacinella con la spugna e il sapone. Poi torn in cucina a prendere
il robusto sgabello di legno che a volte usava quando sedeva
di fronte alla stufa. Gli disse di sedervisi sopra, ed egli obbed.
Rimanendo in piedi dietro di lui, la signora Thompson prese a
insaponargli il collo e le spalle. Il signor Swann? chiese.
Mi ha accompagnato rispose Grange. Era deciso ad accollarsi
ogni responsabilit, ma sapeva bene che la signora Thompson,
se le fosse garbato, avrebbe dato la colpa ad un cucciolo
randagio piuttosto che a lui.
Vi ha accompagnato. Sembrava che stesse raccogliendo
delle prove. La sua era un'affermazione, pi che una domanda.
Mentre lo lavava continu a lanciare le sue pacate imprecazioni
per le condizioni in cui si era ridotto. Il signor Swann
l'aveva accompagnato fino a casa, domand, o aveva lasciato
che Grange rincasasse da solo col buio?
Swann mi ha fatto gentilmente da guida per tutta la sera.
Da guida ripet la signora Thompson, come se il peso delle
prove fosse ormai schiacciante nella direzione che sospettava, e
fosse ormai prossima ad avere conferma della sua tesi.
Dopo averlo sciacquato con una nuova bacinella d'acqua calda
e asciugato con un telo, trov una camicia di lana pulita e
pretese che completasse il cambio d'abiti togliendosi le calze ed i
pantaloni, anch'essi fradici, in modo che lei potesse lavargli il
resto del corpo di fronte al camino del salotto, concludendo cos
l'opera.
Grange inarc le sopracciglia in segno di disappunto. Per la
prima volta da quando era rincasato, le labbra della signora
Thompson accennarono un sorriso. Mi sembrate un bambino,
signore disse. Credo di essere in grado di muovermi intorno
al corpo di un uomo senza ricevere troppe sorprese.
Quell'espressione curiosa lo divert. Si sforz di rimanere serio,
ma il tentativo di reprimere il riso gli fece perdere l'iniziativa.
Prima che riuscisse a ribattere, lei si era gi allontanata.
La signora Thompson vuot la bacinella e vi vers dentro
nuova acqua calda, prelevata dal bollitore riempito in precedenza.
Quindi torn, pos la bacinella con la spugna e si ritir di
nuovo con un rapido movimento dei fianchi. Visto che siete
tanto pudico me ne vado in cucina, signore disse gi con le
spalle girate. Ma al mio ritorno dovete esservi tolto i pantaloni.
Chiuse la porta energicamente.
Dopo essere stato spinto da Swann nel cuore della fornace e
rimproverato dalla sua adirata governante per essersi prestato a
un progetto del genere, finalmente Grange trov qualche secondo
di pace per togliersi le calze ed i pantaloni, e ammucchiarli in
un angolo.
L'intervallo non dur a lungo. La signora Thompson torn
dopo aver prelevato un paio di calze e di pantaloni puliti dall'armadio
della biancheria che si trovava nella dispensa attigua
alla cucina. Li pos sullo schienale della sedia dalla spalliera alta,
e raccolse la spugna e il sapone. Poi si inginocchi ai piedi di
Grange e si mise all'opera dietro di lui, procedendo dalle caviglie
verso l'alto, passando per i polpacci e l'interno delle ginocchia.
Mentre la governante lo lavava, Grange cerc di mitigare il
lieve imbarazzo riflettendo pi attentamente sui motivi che avevano
spinto Swann a insistere perch vedesse con i suoi occhi
l'interno di una fornace. C'era qualcosa di vero in ci che la
signora Thompson aveva detto su Swann, una punta di coercizione
insita nel suo gesto di spingere Grange accanto al fuoco,
fin quasi dentro le fiamme, come se avesse voluto indurlo a una
maggiore comprensione. Gli torn alla mente il demone che
spingeva il peccatore verso la sua penitenza, come se proprio le
fiamme potessero insegnargli qualcosa. Mentre indugiava su quest'immagine,
cercava di vedere il comportamento di Swann sotto
la luce pi favorevole possibile. Senza dubbio aveva parecchie
circostanze attenuanti.
Forse la pi importante consisteva nel fatto che Swann era un
marinaio, notoriamente immune alle avverse condizioni climatiche,
sopravvissuto a innumerevoli temporali, burrasche e soffocanti
giornate tropicali. Tuttavia, egli dimostrava una sensibilit
non comune per le fragilit di Grange, era addirittura premuroso.
Quando camminava al suo fianco, se Grange mostrava il pi
piccolo tentennamento od un primo accenno di tremore, Swann si
fermava e avviava una conversazione per farlo riposare. Una
ragione in pi per pensare che, se aveva messo a rischio la salute
di Grange spingendolo vicino al fuoco della fornace, quel gesto
nascondesse un motivo preciso. Grange riflett su quale potesse
essere questo motivo, e giunse alla seguente conclusione: Swann
giudicava importante che lui si rendesse conto di persona della
reale situazione nelle fornaci, e che magari capisse per esperienza
diretta che essere esposti anche solo per pochi secondi alle condizioni
in cui gli operai delle fornaci lavoravano quotidianamente
comportava gravi rischi di infreddature e di febbri letali, e che un
conto era affrontare questa esperienza una volta soltanto e per
breve tempo, e un altro lavorare l tutti i giorni senza sosta.
Inginocchiata dietro di lui, la signora Thompson gli stava
insaponando le cosce e le natiche. Grange abbass lo sguardo
e, con un certo imbarazzo, scorse segni d'eccitazione. Il comportamento
delle parti intime, riflett, era la prova pi evidente
dell'indipendenza del corpo. Si consol pensando che quando
la signora Thompson sarebbe passata davanti, con un po' di
fortuna avrebbe potuto sbatterci la fronte.
Ci nonostante, quando la signora Thompson ebbe finito di
lavarlo e asciugarlo, e si alz in piedi di fronte a lui, Grange sent
un lieve rossore irrorargli le guance.
La signora Thompson l'aveva visto da vicino o, per usare la
terminologia nautica, si era portata sottobordo allo scafo e, per
cos dire, aveva praticamente accostato il cannocchiale all'occhio.
Adesso era l davanti, non proprio addosso ma ancora nelle
vicinanze, e nessuno dei due riusciva a guardare in faccia l'altro.
La signora Thompson appoggi, mise l'asciugamano su una spalla
ossuta e prese la bacinella e la spugna. Grange credette di
scorgere sul suo volto un'espressione divertita, e gli parve che lo
sforzo compiuto per lavarlo le avesse conferito un bel colore
acceso alla pelle del collo e delle guance. Quando la signora
Thompson and in cucina, gli sembr di sentirle dire fra s e
s, a voce bassa ma percettibile: Davvero nessuna sorpresa.
...
23.

Lo studio di Grange, situato sopra il soggiorno, beneficiava del
calore proveniente da sotto. La canna fumaria, confinante con la
parete interna, era un'altra fonte di calore. La signora Thompson
gli aveva suggerito di avvicinare la scrivania al muro in modo che
potesse godere, sia pure indirettamente, del fuoco che lei coltivava
con tanta cura. Pi per quieto vivere che per riguardo verso
i suoi desideri, egli acconsent.
Anche se stava davanti al fuoco del salotto continuava a provare
freddo, come se il sangue che gli era stato sottratto non si
fosse ancora del tutto riformato. Talvolta, persino in casa, il
corpo prendeva a tremargli spontaneamente per diversi minuti,
nonostante fosse al caldo.
La signora Thompson era tuttora convinta che quella perenne
sensazione di freddo dipendesse almeno in parte dalla sua dieta,
che escludeva la carne rossa, e che tale regime fosse alla base
della sua carenza di sangue in circolo. La disapprovazione della
governante si manifestava apertamente in determinate occasioni,
non da ultimo quando gli metteva davanti il brodo di pesce che
costituiva la sua dieta preferita, in contrasto sia con le prescrizioni
di Hargood sia con le proprie preferenze. Ci teneva a
mettere ben in chiaro che considerava la zuppa che serviva di
poca o nessuna sostanza.
La vostra zuppa.
Grazie.
Anzich andar via, la signora Thompson parve esitare un
momento, poi disse: Signore.
S?
So che non sono affari miei continu la signora Thompson.
Ma se il dottor Hargood dovesse riprendere a praticarvi salassi,
non sarebbe pi saggio mangiare un po' di carne rossa?
Perch, signora Thompson?
Per rafforzare il vostro sangue.
Grange sorrise, pulendosi la bocca sulla tovaglia. Abbiamo
gi due medici che credono in rimedi opposti. Ora mi sembra
che voi vogliate aggiungere la diagnosi di un terzo.
Non sono un medico, signore. Mi limito a cucinarvi il cibo.
Grange annu. Appunto, signora Thompson.
Lei si irrigid un po', lo sguardo fisso davanti a s.
Grazie, signore. Si gir e se ne and.
Grange si sent immediatamente in colpa per quell'affondo.
Lei l'aveva sfidato in un campo in cui lui continuava a dominare,
e ora aveva l'impressione di averle risposto in modo istintivo
quanto irrazionale. Signora Thompson? chiam.
Signore? Si volt dalla soglia.
Sono d'accordo con voi: a quanto pare, stiamo ottenendo il
peggio dalle due cure. Una terapia con i salassi pu essere combinata
efficacemente con una dieta a base di cibo sostanzioso.
D'altro canto, anche una dieta a base di pesce e pappa d'avena
pu dare i suoi frutti, se non vengono praticati salassi.
La signora Thompson lo fissava.
Credo che abbiate ragione. Non possiamo permetterci di
andare avanti cos ad infinitum.  tempo di fare una scelta.
Signore?
Informer il dottor Hargood che non continueremo la terapia
con i salassi.
La signora Thompson abbozz un cenno sufficiente a far
capire che l'aveva ascoltato, ma che non denotava il minimo
entusiasmo per quella decisione. Qualcos'altro, signore?
No, grazie.
La signora Thompson esit un attimo, come se stesse valutando
quell'ultima espressione, e poi si avvi verso la cucina,
concedendogli di controllare almeno quel piccolo aspetto della
sua vita.
La signora Thompson, tuttavia, continuava a guadagnare terreno,
nei luoghi esclusi dal campo d'azione diretto di Grange, allo
stesso modo del buio che la sera si addensava inesorabile dietro
le fabbriche di sale. Data la debolezza del padrone di casa, lei era
diventata lo spirito che presiedeva su tutto, e il suo potere non
era mai stato cos grande. Grange, da parte sua, doveva lottare
per resistere alla tentazione di abbandonarsi alla sua guida, cos
come ci si sprofonda volentieri in una poltrona comoda.
Nel pomeriggio, la signora Thompson comparve sulla porta
reggendo il vassoio. Il t, signore.
Nel frattempo Grange aveva deciso di lanciare un'altra sfida ad
Hargood. Quando la governante pos il vassoio, le disse: Credo
di dover riprendere a seguire i miei pazienti.
Non state ancora abbastanza bene.
Mi sembra che confondiate la causa con l'effetto, signora
Thompson. Non sto abbastanza bene per poterne fare a meno.
Signore?
Grange sent la debolezza insinuarsi ai margini dei suoi pensieri.
Sbatt le palpebre per schiarirsi la mente. In certe ore del
giorno si sentiva fiacco e assonnato, in altre no. Il suo stato fisico
sembrava averlo reso pi sensibile ai ritmi della quotidianit.
Ho bisogno di sentirmi impegnato, ho bisogno del mio lavoro.
In tal modo mi riprender pi velocemente.
Ma il dottor Hargood ha detto che ci vorranno diversi mesi.
E ne sono passati solo due da quando...
Da quando?
Da quando vi siete ammalato. La signora Thompson era
decisa a non lasciarsi intimidire ed a dire ci che doveva. Signore
aggiunse, ma come se le fosse venuto in mente in un secondo
momento.
Credo che non si tratti solo del corpo, signora Thompson,
ma anche della mente. Ed  la mente che voglio curare con il mio
lavoro.
Il dottor Hargood vi ha praticato dei salassi, signore...
insist la signora Thompson ... e voi siete ancora debole. Il
vostro fisico  debole.
Grange sorrise. Se il mio fisico  abbastanza forte per accompagnare
il dottor Hargood nelle sue passeggiate, credo di
essere in grado di attraversare il mio studio per accogliere un
paziente.
La signora Thompson lo scrut. Aveva il sospetto che pochi
minuti prima egli avesse avuto un altro temporaneo mancamento
e l'avesse superato con disinvoltura. Dal momento che non ne
aveva le prove, per, le sembrava che non fosse il momento
migliore per esprimere un'opinione contraria. Annu come per
dar segno di avere inteso la sua affermazione, si volt e si diresse
in cucina. Grange la guard allontanarsi, osserv la risolutezza
della sua andatura, la leggerezza dei passi a dispetto della sua
figura piena. A volte aveva l'impressione che usasse la cucina
come un barone si ritirava nel suo castello: non gi perch avesse
cambiato idea, ma per raccogliere nuove energie per tornare pi
tardi a gettarsi nella mischia.
Pi tardi, quel pomeriggio, la signora Thompson rincas dal
mercato con un cosciotto d'agnello e lo appese nella fresca cantina
situata sul lato nord della casa. Grange la sent chiudere la
porta di servizio, ud il rumore sonoro dei suoi passi sul pavimento
di legno della dispensa e poi il suono pi leggero dei
tacchi sulle lastre di pietra della cucina. Tornata dalla cantina,
richiuse la porta della cella frigorifera. Grange ud i suoi passi sui
gradini di pietra e poi la porta della cucina che veniva chiusa con
cura.
La signora Thompson prese a lavare le pentole. Egli sent il
movimento della paglietta che risuonava all'interno di quelle
pentole pi grandi, quasi fossero timpani. Aveva l'impressione
che producesse quel suono per esprimere malcontento. Quando
ebbe finito, la signora Thompson si accinse a preparare qualcosa
da mangiare per s, bench Grange non sapesse esattamente che
cosa. Faceva uso di erbe aromatiche per insaporire i propri pasti,
e lui immagin che stesse pestando una miscela di erbe in un
mortaio.
Grange lasci il salotto e si trasfer nello studio. Nel silenzio
totale, la signora Thompson continu a battere il pestello nel
mortaio; attraverso il pavimento riecheggiavano i colpi sordi della
sua attivit.
Aveva depositato temporaneamente il cosciotto d'agnello nella
cella frigorifera, per i propri fini, allo stesso modo di un
predatore che accantona la preda. Se fosse stato necessario, l'avrebbe
divorato lei stessa per lanciare un mnito a Grange: la sua
salute perfetta, messa a confronto con lo stato di debolezza febbricitante
del padrone, sarebbe stata un'altra lezione. Nel frattempo
lo sfidava a contraddirla, in attesa di un'occasione che -
ne era certa - prima o poi sarebbe giunta.
...
24.

Caro Leman,
quando rifletto sul mio giovane collega, comincio a rendermi
conto che egli non soltanto si nega alla comunicazione pi semplice
e diretta, ma su certi argomenti ha una sensibilit diversa rispetto agli
altri uomini. Per esempio, ora sono consapevole che, quando la
maggior parte di noi uomini discute del gentil sesso, sia pure con
affetto, il pi delle volte  per denigrarlo in modo diretto o sottile, per
attribuirgli irrazionalit, e questo anche se sappiamo camuffare tali
commenti con la nostra affabilit. Nel mio collega colgo una totale
assenza di questa inclinazione a sminuire le nostre compagne. Nella
sua conversazione non vi  mai stata alcuna vanteria sulle sue conquiste
sessuali, neppure con un amico intimo come me, n alcun
commento sull'altro sesso simile a quelli che noi uomini siamo soliti
fare in compagnia di altri uomini. Nei primi tempi della nostra
amicizia credevo fosse un'altra delle manchevolezze della sua natura,
l'assenza di ci che i francesi chiamano bonhomie, una freddezza
caratteriale che diradava i suoi rapporti con il prossimo e forse inibiva
le sue relazioni con le donne. Ma via via che parlo con lui e prendo
familiarit con la sua condizione,  come se a poco a poco, singolarmente,
mutasse anche la mia. Comincio infatti a cogliere in lui non
una mancanza di sentimenti nei confronti delle donne, ma qualcosa
diprossimo al rispetto per loro. E se mi chiedo quale di queste cose sia
pi importante, pi preziosa in un uomo - una generosa bonhomie o
un 'autentica considerazione per il sesso femminile - sono sempre pi
incline a concedergli il beneficio del dubbio.
Mi sforzo di descrivere un carattere che ho trovato inafferrabile,
schivo. Credevo che fosse fatto di vetro, che questa sua trasparenza
fosse indizio di un'indole candida, senza dubbio, ma priva anche
delle profondit palesate dalla contraddizione. Ora per mi accorgo
sempre pi che la sua vera natura non  trasparente, bens profonda
pi di quanto non avessi pensato in un primo tempo, e in larga
misura invisibile. Comincio, lo ripeto, a concedergli il beneficio del
dubbio. Giacch, tra le altre cose che gli imputavo, pensavo coltivasse
certe idee indifendibili sul mondo e su coloro che popolano
l'ambiente a lui vicino. Ora comincio a capire che, sebbene l'avessi
creduto invulnerabile alla verit, egli invece  stranamente privo di
illusioni.
Proprio a causa di questa reticenza - giacch di lui si pu dire
che  sempre all'erta - considero il suo carattere come un proiettile
o un missile, sebbene non sappia molto della molla o della forza
propulsiva che a tempo debito potrebbe azionarlo. Intuisco solamente
che un bel giorno qualunque cosa egli trattenga dentro di s
si trasformer in azione o sar resa esplicita. La scintilla dar fuoco
alle polveri. E noi osserveremo gli effetti.
Nel descrivervi le mie perplessit su questa e altre faccende
annesse,  strano come io attenda questo evento, quasi esso fosse
destinato a condurmi in un intricato problema che riguarda il mio
stesso carattere; come se, chiarendo i motivi del mio collega, io
avessi la possibilit di far luce anche sui miei.  peraltro vero che io
vi scrivo queste missive, confidando nella vostra pazienza, a causa
della mia perplessit piuttosto che della sua.
Ma torno alla mia preoccupazione principale. Avevo l'impressione
che, almeno per certi versi, egli si tenesse lontano dalle
donne, e che a ci si dovesse in parte il carattere particolare delle
difficolt sorte con la signora Quill. Ma ora capisco che egli non si
tiene distante dalle donne pi che dagli uomini. Comincio a intuire
che proprio tale distanza era il suo modo di proteggersi da chi,
come me, indagava in modo diretto e troppo a fondo nei suoi
sentimenti pi intimi. Comincio addirittura a prendere in considerazione
l'idea, per quanto strana possa sembrare, che egli proteggesse
questi suoi pensieri privati sulle donne dagli altri uomini non
perch siano illusioni, o non possano sopportare la luce, ma perch
era convinto che gli altri uomini si sarebbero sentiti a disagio di
fronte alla verit.
Io certo sono un uomo pi convenzionale del mio giovane collega,
e questo basta a provocare una strana sensazione di diversit
quando i miei pensieri si confrontano con una bestia cos rara. Ma
converrete con me, ne sono certo, che sarebbe errato dipingerlo
come un uomo interamente distaccato dalla realt. In lui vi  molta
caparbiet e intransigenza, e la sua indole lo rende deciso a percorrere
la sua strada a qualunque costo. Se pure comincio ad assolverlo
per la sua mancanza di legami con il mondo e i suoi costumi,
resta pur sempre un'anima strana e inaccessibile.
Mio caro Leman, in passato avete ascoltato spesso i racconti dei
miei modesti trionfi e delle mie piccole tribolazioni; vi prego di
perdonarmi queste riflessioni oscure e forse incoerenti. In vostra
compagnia ho sempre provato la libert garantita dalla vera amicizia
e vi ho sempre spalancato la mia coscienza senza pudore.
Saprete, o intuirete, che quando vi chiedo perdono  perch forse
spero di riuscire a perdonare me stesso. Nel mezzo di questi poveri
sforzi, a tempo debito mi accinger a rivelarvi un altro aspetto che
ha attinenza con ci che seguir; in tal modo sarete il solo a sapere
che quando parliamo della signora Celia Quill e della sua influenza
sul mio collega ci muoviamo in un passato pi lontano di quanto io
stesso voglia ammettere.
Nel frattempo passeggio con lui, giacch camminare tiene a
freno la mente con il movimento. Insieme percorriamo la via discorrendo
vivacemente o in un silenzio animato, e io mi concedo il
singolare privilegio di studiare i suoi pensieri e le sue ragioni. Egli
ha molti aspetti interessanti, almeno per me. Ma che strano mondo
 il suo, e com' bizzarramente celato all'occhio il suo significato!
So che egli mi osserva con la stessa attenzione con cui io osservo
lui, come se fosse in attesa di un evento.  un gioco fra noi, in cui
ognuno trattiene una parte di verit per s nella speranza che
l'altro gli riveli la sua vera natura.
Cos , e cos forse continuer. Signore, lasciatemi esprimere
ancora una volta il mio apprezzamento per il vostro silenzio e
per i vostri buoni uffici.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
25.

A casa sua, quella sera, Hargood trinciava carne di cervo affondando
la ferma lama del coltello in uno spesso quarto posteriore
e appoggiando fette sontuose sul piatto.
Grange lo vedeva fissare ogni fetta con approvazione mentre
l'infilzava. Hargood, credo che dovrei ricominciare a lavorare.
Non dite sciocchezze, signore disse Hargood quasi sovrappensiero.
Guard soddisfatto una sottile fetta di carne imperlata
di sangue che penzolava dalla forchetta. Non siete ancora guarito.
La sollev all'altezza degli occhi di Grange, come per
indurlo in tentazione.
Grange alz la mano in segno di diniego. Osserv Hargood
spostare la fetta nel piatto e poi aggiungerne diverse altre. Lo
dico pi che altro perch favorirebbe la mia guarigione.
Hargood guard la pila di carne davanti a s come se fosse
stata messa l non dalla sua mano ma da una Provvidenza benevola.
Mio caro Silas, abbiamo gi tracciato una rotta, e la stiamo
seguendo. Avete fatto progressi, per quanto lenti. Ora vorreste
abbandonarla?
Volevo soltanto...
Il navigatore in questo caso sono io, e la mia risposta  no.
Non metto in dubbio che abbiate tracciato una buona rotta.
Penso semplicemente che, se riprendessi a lavorare, questo darebbe
man forte all'eccellente lavoro che avete fatto finora.
Hargood impugn coltello e forchetta. Tagli un pezzo di
carne e lo port alla bocca, masticando con cura. Mio caro
Silas, non dimentichiamo che in questo frangente, per il momento
- e fino a nuovo avviso - voi siete il paziente e io il medico.
Per il momento, certo.
Hargood alz gli occhi su Grange e lo studi con attenzione.
Per il momento, dunque, siete sotto la mia custodia. E come
abbiamo convenuto,  il medico e non il paziente a stabilire la
cura. Fece una nuova pausa per portare alla bocca un altro
pezzo di carne, che mastic pensieroso. In base alle regole della
nostra professione,  il medico a decidere quando la cura 
finita.
Devo ringraziarvi ancora una volta per esservi fatto carico
dei miei pazienti disse Grange. Mi avete concesso il riposo di
cui avevo bisogno. Ora per  bene che ricominci ad assumere
parte di quell'onere su di me.
Hargood ingoi un boccone, sollev un'altra fetta, prese a
masticare lentamente. E se perdeste i sensi mentre visitate un
paziente?
 un rischio, ne convengo.
Avete gi avuto una ricaduta.
Per venire incontro ai vostri desideri, non far visite a domicilio
per alcune settimane ancora, ma comincer a ricevere i
pazienti nel mio studio. La signora Thompson sar in casa.
Siete fortunato ad averla. Desiderate altro vino?
No, grazie. Riconosco la mia fortuna nell'avere con me la
signora Thompson. In tal modo, se anche dovessi svenire, sono
in mani esperte.
Hargood si riemp il bicchiere ed osserv il fondo rosso scuro
che si depositava. Vi metto per l'ultima volta sull'avviso, signore,
ricordandovi che siete responsabile delle vostre azioni. A
proposito della signora Thompson... avete consultato la vostra
governante in materia?
Consultato?
Avete chiesto la sua opinione?
Dunque anche lei  medico?
 la persona che vive a pi stretto contatto con voi di
chiunque altro.
Grange sorrise fra s. Un attimo fa avete detto che  il
medico a stabilire la cura. Ora vorreste che consultassi la signora
Thompson?
Non vi ho chiesto di consultarla. Vi ho domandato se, prima
di dare un giudizio sulle mie prescrizioni, avete parlato anche
con lei.
Per quanto ammiri le sue qualit, non ho l'abitudine di
consultarla in materia di cure mediche.
Riguardo alle sue qualit... Hargood cambi di nuovo le
carte in tavola e finalmente prese a parlare chiaro. Non vedo
perch una vedova cos piacente dovrebbe rinunciare alla speranza
di prendere marito soltanto per mandare avanti la casa di
un uomo freddo e ascetico come voi.
Hargood disse Grange. Mi pare che stiate cambiando
discorso...
Davvero? Hargood continuava a mangiare spostando la
carne da una parte all'altra della bocca; fece una pausa per
riporre il coltello sul tavolo e si tolse un filo di cartilagine dai
denti con le dita. Eppure ho l'impressione che si tratti dello
stesso argomento.
E quale sarebbe questo argomento?
I rapporti della signora Thompson con voi.
Non vedo alcun nesso.
Ne siete sicuro?
Grange non pot fare a meno di ridere di fronte alla caparbiet
di Hargood, al suo battere su un solo argomento. Non
vedo quale sia il nesso tra i motivi che la inducono a restare con
me ed il fatto se debba o meno consultarla circa la mia cura.
No, certo insist Hargood. Fece una pausa per riflettere
mentre masticava. Tuttavia conosco diversi uomini benestanti
che sarebbero pi che lieti di farle una proposta di matrimonio.
E allora perch non lo fanno?
Forse disse Hargood, perch intuiscono l'intensit del
suo zelo, la forza della sua dedizione per voi.
La signora Thompson  libera di restare o di andarsene, a
sua scelta.
Oh, non fraintendetemi gli disse Hargood. Sono fermamente
convinto che abbia gi fatto la sua scelta.  una donna che
sa quello che vuole e sceglie con coscienza. Sto solo riflettendo su
quali possano essere le ragioni che la spingono a farvi da
governante.
Voi cambiate le carte in tavola, Hargood. Continuo a non
capire.
Davvero non capite?
L'ostinazione di Hargood fece di nuovo sorridere Grange.
Forse sta con me perch non cova l'intenzione nascosta di
sposarsi con un altro uomo.
Le vostre risposte non sono prive di acutezza. Tuttavia,
come le zuppe, da sole non soddisfano del tutto. Fanno sorgere
invece nuove domande.
Quali nuove domande?
Non credo che un uomo possa illudersi di conoscere le
intenzioni nascoste di una donna disse Hargood.
Tranquillo, sfoggiava il torpore naturale di un predatore, lo
sguardo assorto in una pacata meditazione sul mondo. Eppure
Grange ne era in qualche modo spaventato. E non solo per il
barlume leonino che brillava nei suoi occhi. Se vi era una chiave
che portava ad Hargood, essa risiedeva in quella posa: seduto,
osservava il mondo con la testa reclinata da un lato, studiando l'ospite
da una condizione di assoluto benessere. Di fronte a quell'espressione
benevola, Grange pens che vi erano uomini in cui l'appagamento
produceva passivit; invece nel caso di Hargood, attivo
per natura, era solo il terreno da cui lanciare il prossimo assalto.
Nonostante il tepore dell'ambiente, Grange si sent gelare.
Poteva essere stato il suo stesso respiro, o il movimento dell'aria
che circolava nella stanza, le fiamme delle candele, uno spolverio
di luci sui bicchieri e sui vetri delle finestre, la tenda che respirava
piano, come un animale.
Ci sono quei francesi riprese Hargood, che regolano
l'amour con un codice di comportamento, e le loro amanti entrano
a far parte dei loro accordi formali.
Vorreste che noi li emulassimo?
Non emuliamo i francesi in molte cose?
Pu darsi.
Se la Francia starnutisce, l'Inghilterra prende il raffreddore,
dicono.
Non sapevo che ammiraste i nostri cugini continentali
consider Grange, o che nutriste una stima tanto elevata nei
loro confronti.
Non  questione di emulazione, ma di senso pratico. I nostri
cugini continentali, come li chiamate, sono maestri nell'arte di
vivere. Chi meglio di loro conosce le robuste e delicate arti del
vivere, i piaceri della tavola, o del letto?
Ultimamente sono divenuti maestri nell'arte della morte.
La rivoluzione  un'aberrazione disse Hargood con sicurezza.
Un'aberrazione terribile, senza dubbio. Ma a tempo debito
l'ordine sar ripristinato.
Ne siete sicuro? Non credete che uccidere sia il lato oscuro
della loro stessa natura?
Che cosa intendete?
L'uso dilagante che vanno facendo della ghigliottina non 
forse la natura sensuale portata all'eccesso?
Mio caro amico disse Hargood, mi sembra che stiamo
invertendo le nostre posizioni. Voi, un radicale, siete preoccupato
per le sorti della Francia. Io, un conservatore, non lo sono.
Perch non lo siete?
Perch, come vi accennavo prima, considero la rivoluzione
un'aberrazione.
Continuarono a discutere per tutta la sera dei vari aspetti della
Rivoluzione francese che li avevano impressionati. Grange, per
parte sua, non era affatto dispiaciuto che la conversazione si
fosse allontanata da temi quali la dedizione della signora Thompson
nei suoi confronti o le ragioni per le quali la governante
pareva restia ad accettare le proposte di matrimonio altrui.
Bench Hargood provasse gusto a stanare gradualmente Grange
sull'argomento, la sua insinuazione era chiara: nel profondo del
suo cuore, la signora Thompson sperava che lo stesso Grange, a
tempo debito, avrebbe ceduto al fascino della sua concretezza.
Il fatto che Hargood non esprimesse mai apertamente la propria
opinione era forse una precauzione dovuta alla sua sottigliezza.
Preferiva girare intorno all'argomento, alludervi, per ingenerare
nel giovane collega la sensazione di doversi difendere
con foga da qualcosa che non era mai stato detto esplicitamente e
per battere il terreno senza uccidere la preda.
Quando alla fine Hargood tacque e chin la testa sul tavolo,
addormentandosi, come sempre pi spesso gli accadeva, una
parte di Grange si pent di aver portato il discorso sulle generali,
consapevole che le riflessioni del collega riguardavano la signora
Quill prima ancora della sua governante. Hargood insinuava - n
Grange aveva bisogno di sentirselo dire esplicitamente per cogliere
tutte le implicazioni - che la signora Thompson aspettasse
speranzosa che venisse meno l'effetto provocato su di lui dalla
signora Quill. In questo, pens Grange, Hargood e la signora
Thompson trovavano un punto d'incontro.
Poco dopo, Hargood cominci a russare sonoramente.
Grange si alz e si diresse verso l'interno della casa. Nella
piccola anticamera che dava sul corridoio posteriore c'era Simmonds
che dormiva davanti al fuoco, il capo a ciondoloni. Sorpreso,
il fedele servitore si scosse ed apr gli occhi. Sto per
andarmene, signor Simmonds disse Grange a bassa voce. Il
dottor Hargood riposa comodamente assopito a tavola. Non 
necessario che vi alziate.
Lasciate che vi accompagni alla porta, signore.
Non occorre, signor Simmonds.
Si gir e si allontan prima che l'anziano protestasse o lo
inseguisse per cortesia.
Nel vestibolo, Grange prese il pesante mantello da uno dei
ganci di ferro e lo mise sulle spalle. Ora che stava tornando in
salute, si rese conto di gradire la prospettiva del ritorno a casa a
piedi. Sollev il grosso chiavistello di metallo e usc nel buio. Il
cielo era terso e non c'era bisogno della lampada. Richiuse la
porta e si incammin. Davanti a lui, il sentiero scintillava debolmente
di rugiada.
...
26.

Caro Leman,
nelle sere in cui il mio giovane collega viene a farmi visita, dopo
aver consumato buona carne e vino rosso a volont reclino il capo
sulla tavola e m'addormento sulla sedia. Siamo abbastanza in confidenza
perch egli non si offenda ma, al contrario, poich ci
rappresenta una tregua momentanea dalle mie disquisizioni sulle
sue faccende personali, non vi  dubbio che consideri la mia perdita
di coscienza come un gradevole sollievo. Allora egli si congeda e
s'incammina verso casa, lasciandomi al mio sonno. Cos, signore,
noi scapoli prendiamo le nostre abitudini e ci trasciniamo dietro le
nostre maniere incorreggibili, senza che queste vengano corrette
dalle forme pi dolci del temperamento femminile.
Forse il mio ricorso a un breve sonnellino alla fine della serata 
il segno che alla mia et non posso pi gozzovigliare come facevo in
giovent. Tuttavia considero questo comportamento singolarmente
propizio, nelle presenti circostanze. Quando mi sveglio nelle prime
ore del mattino, infatti, la mente mi si  un po' schiarita, e una
volta alzatomi da tavola, rinfrancato dal sonno, salgo nella mia
camera da letto, ove ho preso l'abitudine di sedermi alla scrivania e
stilare per un'ora o due una lettera destinata a voi, prima di rimettermi
a letto e concedermi qualche altra ora di sonno. Cos vi
scrivo ora, signore, con la finestra aperta sull'aria fresca della notte
e la mente un po' pi lucida rispetto a quando mi sono addormentato,
bench ancora piacevolmente stordita dai fumi del vino. La
pace di quest'ora e la natura solitaria del compito che mi sono
prefisso ben si addicono al mio stato d'animo. Ma  tempo di
rivolgere l'attenzione verso questioni pi serie.
Dopo che la signora Quill se n andata,  strano come la
comunit nella quale aveva acquisito un ruolo tanto importante,
diventandone una vera e propria colonna, abbia reagito alla notizia
della sua partenza. La sua scomparsa, proprio per la sua stranezza,
sembra essere divenuta un argomento di conversazione per la societ
locale. All'inizio si pensava che si fosse presa una vacanza o
un periodo di riposo dalle sue opere di bene, o che magari fosse
andata a far visita alla figlia a Winchester. In sguito, con il prolungarsi
della sua assenza, qualcuno si accorse che la casa era
serrata e che i giardini, di solito ben tenuti, cominciavano ad avere
un aspetto trascurato. Immagino che alcune persone, con l'intento
di farle visita, siano passate per la propriet incustodita e abbiano
gettato uno sguardo attraverso le finestre notando l'assenza di
mobili. Dopo che pi persone ebbero scoperto che la casa era stata
chiusa, ci volle poco perch la scomparsa della signora Quill fosse
sulla bocca di tutti. Qualcuno dice che si pu giudicare la forza di
un individuo dal peso della sua assenza. Nel caso della signora
Quill, la sua assenza si fa sentire in modo cos potente da essere
diventata un'autentica presenza.
Eppure non si sa molto, men che meno fra coloro che sono
sempre informati su tutto. Si fanno parecchie congetture all'interno
delle famiglie locali pi in vista, e certi ambienti da cui ero escluso
d'un tratto mi si sono aperti, come se mi ritenesse in grado di
aggiungere qualche indizio allo sconcerto generale. In sguito a
questa mia nuova posizione, sono stato invitato a cena in parecchie
case dove in precedenza ero stato al massimo un ospite sporadico.
La voce della partenza della signora Quill  circolata rapidamente,
passando dalla popolazione femminile a quella maschile,
dalle mogli ai mariti, dalle sorelle ai fratelli, dalle figlie ai padri.
Come una persona che percepisca un'eco, ho appreso la notizia in
altra forma e con differenti inflessioni, giacch mi  stata riferita da
un punto di vista maschile. Parecchi miei amici e conoscenti,
accortisi del coinvolgimento del mio collega nella partenza della
signora Quill, malgrado non siano del tutto al corrente dei fatti,
ora lo vedono come un essere meno passivo e distaccato di quanto
lo considerassero prima. Il suo precedente legame con la vedova
Quill, bench dal di fuori apparisse come una felice relazione intellettuale,
era divenuto oggetto di discussione e di amabili pettegolezzi
in citt molto prima che ella se ne andasse. Ma ora, dopo la
sua partenza, so che a tavola in certi ambienti non si parla d'altro.
Sono venuti a conoscenza della malattia del mio collega e dell'isolamento
che si  imposto. Mettendo insieme le due cose, hanno
dedotto che in un modo o nell'altro egli debba aver subto un torto,
o almeno una mancanza di rispetto, da parte della signora Quill. E,
Leman - questo forse vi dar un'idea del comportamento maschile
- in vari modi oscuri hanno fatto sapere a me, in quanto suo
collega anziano e medico personale, che a loro avviso egli dovrebbe
esigere una forma di risarcimento dalla signora Quill, o un suo
castigo, per quella che considerano l'umiliazione dell'aver subto
un torto da lei. Vi faccio notare che non sono affatto certi che ella
gli abbia fatto un torto. Traggono le loro conclusioni semplicemente
dal fatto che quando  partita egli si  ammalato. Tale concomitanza
basta a farli sentire coinvolti in questa faccenda. La mera
ipotesi che possa essere stata la partenza della signora Quill a
scatenare la malattia del mio collega  sufficiente, ai loro occhi,
per sostenere che il sesso a cui appartengono sia stato sminuito dal
comportamento di quella donna.
Tu darsi che in un primo tempo anch'io condividessi questa
opinione, almeno nei suoi aspetti pi superficiali. Solo in sguito,
senza quasi rendermene conto, sono passato dalla parte di lei; ho
capito che una reazione del genere  inadeguata alla situazione, e
che forse pu essere interpretata addirittura come debolezza o autoindulgenza.
Il mio collega, infatti, mi ha lasciato intendere che, se 
stato ingannato da lei, fu solo perch egli fece certe supposizioni
sul suo conto che non aveva il diritto di fare. Ha affermato di avere
avviato una relazione spontaneamente e di proposito, a dispetto dei
miei inviti alla cautela. Perch, dunque, dovrebbe desiderare vendetta
per ci che di fatto non  che la conseguenza del suo stesso
comportamento?
Ignoro cosa sia accaduto tra di loro quando egli and a farle
visita per l'ultima volta prima della sua partenza. Fu un evento
fatidico, ora ne sono convinto. La signora Thompson mi rifer che
era uscito di casa silenziosamente mentre lei lavorava in cucina. Ho
ragione di credere che il suo udito sia in grado di percepire i pi
piccoli movimenti del padrone. Eppure in quel frangente era rassicurata
dalla convinzione che nel suo stato di debolezza fisica egli
fosse incapace di tentare un'incursione fuori di casa. E davvero non
lo credeva in grado di scendere le scale, se non con grande difficolt.
Armata di tali certezze, seguit a lavorare in cucina mentre
lui usciva di casa alla chetichella. Cos, mentre l'attenzione della
governante era sviata, prese il largo e si rec al suo appuntamento.
Diverse ore dopo, quando andai a fargli visita come ogni giorno,
la signora Thompson lo credeva ancora tranquillamente assopito
sulla sua sedia presso la finestra. Al mio arrivo, mi preg addirittura
di non disturbarlo pi del necessario.
Quando dal pianerottolo le gridai che di sopra non c'era nessuno,
lei sal di corsa le scale in preda ad una forte agitazione e, colma
d'angoscia, mi spinse di lato per accedere alla stanza vuota. In
principio il suo stupore fu tale che mi credette in qualche modo
responsabile della scomparsa e si gir verso di me con occhi di
fuoco. Forse per nella mia espressione vide riflesso il suo stesso
turbamento, giacch mi preg subito di andare alla ricerca del suo
padrone.
Comprensibilmente, forse, si rimproverava di non averlo sorvegliato
a dovere. Egli era in uno stato di estrema debolezza per
effetto dei salassi e non era in condizione di attraversare la casa,
figuriamoci di percorrere a piedi il tragitto fino a casa della signora
Quill. Quando la signora Thompson si avvide della scomparsa, la
sua agitazione fu ulteriormente accresciuta da un'altra considerazione.
Credo si fosse convinta che egli fosse sceso alle paludi, come
era solito fare in tempi pi tranquilli. Temeva addirittura - sospetto -
che, dato lo stato di profonda depressione in cui egli si trovava,
spinto da un terribile impulso avesse potuto recarsi laggi per
togliersi la vita.
Dopo averla acquietata, mi misi a cavallo e percorsi i sentieri che
portavano verso la costa, dove la signora Thompson pensava si
fosse diretto. Non vidi traccia di lui. Mi sovvenne che non poteva
aver camminato a lungo in quello stato senza cedere alla spossatezza,
e questo mi port a supporre che fosse invece uscito con una
destinazione particolare in mente. Avrei dovuto rampognarmi per
non essere giunto subito alla conclusione che si era recato a casa
della signora Quill. Era il posto dove l'aveva veduta per l'ultima
volta. Ci sarebbe andato se non altro per accertarsi che fosse partita,
giacch quale innamorato crede che l'amata sia fuggita dalla sua
vita senza averne la prova dinanzi ai propri occhi?
Dopo aver setacciato la spiaggia a Oxey Barn e a Pennington
senza alcun risultato, mi affrettai a raggiungere la casa della signora
Quill. Ci significa che tornai a percorrere High Street, dal
momento che Lymington si trova tra Oxey e la sua casa a Walhampton.
E fu proprio in High Street che vidi, poco lontano, le
figure di due donne avvolte in mantelli che si avvicinavano alla
diligenza. Mi parve di riconoscere in una di loro la signora Quill,
poich ha una camminata imponente, quasi regale, che trapelava a
dispetto del pesante mantello. L'altra figura sembrava essere la
figlia Jane.
Erano a circa duecento metri da me e stavano gi per montare
sul predellino, aiutate dal mozzo. Il palafreniere aveva issato il loro
bagaglio nel cassone esterno. Mentre osservavo la scena, la porta si
chiuse, il conducente diede un colpo di redini e la diligenza prese a
muoversi lungo High Street in direzione di Winchester, allontanandosi.
Avrei potuto raggiungere il veicolo e chiedere alla signora
Quill se sapesse dove si trovava il mio giovane collega. Ma, caro
Leman, sarei stato costretto a fermare la diligenza al solo scopo di
rivolgere la parola ad una passeggera - una signora rispettata da
tutti - domandandole davanti agli occhi e alle orecchie degli altri
viaggiatori dove fosse finito il mio collega. Sapete bene come le
chiacchiere viaggino rapidamente, e con quale velocit si diffonda
ogni avvisaglia di scandalo.
Mi trovavo di fronte a un dilemma. Il mio dovere immediato
era trovare il mio collega, che poteva essere da qualche parte svenuto
od incapace di proseguire per la debolezza. D'altro canto, il
fatto che la signora Quill e sua figlia fossero appena partite rafforz
la mia intenzione di recarmi a casa loro. Mi sembrava infatti
sempre pi probabile che egli avesse il sospetto che la signora Quill
stesse per partire ed avesse cercato di vederla. Sicch decisi di accelerare
il passo e attraversai il ponte per Walhampton, imboccando
poi il sentiero lungo la costa che portava a casa della signora Quill,
nella speranza d'incontrarlo lungo la via o di trovarlo l.
Lungo il tragitto non scorsi alcuna traccia di lui. Una volta
giunto a casa della signora Quill, ispezionai il giardino nel caso
fosse caduto o svenuto l. Bussai alla porta e suonai la campanella.
Non avendo avuto risposta, provai ad aprire la porta d'ingresso, che
era serrata. Stavo gi per voltarmi e andarmene, maledicendomi
per non aver fatto fermare la diligenza, quando mi venne in mente
che sarebbe potuto entrare in casa dalla porta di servizio. Mi recai
d'impulso sul retro della propriet. La porta non si muoveva, ma
non sembrava chiusa col chiavistello. Fu sufficiente una piccola
spallata perch si aprisse.
La mia prima impressione fu che la casa fosse vuota, che tutti i
mobili pi importanti fossero stati portati via. Urlai il nome del
mio collega e udii l'eco della mia voce nelle stanze vuote. Essendomi
introdotto abusivamente, per quanto si trattasse di una casa
deserta, limitai i miei movimenti al minimo indispensabile. Giacch,
come sapete, sono rispettoso della propriet altrui, mi concessi
solo una breve esplorazione delle stanze per accertarmi che egli non
si trovasse nell'edificio. Mi accingevo ad andarmene quando intravidi
un ombra muoversi lievemente e mi voltai per gettare un'occhiata
verso l'ingresso principale.
Il mio giovane collega era nella parte anteriore del vestibolo,
seminascosto nell'ombra della porta. Stava appoggiato con la schiena
al muro e aveva le gambe distese sul pavimento. Dalla sua
immobilit capii che era in uno stato di estrema prostrazione. Il
suo sguardo era privo d'emozione, almeno per quanto riuscii a
vedere. Ma se mi aspettavo un terribile incidente, mi sbagliavo.
Per un po' sembr non avermi neppure visto, tanto appariva assorto
nei suoi pensieri. Voi torn in s. Lo convinsi a mettermi un
braccio intorno alle spalle e lo aiutai a trascinarsi fino a una delle
casse ancora in attesa di essere portate via. Era sfinito e vi si sedette
mettendosi mezzo sdraiato. Per un minuto circa non parl. Il polso
era debole ma regolare. Il suo silenzio mi consent di riflettere sulla
situazione. Anzich aiutarlo a tornare a piedi fino a High Street,
decisi di sistemarlo l come meglio potevo e quindi di andare a
prendere la carrozza per trasportarlo a casa sua. Se si fosse mosso
subito dopo la partenza della signora Quill, credo che sarebbe
riuscito a tornare indietro. Invece aveva scelto di fermarsi in quella
casa, restando forse nella stessa posizione in cui ella lo aveva
lasciato, immerso in profonde meditazioni. Ormai era esausto, e
immagino che non avesse perso i sensi solo grazie a uno sforzo di
volont.
Stesi alcuni vecchi vestiti sul pavimento del vestibolo e lo feci
sdraiare. Il suo volto era d'un pallore mortale. Dopo averlo sistemato
nella posizione pi comoda possibile, lo lasciai l e cavalcai
velocemente verso casa. Una volta arrivato, preparai la carrozza con
l'aiuto del mio servitore Simmonds, e in meno di un quarto d'ora
tornai per riportarlo a casa.
L'impresa si rivel difficile. Il mio giovane collega ha una corporatura
filiforme e ossuta che, anzich favorire l'assistenza, sembrava
ostacolarla. Non profer una sola parola mentre lo sorreggevo
attraverso il giardino della signora Quill per condurlo alla carrozza,
n apr bocca quando alla fine si ritrov disteso sul sedile. Quando
raggiungemmo casa sua aveva perso i sensi, e la signora Thompson
e io fummo costretti a trasportarlo di peso nella sua stanza. Ce la
sbrigammo nel modo pi rapido possibile. Nessuno dei due, per
ragioni forse comprensibili, desiderava attirare intorno a noi una
folla di curiosi. Lo portammo dentro con la massima celerit di cui
eravamo capaci e ci fermammo un istante a riposare nel vestibolo.
A causa del suo fisico longilineo superammo le scale con difficolt.
Io lo tenevo per le braccia salendo le scale all'indietro come un
gambero. La signora Thompson gli cingeva le ginocchia con le
braccia. Portammo su in tal modo il nostro carico fino a raggiungere
il pianerottolo dove, sfiniti per lo sforzo, potemmo finalmente
fermarci a riposare, respirando affannosamente.
Quando ci fummo ripresi, lo stendemmo sul letto. Era ancora
svenuto, ma il polso sembrava regolare ed il respiro costante. Avevo
abbastanza fiducia nella signora Thompson per lasciarlo sotto la
sua valida custodia fino al mattino seguente. La povera donna era
stata sufficientemente provata dalla sua fuga imprevista per non
rallegrarsi del suo ritorno, per quanto indebolito egli fosse. A
tempo debito me ne andai, lasciandola seduta sul letto con gli
occhi fissi sul volto del padrone, consapevole che, dopo averlo
perduto una volta in sguito a una disattenzione, d'ora in poi
l'avrebbe custodito come un figlio.
Ritornai il mattino seguente. La signora Thompson mi rifer che
nella notte aveva avuto un attacco di febbre. Gli praticai un altro
salasso, dopodich la febbre parve scendere, ed egli si acquiet.
In quanto all'incontro con la signora Quill, posso solo ipotizzare
ci che possono essersi detti. Chi pu sapere cosa accadde tra di loro?
Non ho dubbi che egli fosse uscito nella speranza di incontrarla.
Doveva avere avuto il presentimento che fosse tornata a casa sua. 
possibile che l'abbia affrontata di petto. Forse si scambiarono le
ultime parole del loro bizzarro corteggiamento, dopodich ella part
ed egli sprofond nello stato di calma tormentata in cui lo trovai.
Eppure dopo quell'incidente, occorso ormai parecchi mesi fa, il
mio collega non ha mai voluto rivelare n a me n alla signora
Thompson ci che successe tra loro, e neppure se si siano davvero
detti qualcosa. Si rifiuta di parlarne, e nessuno sprone gli far
cambiare idea.
Cos, mio caro Leman, nelle settimane successive procurammo
di assisterlo affinch si riprendesse, e l'incidente conclusivo, almeno
nei suoi aspetti fisici, venne seppellito. Tranne che per un'ultima
faccenda di cui ora vi dir.
Non so se la signora Quill fosse pienamente consapevole dello
stato di fragilit in cui versava il mio giovane collega durante il
loro ultimo incontro. Avendolo abbandonato a casa sua in quelle
condizioni il giorno che part con la diligenza, potremmo essere
indotti a credere che abbia dato prova di un'insolita durezza di
cuore. A mitigare l'impressione che il suo comportamento pu aver
alimentato, vi riporto quanto segue.
La signora Thompson era a tal punto ostile alla signora Quill e
all'influenza che questa esercitava sul suo padrone, da non riferirmi,
se non alcuni giorni dopo, che prima di prendere la diligenza la
signora Quill era passata a casa del mio giovane collega e, dopo
aver bussato alla porta, aveva avvisato la signora Thompson che
egli si trovava a casa sua in stato di prostrazione.
Disse alla signora Thompson che stava riposando e che, pur
essendo al sicuro e non in pericolo immediato, aveva bisogno di
essere assistito per ritornare a casa. Io ormai ero gi partito per le
paludi alla sua ricerca, e la signora Thompson non aveva modo di
mettermi al corrente di questo fatto. Ebbe la tentazione di andare
ella stessa a casa della signora Quill, ma poi decise che non avrebbe
potuto prestargli la stessa assistenza che io ero in grado di fornirgli.
Cos si rassegn ad attendere con fremente impazienza il mio
ritorno.
Quando, a tempo debito, bussai alla sua porta con il mio giovane
collega svenuto nella carrozza, fummo cos presi dal compito
immediato di trasportarlo nella sua stanza che evidentemente la
visita della signora Quill le pass di mente.
Tale notizia mi giunse con qualche giorno di ritardo, ma non vi
fu bisogno di sollecitarla: fu la stessa signora Thompson a riferirmela
in occasione di una delle mie visite al paziente. Posso solo
supporre che, da donna eccellente qual , avesse deciso di fornirmi
quell'informazione perch non pensassi male della signora Quill.
Ringraziai la signora Thompson, ma in quel momento ci che mi
disse bastava gi a calamitare la mia attenzione, tanto che non le
chiesi se la signora Quill avesse fatto qualche altro accenno al
contenuto dell'incontro con il mio giovane collega.
In sguito, durante una delle mie visite a casa di quest'ultimo,
presi da parte la signora Thompson e le domandai se la signora
Quill non le avesse rivelato qualche particolare su quell'incontro
quando era passata ad informarla della presenza del mio collega a
casa sua. La signora Quill sembrava angosciata disse la signora
Thompson. Quando le chiesi da che cosa l'avesse dedotto, ella
rispose: Ho visto tracce di lacrime nei suoi occhi e ho avuto
l'impressione che avesse pianto.
Le domandai se, nel corso di quella comunicazione, la signora
Quill avesse aggiunto altro. Al che la signora Thompson disse:
No, signore. Si  limitata a riferirmi dove si trovava il padrone
e poi si  avviata verso la diligenza.
Eravamo in piedi sulla soglia della cucina al piano terra, dove
c'eravamo ritirati perch il mio paziente non ci udisse. La signora
Thompson mi guard con la sua caratteristica franchezza, come se
stesse studiando l'effetto che la notizia aveva avuto su di me.
Sia pure per motivi differenti, la signora Thompson e io siamo
entrambi interessati al benessere del mio giovane collega. La ringraziai
per la sua descrizione dello stato d'animo della signora
Quill e poco dopo feci ritorno a casa, bench fossi d'umore alquanto
pensieroso.
Ho scritto pi a lungo di quanto mi fossi proposto. Sento gi i
primi flebili canti degli uccelli fuori dalla finestra. Ora mi rimetter
a letto, augurandomi di dormire ancora per qualche ora prima di
ridestarmi.
E con questo concludo la mia missiva, signore.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
27.

Camminavano veloci, due figure solitarie stagliate su un lungo
orizzonte, un litorale piatto che si estendeva da Hurst Castle
verso Lepe. Hargood disse: Ho raccolto alcune briciole, ma
non mi illudo che formino una torta.
Su una piccola altura, una modesta collinetta, Hargood si
ferm e spinse lo sguardo oltre le saline, verso il Solent, mentre
Grange restava silenzioso al suo fianco. La marea si era ritirata
lasciando una distesa di fango e di alghe verdi.
Mi appresto dunque a parlarvi di lei disse Hargood, o
meglio, vi riferir cose che mi sono state riferite. Giudico che vi
siate ormai rimesso quanto basta per poter ascoltare ci che ho
da dirvi.
Grange tacque in attesa che Hargood continuasse.
Dopo che ebbe lasciato la citt, io come voi, non ho pi
saputo niente di lei per tre mesi, se si eccettua quello strano
avvistamento a Londra. Casualmente, per, mi sono imbattuto
in un'altra notiziola.
Sulla spiaggia, un gruppo di piccoli trampolieri - piovanelli e
qualche beccaccino - si alz in volo colto da improvviso allarme,
come un nugolo di foglie catturate da un temporale.
Circa una settimana fa  venuto a farmi visita per mezza
giornata il mio collega Harding. Nel corso della nostra conversazione
mi ha detto di aver visto una bella donna che camminava
nella via in cui si trova il suo ambulatorio, e di essersi ricordato
d'averla gi notata in occasione di una sua precedente visita a
Lymington. Gli ho chiesto se si trattasse di una mia conoscenza,
ed egli ha affermato di averla vista una volta soltanto. Un ricordo
cos preciso di un incontro tanto fugace mi ha insospettito. Me
l'ha descritta con una certa precisione e, dal momento che l'aspetto
esteriore corrispondeva, ho cominciato a intuire quale
fosse l'identit del personaggio misterioso. Quando gli ho chiesto
come mai la rammentasse cos bene, mi ha detto, se ben ricordo,
che ella aveva "un atteggiamento di quieta compostezza". Ho
ribattuto che diverse donne possono essere descritte in questo
modo. "Non ho mai visto una donna cos padrona di s" ha detto.
Strano, vero, come una frase, spesso una frase innocua, sia in
grado di rivelare la complessit di una persona? "Una donna
interiore", credo l'abbia definita. Sospetterete, signore, che in
questa espressione si possa celare la signora Quill. Io ho subito
pensato che stessimo parlando della stessa donna.
Grange se ne stava in silenzio, lo sguardo perso sui campi e
sulle distese d'acqua. Pareva quasi che non ascoltasse neppure.
Ma quando Hargood si interruppe, gli occhi di Grange si girarono
rapidamente verso di lui, quasi insofferenti.
Silas, voi simulate indifferenza, eppure so che avete assorbito
ogni parola che ho pronunciato, che memorizzerete e passerete
al vaglio quanto vi ho detto, che andrete alla ricerca di un
significato recondito. Serbate pure il ricordo di quella donna, se
volete, imprimetevela nella mente. Portatela dentro di voi alla
profondit che desiderate. Ma nel frattempo, signore, dovreste
concentrarvi sulla vostra guarigione.
Notando che Hargood aveva preso a scrutare il suo volto in
silenzio, in cerca di un segno di reazione, Grange si volt e torn
a fissare la palude. Credo proprio che abbiate ragione.
So che dite cos solo per assecondarmi, che dentro di voi
non vi  alcuna diminuzione di... intensit.
Voi mi conoscete fin troppo bene, Hargood.
Entrambi guardarono verso il Solent, dove alcune barche a
remi stavano stendendo una rete in mezzo a loro, i galleggianti
che sobbalzavano sulla superficie dell'acqua.
Hargood disse: A sguito di quanto mi aveva raccontato, ho
chiesto ad Harding, qualora avesse avuto occasione di scrivermi
da Winchester per altre ragioni, di riferirmi se gli fosse capitato
di incontrare di nuovo la signora Quill. Proprio ieri ho ricevuto
una sua lettera, che per non fa menzione di lei. Harding  un
uomo meticoloso. Vi assicuro che se le loro strade si fossero
incrociate una seconda volta, non avrebbe mancato di registrare
l'accaduto.
E che cosa deducete da un simile avvistamento? Grange
parlava a bassa voce ed il suo volto non mostrava agitazione, ma
per un attimo Hargood si sent bloccato di fronte all'intensit del
suo interesse.
Che la signora Quill  passata da Winchester, e ci significa
semplicemente che si  trattato di una tappa nel viaggio verso
un'altra localit. E se tracciamo una riga ideale tra Lymington e
Winchester, e poi la prolunghiamo, signore, possiamo concludere,
credo, che la destinazione naturale sia Londra. Sicch deduco
che fosse diretta proprio a Londra. Se poi uniamo questo dato
con il possibile avvistamento segnalato dalla mia amante, dovremmo
essere in grado di sapere dove sia finita. Ha scelto di
nascondersi nel luogo pi popoloso della Terra.
Grange annu, sia pure senza convinzione.
Accortosi che il silenzio del compagno s'infittiva, Hargood
continu: Capite, Silas? Ormai  al di fuori della vostra portata.
A Londra sparir. Potrebbe prendere alloggio ovunque, magari
in una zona periferica. Dopodich, prima o poi - se lo richiederanno
le sue condizioni finanziarie - cercher un'occupazione
adatta a lei e diventer una di quelle donne grigie che attraversano
la mezza et e la vecchiaia passando inosservate.
Convinto che Grange fosse di nuovo perso nei suoi pensieri,
Hargood rimase sorpreso dalla freddezza nella voce del suo paziente.
L'avvistamento a Londra  incerto, e forse non  il caso
di dargli credito. Se cos fosse, state traendo troppe deduzioni da
una briciola di notizia, dal fatto cio che sia passata da
Winchester.
S,  vero. Avete un'alternativa?
Considerata la natura retorica della domanda, Grange non
replic. Chiese invece: Qual  la seconda briciola?
La seconda briciola? Hargood per un attimo rimase
interdetto.
Avete detto di avere "briciole" di notizie, mi pare. Avete
usato il plurale.
Davvero? Voi ascoltate attentamente, signore. E siete pervicace.
Ma avete ragione. La seconda briciola  questa. Ho chiesto
alla mia amante di comunicarmi per iscritto qualsiasi altra notizia
sulla signora Quill che dovesse giungerle dalle sue conoscenze
londinesi. La mia amante, come sapete,  una di quelle donne
che tengono le orecchie bene aperte alle chiacchiere. Ma finora
non ha sentito nulla.
E questa sarebbe un'altra briciola?
Silas, ecco che colgo di nuovo quell'intelligenza silenziosa e
feroce. Mi chiedevo quando sarebbe ricomparsa. Una briciola 
esattamente ci che . La signora Quill  tornata a Londra con
discrezione, senza far rumore. Ecco quello che ci dice la notizia,
per lo meno a me. A mio avviso, signore, il suo progetto  questo:
ella intende vivere senza dare nell'occhio, ai margini della buona
societ, tenendo per s i propri piani. E se voi sarete cos poco
saggio da cercarla, credo proprio che non la troverete.
Hargood si interruppe per studiare la reazione di Grange. Di
fronte a loro una nuvola bassa si muoveva sulle paludi, e sotto la
sua coltre grigia gabbiani bianchi roteavano nella luce. Sulla
superficie del mare aleggiava una strana calma. Diverse barche
a remi si dirigevano verso un mercantile ancorato davanti alla
foce del Lymington. Soffiava una leggera brezza di terra, e poich
il mercantile non poteva bordeggiare a vela entro i limiti del
canale, era necessario trainarlo lungo il fiume fino all'ormeggio.
Un gruppo di uomini lavorava all'argano del vascello. Altri infilavano
nuove leve in modo da poter sfruttare il proprio peso per
liberare l'ncora dal fango. Gli uomini dell'equipaggio brulicavano
come formiche intorno agli ingranaggi dell'argano. Nuove
mani inserivano leve nello strumento aggiungendo altro peso. A
poco a poco l'ncora di ferro, con il ceppo di legno, si sollev
dall'acqua. Le barche a remi raggiunsero la poppa del mercantile,
e le funi di traino furono lanciate. Ogni timoniere assicurava la
fune alla propria imbarcazione. Lentamente, seguendo il ritmo
scandito dalle urla dei timonieri, gli uomini presero ad affondare
i remi e a vogare.
Hargood e Grange osservarono le pale dei remi muoversi
come le gambe incerte di un insetto, senza alcun effetto immediato.
Poi la prua del mercantile si gir controvento, e la lenta
processione cominci a farsi strada su per il fiume. La leggera
brezza di terra quasi non provocava onde, e la luce conferiva alla
superficie dell'acqua un aspetto sulfureo. I remi si alzavano e
ricadevano. Una luce inquieta ne colorava d'argento i bordi.
Hargood si gir verso il collega e vide che era perso nei suoi
pensieri. Prese atto del silenzio prolungato di Grange e quindi si
volt dall'altra parte.
La mia amante mi passer tutte le informazioni sulla signora
Quill che riuscir a scoprire. In mancanza di ci, alla fine sarete
costretto a riconoscere che la signora Quill si  dileguata. Pu
darsi che sia a pochi giorni di viaggio da noi, ma dato il suo
temperamento, non potrebbe essere pi lontana se si fosse trasferita
nei pi remoti deserti d'Arabia.
Dovrei forse contraddirvi? chiese Grange.
Hargood sorrise senza volerlo. Mio caro Silas, gli innamorati
mettono sempre le cose sul piano personale. Riescono a distorcere
a loro vantaggio anche le circostanze pi avverse. Voi penserete
che lei stia fuggendo da voi. Che siete personalmente
responsabile della sua fuga. Proprio nella sua assenza, non v'
dubbio, troverete complicit e motivo per continuare sottilmente
a sperare.
Da chi altri starebbe fuggendo, altrimenti?
La domanda era stata posta con pacatezza, ma Hargood era
consapevole della sua importanza. Era conscio anche dell'attenzione
improvvisa che si era concentrata su di lui. Debbo considerarla
una domanda seria? chiese con tranquillit.
 una domanda seria.
Tra loro cadde un silenzio solido come una porta. Hargood
avrebbe voluto fare una lieve allusione alla caparbiet di Grange,
ma le parole gli si soffocarono in gola. Accanto a lui, il suo
compagno si stava preparando a parlare ancora.
Da chi altri, dunque, starebbe fuggendo? incalz Grange.
La domanda aveva una sorta di fredda intensit, accresciuta
dalla pacatezza della ripetizione. Hargood prov un leggero tremito
di apprensione: la verit era che si sentiva a disagio nel
profondo. Percepiva che l'intensa attenzione del suo giovane
collega nei suoi confronti si basava su un'intuizione, e una parte
di lui sperava che non fosse nient'altro che quello.
Da se stessa rispose finalmente Hargood. Dal suo
passato.
In quella situazione era una risposta arguta e sviante. Tuttavia
sentiva ancora il lume dell'attenzione di Grange su di lui, ora al
massimo dell'intensit. E per diversi minuti, mentre passeggiavano,
Hargood, procedendo a grandi passi nella tenue luce serale
a fianco del collega pi giovane, prov il gelo di una oscura
colpevolezza.
...
28.

Proviamo a ricostruire un passato ipotetico disse Hargood
qualche minuto dopo.
Grange annu. Una storia fittizia?
Credo che la finzione non sia solo prerogativa dei mentitori
e di certi romanzieri, ma che possa essere uno strumento idoneo
anche agli uomini onesti, seppure in occasioni molto limitate.
Continuate, vi prego.
Giacch mi si chiede di fornire una base, per cos dire, sulla
quale si possa poi costruire, io dico che la storia di cui parliamo
potrebbe essere qualcosa del genere. La comporr mettendo
insieme circostanze ed eventi del passato della signora Quill
che mi sono stati riferiti dalla mia amante. Poich le fonti di tali
notizie sono le pi disparate, sono convinto che questa ricostruzione,
se fatta con criterio,  la miglior descrizione di cui disponiamo.
Dopodich avremo la possibilit di affinare la nostra
storia alla luce delle prove.
Accanto a lui, Grange annu.
Cominciamo, dunque, con la premessa iniziale riprese
Hargood. Una giovane donna, di famiglia povera ma forse
distinta, arriva a Londra e trova occupazione presso una modista,
o un posto simile. Supponiamo che incontri un uomo che la
lusinga e, in sguito, la prende come amante, non per cinismo,
ma avendo in mente di sposarla a tempo debito. Invece, come
spesso accade, l'abbandona con una figlia. Ho avuto notizia di
parecchi casi simili, ma questo racconto  una mescolanza di essi.
Ora, signore, con una figlia nata al di fuori dal matrimonio,
sposarsi per lei diventa difficile se non addirittura impossibile,
dal momento che nella societ in cui viviamo un figlio illegittimo
non  il miglior viatico verso la rispettabilit. Forse, quando lei
insiste perch l'uomo rimedi alle conseguenze della loro relazione
e la sposi, questi se ne ha a male. Forse, se  una donna di
carattere e non demorde, lui si vede costretto a toglierle la sua
protezione. Di nuovo, ho sentito di parecchi casi del genere.
Uno strano silenzio scese su di loro. Grange attese con pazienza
la continuazione del racconto.
Poco dopo Hargood prosegu: Se  una donna d'animo
forte, credo che, piuttosto di vivere nascosta per la vergogna,
abbia dato una dimostrazione di indipendenza. Ora, signore,
quale miglior prova di indipendenza pu dare nei confronti di
quell'uomo, e forse degli uomini in generale? Quali strade sono
praticabili per lei, che sente di aver subto un grave torto? Pu
forse imbarcarsi su una nave? Pu mettersi a predicare per la
Chiesa? Ovviamente scherzo, per enfatizzare. Queste sono tutte
possibilit concesse solo agli uomini. Forse, essendosi fatta un'idea
cinica degli uomini e delle loro inclinazioni, decide di volgere
la faccenda a proprio vantaggio. Forse, passo dopo passo,
potrebbe divenire una matresse.
Hargood si interruppe. Avevano ancora lo sguardo fisso sulle
paludi. Il mercantile stava entrando nella seconda ansa del fiume,
rimorchiato lentamente dalle barche a remi. Che ne pensate
della mia storia, finora? chiese Hargood.
Ha un suo curioso interesse.
Non trovate singolarmente ironico che nel mio racconto lei
prenda la caratteristica che l'ha rovinata - cio la lascivia degli
uomini - e la volga a suo vantaggio?
 ironico, certo. Ma supponete - per proseguire nella vostra
ricostruzione - che questa donna fosse dotata di una mente
sottile. Parrebbe una strana professione per una donna cos
raffinata.
Signore, ho incontrato matresse che erano la rispettabilit in
persona, e altre in grado di conversare su un argomento con la
stessa cognizione di un erudito. Ne conoscevo una che viveva
nella massima sobriet e portava il lutto per il marito, pi casta e
di buon cuore di pressoch ogni altra donna che abbia incontrato.
E un'altra che...
Grange sorrise. Sembrate avere una buona conoscenza di
certi ambienti, Hargood.
Cos come credo ne abbiate voi, mio caro Silas. Devo ricordarvi,
signore, che in giovent eravate una specie di libertino. O
almeno cos mi  stato riferito da amici comuni.
Un semplice dilettante al vostro confronto mormor
Grange. Non sono che un'innocente rondinella rispetto a voi,
che siete sempre stato un'aquila.
Credo che cerchiate di lusingarmi, signore disse Hargood.
Poich avete scomodato un autentico bestiario, vi ripagher
con la stessa moneta. Se io sono un'aquila, voi siete una volpe
che corre a rifugiarsi nella tana dopo una manovra diversiva.
Mi avete dato molto cibo per la mente, ve l'assicuro disse
Grange.
Bene. Prender per buona la vostra affermazione. E ora, dal
momento che abbiamo gi percorso otto miglia buone, credo sia
giunta l'ora di recarci in una locanda e di concederci un po' di
ristoro.
...
29.

Mio caro Leman,
mi auguro che stiate bene e che Dio vi conceda la pazienza di
continuare a seguirmi.
Il mio giovane collega seguita a fare progressi, bench sia sempre
pi palese che il suo miglioramento non dipende dalle mie cure, ma
sorge da un'interiorit di cui ignoro le fattezze, e vi  da chiedersi
se egli stesso le conosca. Sembra infatti rinvigorito dalla convinzione
che un giorno rivedr la signora Celia Quill. Perch abbia
questa convinzione; perch pensi che riavvicinarsi alla causa della
sua malattia gioverebbe al suo benessere, davvero non lo so. Ma
pi la sua convinzione cresce, pi la sua salute sembra migliorare.
L'avete conosciuto, credo, diversi anni fa a Lymington, bench,
a quel che rammento, il vostro fu un incontro piuttosto breve, e
probabilmente non vi sar rimasto che un vago ricordo di lui. Se la
memoria non m'inganna, egli partecip a un pranzo a casa mia in
onore vostro e di alcuni vostri colleghi in viaggio da Wareham a
Southampton per un'ispezione alle attrezzature chirurgiche dei porti
costieri meridionali, per conto della Marina di Sua Maest. Se
avete ancora memoria di quell'episodio, il vostro vago ricordo
potrebbe consistere nell'immagine di un uomo alto, nervoso e
introverso; il che, direi,  un modo di concentrare la vostra attenzione
sul tipo, almeno nei suoi aspetti esteriori e pi elementari.
Anch'io penso a lui in questi termini, come a una creatura remota
che per sua volont resta ai margini delle relazioni sociali. Se un
altro non gli rivolge direttamente la parola, egli si fa silenzioso e
sembra scivolare all'indietro, per cos dire, nel suo territorio.
Parrebbe usare questo atteggiamento per dissimulare, ritraendosi dentro
di s e non consentendo che i suoi sensi vengano troppo toccati
dal mondo. Egli per possiede un altro io, anch'esso presente, che
sfugge a ogni descrizione. E quello che ora sta venendo fuori, credo
sia proprio questo misterioso essere interiore.
Qualsiasi cosa si possa dire di tale entit, un fatto  certo. Essa 
vigile. Non credo di essere mai stato in compagnia di un altro
uomo che sondasse con tanta cura i miei pensieri e le mie espressioni,
che li vagliasse con tanta meticolosit, sebbene in modo
discreto e inoffensivo. E tuttavia  proprio questa vigilanza che
mi induce a ponderare ci che gli dico con la massima attenzione.
Egli infatti setaccia i miei discorsi alla ricerca di indizi, come se io
stesso ignorassi il significato di ci che dico. E a volte mi interroga
su una mia affermazione, confrontandola con un'altra che ho fatto
parecchi giorni prima e che non sono pi in grado di ricordarmi alla
lettera. Come vi ho detto, sembra uno che manca di iniziativa, ma
quando la sua curiosit si risveglia  capace di recitare a memoria le
mie ultime affermazioni con estrema precisione, come se delle
nostre conversazioni fosse stato redatto un verbale. Da uomo di
mondo con una certa esperienza, so che la grande passione  rigorosa
e custodisce con cura i propri segreti.
Questo, dunque,  il mio dilemma. Anche se sono io a stabilire
la sua cura, ho l'impressione che mi osservi non con lo sguardo
esterno dello spettatore, ma con un occhio interiore apparentemente
in grado di percepire la forma dei miei pensieri e delle mie
elucubrazioni con il suo sguardo impassibile. E, per parte mia,
quando passeggio con lui (giacch siamo soliti vagare insieme per
la campagna) debbo far presente a me stesso che non sono in
compagnia di un cane domestico, ma di un lupo solitario.
L'altro giorno mi trovavo in possesso di alcune vaghe notizie sul
luogo in cui si trovava la signora Quill. La mia amante mi aveva
scritto, e io cercavo di suscitare il suo interesse nella speranza che
potessimo trattare uno scambio di informazioni. Ma, intuendo il fine
del mio negoziato e non volendo fornirmene alcuna, non diede mostra
di avere curiosit per le mie notizie, anche se (come percepivo) la sua
attenzione era tutta concentrata su di me, ed egli era vigile e pronto a
carpirmi il minimo indizio. Cos, nel corso delle nostre affabili
conversazioni, ho la sensazione che ci muoviamo come due lottatori che si
studiano a vicenda per cogliere i primi accenni di una presa.
Spero che mi perdonerete questa digressione, la quale pu trovare
una scusante - sempre che possa essere scusata - solo per il
fatto che ci porta ad un'altra riflessione, pi vicina al cuore
dell'argomento. Quando rifletto sull'attaccamento che il mio collega
dimostra per Celia Quill, immagino che ella scorse in lui alcuni segni
di vitalit nascosta, invisibili agli altri. Sono disposto a riconoscere
che ella (una donna fuori dell'ordinario) intravide almeno qualcosa
in quell'uomo: qualcosa che mut la sua linea di condotta e forse la
fece persino precipitare.
Leman, mio caro amico,  questa la stranezza che si prova
quando si ha a che fare con il mio giovane collega: in lui tutto
sembra rovesciato. Credevo fosse stato attratto da quella donna
straordinaria come la limatura da un magnete, o come uno sventurato
insetto da una fiamma, e invece ora capisco che tutto ci pu
essere visto sotto una luce completamente diversa. Giacch forse fu
lei a essere spinta verso di lui. La sua posizione sociale, il risultato
di poco pi di tre anni di vita da queste parti, era di tale solidit
(per effetto sia del suo carattere sia delle sue opere di bene) da
poter essere creduta pressoch inattaccabile. La sua autorevolezza
pareva un leggiadro dono di natura. Ci nonostante, mise a repentaglio
tutto ci che aveva conquistato, in un certo senso, compromettendosi
con un estraneo che un tempo era mio collega e ora 
mio paziente. Pensavo a lui come alla falena e a lei come al fuoco,
ma ora noto che le fiamme non hanno prodotto alcun effetto
definitivo sulla creatura che un tempo credevo esserne stata vittima:
che la falena, dopo essere passata attraverso il fuoco, ha mantenuto
una presenza invisibile, la quale ora mi svolazza sempre
davanti, al tempo stesso pi forte e silenziosa di prima.
Altre questioni vanno prendendo piede. Vi ho gi accennato in
precedenza agli effetti della scomparsa della signora Quill sulla comunit
locale, di cui era diventata una figura di primo piano. E in
materia di anime, abbiamo ricevuto la visita di un serio rappresentante
della nostra comune religione, che mi ha interpellato, in quanto
suo parrocchiano, chiedendomi aiuto per chiarire certe faccende.
Di recente, dunque, si  rivolto a me il reverendo Gilpin, il
parroco locale, il quale sospetta che io sappia pi di quanto possa
rivelare sulla partenza della signora Quill. L'ho incontrato al suo
ritorno da un servizio eucaristico a Boldre, una delle zone limitrofe
di hymington, ove egli officia. Poich sono uno dei suoi assistenti
laici, mi ha preso da parte e mi ha domandato se sapevo quando la
signora Quill avesse intenzione di fare ritorno a casa; sembra infatti
che met delle opere di carit della citt fossero direttamente o
indirettamente sulle sue spalle. E nonostante avesse lasciato istruzioni
ai suoi amici e aiutanti, e si fosse ritirata in modo ordinato,
egli aveva l'impressione che fosse partita sotto l'impulso degli
eventi. Eravamo fuori dalla chiesa, in piedi tra le pietre tombali.
La giornata si stava facendo calda, e nel corso del sermone il
reverendo si era alquanto accalorato sul tema dell'amore divino,
quell'amore benedetto che i Greci chiamavano agape, tanto che ora
si asciugava la fronte accanto a me, scrutandomi con i suoi occhi
scaltri.  un uomo simpatico, che non ha paura di dipingere la
maggioranza dei suoi parrocchiani residenti nella foresta come un
branco di pagani, anche al loro cospetto, e non disdegna di bere in
compagnia. Era perplesso, e sembrava considerarmi responsabile
del fatto che non gli avessi fornito nemmeno un accenno di spiegazione
circa la partenza della signora Quill.
Evidentemente certi membri della comunit gli avevano delegato
il compito di avvicinarmi e scoprire qualsivoglia indizio fosse
utile per farsi un'opinione, giacch non vi  crimine pi atroce per
la societ del non potersi formare un'opinione su qualcuno di cui si
senta in diritto di ergersi a giudice. Il buon uomo ha cominciato a
interrogarmi, sia pure in modo piuttosto cordiale, sulle circostanze
della partenza della signora Quill. E io, come si addice a una persona
con certe responsabilit, ho risposto in modo guardingo, fornendogli
la minor quantit possibile di informazioni; il che non  stato
troppo difficile, dal momento che avevo davvero poco da riferire.
Ci che pi di ogni altra cosa sconcerta coloro che frequentavano
la signora Quill  il fatto che non si sia pi messa in contatto
con loro dopo la sua partenza. Conoscendo le sue opere di bene, il
reverendo era del parere che non fosse da lei non mantenere una
corrispondenza, per cos dire, con i suoi ex conoscenti, almeno per
informarsi sulle loro condizioni di salute e di spirito. Egli dava
molta importanza agli sforzi incessanti che la signora Quill profondeva
in loro favore. Era forte la tentazione di illuminare il buon
uomo, o almeno di rassicurarlo, rivelandogli che ella era stata
soggetta ad eventi al di fuori del suo diretto controllo, e che pertanto
la sua condotta - il fatto cio che non si fosse messa in contatto con
lui n con altri - andava scusata. Ma questo avrebbe comportato
altre domande da parte sua. Ho abbastanza esperienza di relazioni
sociali per ignorare che il fornire informazioni parziali viene considerato
facilmente una provocazione maggiore che il non fornirne
punto, per la semplice ragione che un resoconto accuratamente
emendato implica giocoforza la conoscenza del tutto. Non soltanto
mi avrebbero accusato di tacere ci che so, ma le loro peggiori
aspettative su di lei, ovvero che alla base della sua partenza vi
siano fatti che vengono loro nascosti, avrebbero trovato conferma.
Al momento, dunque, tutto ci che potevo fare era convenire con
lui che le circostanze della partenza della signora Quill e il suo
successivo silenzio erano inconsueti per una donna come lei. Come
immaginerete, egli se n andato via insoddisfatto, incline per carit
cristiana a non esprimere un giudizio sfavorevole su di lei, ma
senza prove da addurre a coloro che l'avevano consultato.
Dopo questa digressione sulla partenza della signora Quill, torno
ora al mio giovane collega, il quale non  battuto in ritirata ma,
in un certo senso, ha mantenuto le proprie posizioni. (Vedete come
mutano queste cose: ella parte, quasi avesse subto una dbcle, ed
egli resta, ferito e ancora convalescente, ma avendo forse il dominio
sul territorio conteso della loro esistenza precedente). Pensavo
che egli fosse in una certa misura predisposto a ci che l'aveva
afflitto, forse addirittura che ne fosse responsabile. Ma ora, come
osservavo poco sopra, continuo a rivedere la mia opinione. Vedendo
la sua determinazione, la sua fiducia irriducibile nel fatto che la
rivedr, riconosco che non  stata la sua debolezza a fargli patire
queste tribolazioni. La colpa  piuttosto di una forza sottile, o di un
che di nascosto dentro di lui, che le donne, forse pi degli uomini,
sono in grado di percepire.
Osservo queste cose e, nel frattempo, la mia stessa situazione 
soggetta ad un sottile cambiamento, giacch noi tutti non siamo
altro che la somma dei nostri sentimenti. Se ci che prima credevo
essere una debolezza del mio giovane collega si  a poco a poco
trasformata in una specie di forza, che cosa posso dire delle mie
osservazioni? forse, riguardo al mio comportamento e alla legittimit
delle mie reazioni,  necessario effettuare qualche cambiamento
o qualche aggiunta. Sono consapevole, infatti, che a ogni mutamento
della percezione che ho di lui, la mia prospettiva ne viene
lievemente modificata, e sono costretto a riconsiderare i miei stessi
sentimenti sotto una nuova luce.
Si tratta di questioni difficili, le quali, pur richiedendo decisione,
continuano tuttavia ad ostacolare il mio tentativo di vederci chiaro.
Debbo riflettere su di esse con la massima attenzione, e una volta
che le avr esaminate al meglio delle mie possibilit, cercher di
ritornarvi sopra, mettendo di nuovo alla prova la vostra pazienza.
Con questi pensieri, signore, vi saluto.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
30.

La signora Thompson accatastava ceppi nel camino del salotto:
pezzi stagionati di faggio, abete e quercia. China sul focolare, e
ansimando profondamente per lo sforzo, accese le foglie secche e
i fuscelli con un rametto ardente che aveva preso dalla stufa a
legna e vide le fiamme sottili guizzare in mezzo agli sterpi che
aveva posto tra i ceppi. Era una donna attiva, che non amava
perdere tempo, ma certi fatti accaduti di recente la indussero a
soffermarsi per qualche istante a osservare le fiamme che cominciavano
a svilupparsi e a frusciare tra la legna.
Signora Thompson?
Grange era in piedi dietro di lei, e la sua presenza diffondeva
una pacata agitazione.
Signore?
Vedo che abbiamo ricevuto un rifornimento inatteso di legna
da ardere.
La signora Thompson si alz in piedi e si scosse via la cenere
dalla gonna, girandosi per guardarlo in faccia. Annu senza dire
nulla, sicch Grange torn a interrogarla.
Sapete darmi una spiegazione?
Il dottor Hargood ha dato ordine che un carro di legname
della sua tenuta fosse portato qui, signore.
Grange esit, come se fosse rimasto colpito. Approfittando
della breve pausa, la signora Thompson chiese: C' qualcosa
che non va, signore?
 un gesto generoso, senza dubbio.
Lo credo anch'io, signore.
Tuttavia... Grange scelse con cura le parole. Sono incline
a respingere questi gesti del mio collega anziano, per quanto
gentili siano.
Signore? chiese la signora Thompson in un tono che pareva
di sincera perplessit.
Temo di ricevere troppi favori dal dottor Hargood, signora
Thompson spieg Grange.
La governante lo scrut con attenzione. Non capisco.
Non capite? Vi sono favori che mettono chi li riceve nella
condizione di essere in debito di gratitudine.
Grange si chiese - e non era la prima volta - quali fossero le
vere mire della signora Thompson. Aveva dato per scontato,
forse con troppa disinvoltura, che lei avesse capito qual era il
suo timore: proprio questi gesti da parte del dottor Hargood in
sguito avrebbero pesato a suo sfavore nella loro disputa, cortese
ma prolungata, sul tipo di cura che Grange avrebbe dovuto
seguire. Ma poi gli sovvenne che la signora Thompson sembrava
schierata con il dottor Hargood sulle modalit della cura, sicch
forse non considerava compromettente accettare quei regali. Al
contrario, poich era perfettamente d'accordo con le prescrizioni
del dottor Hargood, dal suo punto di vista ogni favore dovuto a
quest'ultimo probabilmente avrebbe comportato un vantaggio.
Ma ora la governante si limit a dire: Un debito di gratitudine,
signore?
Precisamente, signora Thompson. Il mio collega anziano
cerca di inculcarmi le sue idee sulla cura che devo seguire. Credo
che abbia gi abbastanza influenza su di me, senza che la sua
posizione debba essere ulteriormente rafforzata dalla mia gratitudine
per altre questioni.
Mi dispiace, signore. La legna  stata portata qui, e io pensavo
che voi foste d'accordo.
La legna era stata portata, forse non a caso, mentre Grange
era fuori a passeggiare con lo stesso Hargood, e la signora Thompson
aveva colto l'occasione per ordinare all'anziano mandriano
di scaricarla nel giardino sul retro della propriet. Per assicurarsi
che il lavoro fosse ultimato con la maggiore celerit possibile,
prima che tornasse Grange, si era presa la briga di indossare un
soprabito e di aiutare il mandriano ad accatastare i ceppi,
scegliendo di collocarli nella parte posteriore del giardino, contro
un muro rivolto a sud, in modo che asciugassero pi facilmente.
Non senza motivo, sospettava che il suo padrone, data la sua
passione per l'indipendenza, avrebbe rifiutato il regalo qualora
gli fosse stato offerto direttamente, provocando cos un incidente.
Considerandosi ormai la custode del benessere del suo padrone,
si preoccup di non lasciare la faccenda al caso, essendo
dell'opinione che nessun uomo sano di mente avrebbe corso il
rischio di provocare un incidente pi grave, restituendo un dono
gi accettato in precedenza. Non era compito suo prendere una
simile decisione, sarebbe stata la prima ad ammetterlo; tuttavia
era dispostissima a far s che qualsiasi altra decisione risultasse
irrealizzabile.
Quando Grange, nel tardo pomeriggio, era rincasato e si era
seduto sulla panchina di legno del vestibolo per togliersi gli
stivali impolverati, la legna era ordinatamente accatastata contro
il muro rivolto a sud, il carro era sparito, e la signora Thompson
pot riferirgli, non senza soddisfazione, della fornitura straordinaria
di combustibile per il riscaldamento, lasciandolo l a meditare
su come avrebbe potuto trattare una questione che qualcun
altro aveva gi risolto per lui.
Avete bisogno d'altro, signore?
Strappato alle sue riflessioni dalla domanda della governante,
Grange non fu in grado di rispondere.
Dopo avergli comunicato la notizia, e non avendo ricevuto
alcuna risposta positiva, la signora Thompson gli fece un cenno
e si gir per tornare in cucina. Era il suo rifugio, e Grange sapeva
o sospettava che, una volta che lei si fosse rintanata l, la questione
sarebbe stata chiusa, o per lo meno difficile da riaprire
senza dare l'impressione di tornare su una faccenda ormai
superata.
Mentre lei si voltava, Grange chiam: Signora Thompson !
Lei si ferm e torn a girarsi verso di lui, con un'espressione
composta che non lasciava trapelare alcun segno di soddisfazione
o di giustificazione.
C' qualcosa che non mi torna. Il dottor Hargood vi aveva
avvisato che avrebbe fatto consegnare la legna?
No, signore rispose onestamente la signora Thompson.
Tuttavia, quando  arrivata, voi l'avete accettata.
Come vi ho detto, signore, pensavo che la cosa fosse stata
decisa tra voi.
Il dottor Hargood  incline alla generosit osserv Grange.
In futuro, fatemi la cortesia di informarmi prima di accettare
nuovi doni.
Senz'altro, signore disse la signora Thompson, ignorando il
tono che poteva sembrare ironico.
Grange era sicuro che la cosa non sarebbe finita l. Come uno
di quegli incendi sotterranei, poteva essere spento da una parte,
ma di certo sarebbe scoppiato di nuovo in forme e circostanze
diverse.
Agitato da quel confronto, fu colto da un accesso di tosse, ma
era fermamente deciso a non mostrare troppi ulteriori segni della
propria fragilit fisica. Gi in preda ai conati di vomito, attravers
il vestibolo e sal le scale per recarsi al piano superiore. Una
volta nel suo studio, chiuse la porta. Nell'intimit del silenzio si
chin sulla bacinella di metallo e diede libero sfogo alle convulsioni
che lo tormentavano.
...
31.

Mio caro Leman,
vi  un'altra donna che  stata in qualche misura al centro di
questi avvenimenti, e che ho gi menzionato in precedenza, bench
in modo piuttosto conciso e di sfuggita. L'ho trattata come un
attore secondario in questa bizzarra vicenda. Forse ora  tempo
di concentrare la nostra attenzione su di lei, poich debbo ammettere
che probabilmente conosce il nostro paziente meglio di quanto
lo conosca io.
La governante del mio collega, la signora Thompson,  una
bella donna, instancabile nel difenderlo e gelosa custode della
sua vita privata. Ha superato il primo rigoglio della giovinezza,
ma ha lineamenti regolari e gradevoli, una figura elegante, e forza e
vitalit di carattere. Tutte queste qualit insieme ne farebbero una
buona moglie. Se dovessi fare un quadro della presente situazione
del mio collega, esso sarebbe incompleto senza un riconoscimento
esplicito e forse smaccato della sua presenza accanto a lui. Nel suo
ruolo di governante, ella vigila su di lui come una volpe sui suoi
cuccioli. Durante la sua malattia ha fatto in modo di indagare
senza sosta sulle sue attivit e, tenendo per s i propri giudizi, ha
cercato di favorire la sua guarigione in tutte le maniere possibili.
Sebbene in un primo tempo nutrisse forse qualche sospetto sulle
mie intenzioni e non fosse certa del ruolo che avevo avuto nella
partenza della signora Quill, ora  divenuta mia complice e collaboratrice
nei nostri sforzi comuni. Ho la sensazione che tenga
ancora in sospeso il suo giudizio definitivo su di me, anche se
non v' dubbio che, in un carattere cos risoluto, esso  gi presente
sotto la superficie di ci che fa. Stranamente, quando la incontro
sono intimidito dalla sua presenza, poich ella mi osserva quasi con
la stessa espressione con cui osserva il suo padrone, come se fossi
una persona che debba essere aiutata e, se necessario, rimproverata
affinch prenda la giusta via. Abbiamo stabilito fra di noi una certa
collaborazione reciproca, bench spesso guardinga, la quale non va
oltre un interesse professionale sulla guarigione del paziente, e
tuttavia mi fa presumere che potrei indurla ad avere maggior fiducia
nei miei confronti, se non altro nella speranza che sia in grado
di offrirmi lumi su altre faccende.
Questo mi porta a formulare una domanda, forse di natura
retorica, che ha le sue radici in ci che vi ho raccontato nelle mie
lettere precedenti sull'effetto che il mio giovane collega provoca nel
sesso femminile. Forse che le donne forti sono attratte da un certo
tipo di uomo, un uomo la cui forza  celata? Di certo sono restio a
giungere a una conclusione. Ma il nostro paziente a quanto pare
non lo . Egli accetta le loro attenzioni come se in qualche modo gli
fossero dovute, e non d mostra di temerle, n di temere le loro
fortissime personalit. Se  un agnello, allora  uno strano agnello,
giacch cammina in mezzo alle lupe senza alcuna apprensione.
Prima che si ammalasse, nel corso di una conversazione egli mi
aveva esposto il suo convincimento che le donne in giovent siano
plasmate dagli uomini ma che poi, invecchiando, comincino finalmente
a percepire il mondo con i propri occhi e diventino pi pure
in sguito all'abbandono delle illusioni che prima le avvolgevano.
Io diffido di questa teoria, com' dovere di ogni buon conservatore,
e il mio primo sospetto  che egli si limiti a giustificare ci che
sente, cos come io, possedendo una certa quantit di terra e di
beni, sarei spinto a difenderli e a fornire ogni giustificazione pur di
continuare a goderne.
Tuttavia, se davvero egli si limita a difendere ci che preferisce,
potrei cominciare a chiedermi perch quella sua preferenza gli stia
tanto a cuore.
Un tempo ero convinto che le giovani donne si mettessero sotto
la protezione di uomini pi anziani, uomini possidenti o di rango,
in virt del potere che riconoscevano in loro. Ma forse i deboli sono
attratti dai deboli, giacch sotto la superficie dei privilegi anche
l'uomo che ne gode manca di quella sicurezza ultima che reclama
l'attenzione sua sponte, come se fosse un diritto naturale. Comincio
a pensare che coloro i quali cercano tali privilegi e li sfruttano a
proprio vantaggio siano privi della certezza ultima di chi agisce solo
con le proprie forze. Questo non  certo il caso del nostro paziente,
poich ho notato che una delle sue peculiarit  quella di non
avvalersi di privilegi con le donne, di non esercitare alcun potere
o patrocinio; eppure il suo carattere  tale che egli sembra essere
padrone del loro interesse.
Mio caro Leman, ora che ho affidato alla carta tanti pensieri in
libert, vi accorgerete che dopo tutte queste riflessioni ne so quanto
prima. Sono stato assalito dai dubbi non solo sul mio ruolo in
questa vicenda, ma anche su certi princpi in cui credo. Spero, cos
facendo, di non aver sfidato la vostra generosit nei miei confronti
oltre i limiti del tollerabile, forse, in virt della vostra bont di
cuore, mi perdonerete un'altra volta per aver abusato dei vostri
buoni uffici.
Cordialmente vostro,
Hargood.
...
.
...
32.

 per voi, signore. La signora Thompson alz gli occhi dalla
lettera e guard Grange.
Questi ebbe la sensazione che lei sapesse gi chi fosse il mittente.
Grazie, signora Thompson.
Le sue dita si chiusero sulla lettera, ed egli percep una lievissima
resistenza da parte della mano di lei. Stava gi per farle
un cenno di scusa e segnalarle che si sarebbe ritirato nel suo
studio, ma fu la signora Thompson a voltargli le spalle, girando
i tacchi con grazia e inattesa celerit. Guard con una certa
sorpresa la soglia deserta che portava alla cucina, dove la signora
Thompson si trovava fino a pochi attimi prima.
Dalla porta aperta provenivano un clangore di pentole ed il
gorgoglio dell'acqua che veniva versata da una brocca.
Sal le scale ed entr nel suo studio, facendo attenzione a non
chiudere la porta in modo troppo perentorio, mentre la paura e il
desiderio crescevano dentro di lui. Il battito del cuore gli risuonava
violentemente nelle orecchie, minaccioso. In preda all'agitazione,
osserv le dita che con calma rompevano il sigillo, e il
foglio che si apriva nella mano.
Aveva riconosciuto la scrittura sulla busta. Fu assalito dal
solito senso di mancamento che sorgeva dal centro del costato
e dovette appoggiarsi al tavolo per reggersi in piedi. All'inizio
non riusciva neppure a posare lo sguardo sulla lettera. Si aspettava
un'ordinata confessione in cui lei gli notificava che si era
sistemata altrove ed era felice nella sua nuova condizione. Forse
fu la collera che finalmente esplodeva di fronte alla conferma dei
suoi sospetti, o una ribellione interiore contro le proprie paure, a
permettergli di spiegare il foglio e di concentrare l'attenzione su
di esso. Riconobbe subito la familiare chiarezza della scrittura,
l'economia delle frasi.

Caro Silas,
vi prego di perdonarmi se vi scrivo solo ora.
Avendo lasciato Lymington nel modo in cui l'ho lasciata, non
mi aspetto indulgenza n perdono da parte vostra. Mi auguro in
tutta sincerit che ci che sto facendo ora non vi sorprenda ancor
di pi.
Penserete che il mio comportamento sia stato intenzionale e
forse premeditato. Vi sono molte cose che non so spiegare neppure
a me stessa, figuriamoci agli altri. Buona parte del mio passato mi 
stata imposta da forze fuori dal mio diretto controllo:  comprensibile
che una come me lotti per rendere il presente ed il futuro pi
conforme alle sue speranze ed ai suoi desideri. Non continuer a
lungo su questo tenore; vi dir soltanto che non chiedo la vostra
comprensione, ma desidero semplicemente informarvi di alcuni
fatti e avvenimenti che, presi separatamente, possono fornire una
base ed una spiegazione alla mia gratitudine.
Dopo aver lasciato la mia casa, ho ricevuto parecchie lettere dai
miei conoscenti di Lymington, talora per vie traverse. Si d il caso
che uno di essi mi abbia riferito della vostra malattia e della vostra
parziale guarigione. Ho accolto quest'ultima notizia con immensa
gioia. Se vi era una cosa di cui mi rammaricavo profondamente, era
lo stato in cui, a quanto mi  stato raccontato, eravate caduto.
Ma vi e un'altra ragione che mi induce a scrivervi: desidero
infatti comunicarvi, come meglio posso, quanto segue. Le lettere
che ho ricevuto da varie persone mi rassicurano su una cosa per la
quale mi sento obbligata a ringraziarvi apertamente. Coloro che
mi hanno scritto, per quanto perplessi e insospettiti dal mio comportamento,
hanno solo idee molto vaghe sulle ragioni della mia
improvvisa partenza. Sembrano associarla a voi, e forse alla vostra
malattia, ma non sono in grado di trarre conclusioni precise. E
giacch ignorano i motivi della mia partenza, in mancanza di
indizi chiari sono costretti a fare congetture, ed effettivamente
una o due lettere che ho ricevuto contengono richieste di spiegazioni,
e addirittura accennano in modo esplicito alla vostra malattia.
 nell'ordine delle cose. Tuttavia, proprio il fatto che siano
costretti a porre domande di questo genere dimostra che il vostro
collega, il dottor Hargood, e voi stesso avete tenuto nascoste agli
altri le ragioni che mi hanno indotto a partire. Ed  per questo che
mi sono sentita in dovere di scrivere per ringraziarvi entrambi per
il vostro silenzio e per aver protetto una reputazione che, bench
non meritasse protezione, in un certo senso si  mantenuta integra.
In quanto alle mie intenzioni future, non prevedo di tornare
mai pi a Lymington, per ragioni che non posso spiegarvi. Ma se
mi fosse possibile, vi manifesterei la mia pi profonda gratitudine
per la vostra costante discrezione.
Mi resta poco altro da aggiungere. Potrei cercare di darvi maggiori
spiegazioni sul mio comportamento, ma per farlo avrei bisogno
del consenso di una terza persona a cui credo di dovere il mio
silenzio; e anche se per voi fosse possibile, o utile, sapere qualcosa
dei retroscena di questa storia, non ho facolt di parlarvene. Se mai
il fato dovesse consentirci di proseguire la nostra discussione, sarei
egualmente incapace di offrirvi una spiegazione. Ammesso che
proteggere la mia reputazione abbia ancora un senso,  all'altra
persona che, al momento opportuno, dovrete rivolgere simili
richieste.
Jane e io godiamo entrambe di discreta salute. Vi scrivo questa
lettera dopo non poche riflessioni, con la consapevolezza e il presentimento
che il solo fatto di comunicare con voi sia poco saggio.
Ma se vi  qualcos'altro che mi ha spinto a scrivervi,  stato soprattutto
il desiderio di augurarvi ogni bene e di esprimervi la mia
pi sincera speranza che gli eventi non vi abbiano arrecato danni
troppo gravi. Confido che a tempo debito la vostra guarigione sar
completa.
Non provate a cercarmi o a rintracciare l'indirizzo dal quale 
stata spedita questa lettera. Credo che col passare del tempo dimenticherete
quanto  accaduto, e che il destino, spesso equo, vi
accorder una vita intensa e ricca di soddisfazioni. Mi auguro che
voi scopriate in voi stesso, una volta recuperata appieno la salute,
non solo la forza d'animo che vi dar la pace, ma anche i presupposti
di una meritata felicit.
Cordialmente vostra,
Celia Quill.

Grange prov una strana sensazione di vuoto alle gambe, come
se fossero divenute incorporee. Si sedette; il suo respiro si era
fatto freddo e pesante. Sentiva i piatti della signora Thompson
che sbattevano al piano di sotto, ma il rumore non lo distoglieva
dalle inquietudini della sua mente.
In quella lettera c'era cos poco, e insieme cos tanto, che
riuscisse ad afferrare o a comprendere. Per diversi minuti non
pot fare altro che aspettare che il battito del cuore si placasse.
Respirava con difficolt. Si allent la cravatta con le dita rigide,
poi si pieg in avanti e appoggi i gomiti alle ginocchia prendendosi
il viso tra le mani. Rimase in quella posizione per un altro
minuto almeno. Quando ebbe ripreso a respirare regolarmente,
sollev la testa.
Dopo un po' si alz in piedi e and alla finestra, abbassandone
l'anta superiore, in modo che l'aria fredda e pura gli inondasse
i polmoni.
...
.
...
Fine Parte 1.